Jacopo Rosin
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Tavecchio svela il suo piano: è tempo di riforme

Serie A da 20 a 18 squadre e obbligo di almeno 4 italiani in campo. L'era Tavecchio si apre con delle possibili rivoluzioni nel calcio italiano

Tavecchio svela il suo piano: è tempo di riforme
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L’era di Carlo Tavecchio al potere è ufficialmente iniziata. La prima grande operazione messa in atto dal nuovo presidente della Figc ha portato Antonio Conte sulla panchina della Nazionale italiana, grazie anche alla partecipazione – non poco essenziale – della Puma, sponsor tecnico che contribuirà al pagamento dello stipendio dell’ex tecnico bianconero. Il presidente Tavecchio è ora al lavoro per cercare di rendere attivo il programma di riforme presentato in campagna elettorale. Obiettivo: far tornare grande il calcio italiano.

Carlo Tavecchio, nuovo presidente della Figc

Carlo Tavecchio, nuovo presidente della Figc

NUOVI NUMERI – Tra le innovazioni che Tavecchio vuole introdurre nel calcio italiano c’è il numero di squadre partecipanti ai prossimi tornei di Serie A e B. Nei programmi dell’ex presidente della Lega Nazionale Dilettanti, la Massima Serie dovrà passare dalle attuali 20 squadre alle sole 18 partecipanti,. Stessa sorte dovrebbe toccare al campionato cadetto che dovrà scendere da 22 a 20 società. Le quattro squadre che verranno declassate di categoria andranno ad infoltire il già numeroso gruppo di compagini iscritte al campionato di Lega Pro. Tali modifiche dovranno essere introdotte nei prossimi otto mesi così da poterle rendere operative già dalla prossima stagione. Il sogno di Tavecchio sarebbe quello di portare addirittura a 16 il numero di partecipanti alla Serie A, progetto di difficile realizzazione, vincolato da molteplici dettagli da curare, dai meccanismi di retrocessione ai premi economici previsti per i club. L’obiettivo è migliorare le prestazioni delle squadre italiane in Europa.

PUNTO EXTRACOMUNITARI – Altro tema molto caro a Tavecchio è la posizione del calcio italiano nei confronti degli extracomunitari. La nuova stagione di Serie A è iniziata facendo registrare un dato allarmante: nella Massima Serie italiana ci sono più giocatori stranieri che italiani. Con il caso Optì Pobà ormai alle spalle, il presidente Tavecchio sembra avere le idee chiare su come operare per risolvere questo problema, denunciato anche dal CT Conte, da Giaccherini (“Dura per i giovani emergere in Serie A: oltre il 50% dei giocatori sono stranieri”) e dal capitano azzurro Gigi Buffon (“Degli stranieri va valutata la qualità. Spesso giocano per convenienza e impediscono ai nostri talenti di sbocciare”). Nei progetti di Tavecchio ci sarebbe l’introduzione dell’obbligo per i club di Serie A di avere un minimo di 4 giocatori italiani sempre in campo, con l’obiettivo di passare a 6 nel giro di un anno. Tali giocatori sarebbero sostituibili durante il match solo con altri connazionali. Si ipotizzerebbero quindi tempi duri per squadre come Inter e Napoli, rispettivamente con soli 6 e 5 giocatori italiani attualmente in rosa. L’iniziativa al momento appare come un’utopia, ma non fatica a riscuotere consensi dagli addetti ai lavori. Per quanto riguarda poi gli stranieri in orbita Serie A, Tavecchio vorrebbe istituire una commissione che abbia la facoltà di valutare il “curriculum” degli extracomunitari seguiti dai nostri club, sul modello del calcio inglese. A complemento di questa innovazione, è prevista la creazione da parte della Lega Dilettanti di 19 centri federali dove 700 mila giovani italiani avranno la possibilità di formarsi e farsi notare dai club.

Jacopo Rosin (@JacopoRosin)

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