Antonio Casu
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Vuelta: Contador e Froome, il danzatore ed il trattore

Fenomenologia di un grande dualismo, riproposto in terra iberica

Vuelta: Contador e Froome, il danzatore ed il trattore
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Così simili, così diversi: il ciclismo aveva bisogno di loro. Attualmente, Alberto Contador e Chris Froome sono gli interpreti più romantici di questo magnifico sport. Non si offendano i vari Quintana, Nibali o Uran: il dualismo tra i due campioni è per cuori forti. Ogniqualvolta si trovano l’uno di fronte all’altro, lo spettacolo è assicurato. Lo ha dimostrato, per l’ennesima volta, la tappa di ieri della Vuelta. Contador e Froome hanno incrociato le armi, affilato gli sguardi e si sono poi massacrati a vicenda (sportivamente parlando, sia chiaro). L’ha spuntata il Pistolero di Madrid, ma l’inglese ha dimostrato di poter essere pericoloso anche quando non è sorretto da una condizione fisica ottimale.

Alberto Contador ipoteca la Vuelta

Alberto Contador, leader della Vuelta

CONTADOR, IL DANZATORE – Più che una sfida sportiva, è una guerra tra due mondi. Contador e Froome sono antitetici quanto lo sono il giorno e la notte. Lo spagnolo incarna nella stessa persona la freddezza del grande campione e la passionalità roja di un leader carismatico. Contador corre per vincere, sempre e comunque. Il suo modo di andare in bici è un piacere per gli occhi, la coreografia sinuosa che crea mentre sale sui pedali è un mix letale di vanità ed eleganza. Contador appare leggero anche sulle pendenze più dure. Vola sulle punte come se fosse Roberto Bolle. A questo, unisce una buona dose di pepe: anche l’arte della provocazione è dote dei grandi campioni. Se qualcuno lo guarda negli occhi, risponde con un piccolo sorriso, appena accennato. Contador ama le sfide e ama ancora di più vincerle.

FROOME, IL TRATTORE – Chris Froome è invece un trattore. Esteticamente inguardabile, ma tremendamente efficace. Sale raramente sui pedali, prevalentemente resta seduto. Sembra quasi essere storto in bici, la sua postura è molto particolare. Il capitano del Team Sky punta tutto sull’altissima frequenza di pedalata. Quando è in forma, diventa irresistibile. In questa Vuelta ha fin qui sorpreso tutti: Froome sente terribilmente le pressioni, lo condizionano negativamente. Stavolta no. Nonostante arrivasse da un Tour sfortunato e si fosse presentato alla vigilia con una condizione atletica insufficiente, ha tirato fuori gli artigli e sta tenendo testa a Contador con la forza della testa, più che delle gambe. Tenta sempre di staccarlo, anche quando non ha speranze. I due non si amano, ma si stimano profondamente. Il danzatore ed il trattore di Nairobi sono pronti a nuove sfide, senza esclusioni di colpi. Lotteranno per sé stessi, per i compagni e, più di tutto, per tenere viva l’essenza più pura del ciclismo. Senza dualismi, sarebbe tutto più noioso.

Antonio Casu

@antoniocasu_

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