Jacopo Bertone
No Comments

Troppi addii alla nazionale, che ci sia dietro lo spettro dei club?

Troppi addii dopo il mondiale brasiliano per non pensare a un coinvolgimento dei club, sempre meno vogliosi di prestare le proprie risorse alle nazionali

Troppi addii alla nazionale, che ci sia dietro lo spettro dei club?
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Franck Ribery, ex stella della nazionale francese

Franck Ribery, ex stella della nazionale francese

Dopo il caso-Chiellini è ormai impossibile non percepire il “poco entusiasmo” con cui le squadre affidano i propri giocatori alle compagini nazionali, precise come un orologio svizzero quando si tratta degli infortuni, basti ricordare cosa è successo a Reus proprio prima del Mondiale; proprio in seguito alla manifestazione brasiliana, tanti giocatori hanno annunciato gli addii alle rispettive rappresentative, siamo proprio sicuri che dietro tutto ciò non ci siano i club..?

ECATOMBE NAZIONALE – Ribery, Abidal, Lahm, Klose, Drogba, Eto’o, Villa, Lampard : questi sono i nomi solo di alcune delle stelle che hanno deciso di smettere di rappresentare il proprio paese dopo il Mundial, un po’ per la delusione che tante squadre hanno sofferto, ma soprattutto per via degli infortuni che diversi giocatori hanno riportato, basti ricordare il caso di Neymar, che sempre più spesso tolgono valore a questo calcio moderno, così veloce, fisico e dispendioso, forse anche troppo per chi lo gioca. Non sono però solo i giocatori a lamentarsi, alla silenziosissima protesta partecipano anche i club che elargiscono stipendi a dir poco importanti ai propri tesserati, per poi vederli distruggersi le ginocchia, stirarsi i muscoli o, quanto meno, svuotarsi i polmoni per difendere i colori del proprio paese: lasciando perdere per un secondo l’etica, è comprensibile che una società, magari anche quotata in borsa, protegga i propri “asset” e i propri investimenti, le regole del mercato dicono che è sacrosanto farlo; tuttavia esiste anche la parte romantica della faccenda, quella secondo cui è ingiusto che un giocatore si sottragga dal rappresentare la propria nazione solo perchè non ha voglia di mettere in gioco sè stesso ma soprattutto il proprio fisico. La questione è spinosa, troppo per trovare la risposta definitiva in questo articolo, però è bene riflettere su questo tema poichè solo con le riflessioni si forma la cultura sportiva, merce rara nell’italico stivale…

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *