Davide Terraneo
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Cilic, che sorpresa! A New York il croato alza il suo primo trofeo Slam

Il tennista allenato da Ivanisevic si impone sul giapponese Nishikori con un periodico 63 e festeggia il suo primo titolo di rilievo in carriera

Cilic, che sorpresa! A New York il croato alza il suo primo trofeo Slam
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Lo US Open versione “outsider allo sbaraglio” si chiude con il successo di Marin Cilic. Il croato capitalizza alla perfezione l’impresa compiuta in semi finale contro Roger Federer e schiaffeggia il giapponese Kei Nishikori nell’ultimo atto dello Slam americano.

LA FINALE – Bastano meno di due ore alla testa di serie numero 14 del tabellone per liquidare il proprio avversario e festeggiare il primo grande trionfo di una carriera che lo aveva spesso visto a ridosso dei migliori ma mai ad altissimo livello. Nel corso della finale il tennista nipponico parte bene e si costruisce immediatamente l’occasione per strappare la battuta al proprio avversario, ma fallisce miseramente e finisce con il perdere 63 il primo parziale. In seguito non cambia la musica e Cilic avanti 5-2 con due break prima sciupa l’opportunità di servire per il set, poi reagisce e chiude ancora una volta 63. Nel terzo set il croato si trova a condurre 4-1 prima di dover difendere tre palle break nel corso del settimo game: pericolo scampato e commovente celebrazione per l’allievo di Goran Ivanisevic, quasi incredulo del risultato ottenuto. Lo score finale recita un triplo 63 che lascia ben poco spazio a recriminazioni su chi meritasse realmente il titolo.

Marin Cilic nel 2010, anno in cui raggiunse il suo best ranking (nono)

Marin Cilic nel 2010, anno in cui raggiunse il suo best ranking (nono)

LA CARRIERA – Nato nel settembre del 1988 a Medjugorje, Marin Cilic ha scelto di dedicarsi al tennis fin dalla tenera età di sette anni, impressionando nel settore giovanile dove ha vinto il Roland Garros juniores nel 2005, anno in cui è poi diventato professionista. Giocatore dotato di una grande costanza di rendimento ma spesso sdentato quando si tratta di dare l’azzannata vincente, il croato ha vinto 11 ATP 250 nel corso della sua carriera, senza mai essere in grado di portare in bacheca un trofeo di maggior prestigio. Nonostante questo la sua dedizione e la sua continuità gli hanno permesso di salire fino al nono posto del ranking nel 2010. La zampata vincente è arrivata proprio al momento giusto, in un torneo che ha visto Djokovic e Federer in una fase calante delle loro prestazioni e Nadal fermo ai box. Ma quando batti un mostro sacro come lo svizzero e sfrutti la tua occasione per scrivere il nome nella storia di uno dei tornei più prestigiosi del tennis un’intera carriera subisce la svolta, e Marin Cilic ha dimostrato di essere in grado di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Non è da tutti.

FINALE STORICA – A festeggiare è dunque la Croazia, che scrive finalmente il nome di un suo atleta nell’albo dello US Open. Sarebbe stato ancora più storico il successo di Nishikori, dato che nessun asiatico si è mai avvicinato alla vittoria in terra americana. Certo fa un po’ effetto vedere Cilic succedere ai vari Nadal, Djokovic, Murray e Federer. Potrebbe essere il segnale di un tennis che sta cambiando, con l’era dei “Fab four” che si avvicina inesorabilmente al suo fine. Chissà. Di sicuro Marin starà pensando ben altro in questo momento. Ed è giusto celebrare il momento di gloria di un ragazzo che ha sempre faticato molto per arrivare un giorno a coronare il suo sogno. Anche se un po’ di malinconia agli occhi dei fan degli ultimi anni non può che affiorare nella nottata italiana.

Davide Terraneo

 

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