Simone Viscardi
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L’Italia in Norvegia, un tabù lungo 77 anni

Dal 1937 gli Azzurri non vincono ad Oslo, e da 196' non vanno a segno. Ma quando le partite si fanno importanti, le cose cambiano...

L’Italia in Norvegia, un tabù lungo 77 anni
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Settantasette anni, tanti ne sono passati dall’ultima volta in cui l’Italia è tornata con un successo dalla Norvegia. Rete del “Balilla” Meazza, doppietta dell’immancabile Piola e inutile gol della bandiera per i padroni di casa firmato Danielsen, questo il tabellino di un 3-1 che rimane – ad oggi – l’unico trionfo Azzurro tra i fiordi scandinavi. Da allora solo 2 pareggi e altrettante sconfitte nello score della nostra nazionale. In particolare, sembra complicatissimo per i nostri attaccanti andare a segno, dato che l’ultima rete è stata siglata da Totò Schillaci, gol tra l’altro inutile, in un 2-1 del 5 giugno 1991 che estromise l’Italia da Euro 1992.

Vieri esulta con Del Piero dopo il gol decisivo in Italia-Norvegia 1998.

Vieri esulta con Del Piero dopo il gol decisivo in Italia-Norvegia 1998

INFORTUNI E STATISTICHE – La trasferta in Norvegia riporterà sicuramente alla memoria del nostro Capitano brutti ricordi. Proprio ad Oslo Gigi Buffon si infortunò nell’ultima amichevole prima dell’Europeo del 2000, che fu quindi costretto a vedere da casa. Per nostra fortuna il suo sostituto, Francesco Toldo, non lo fece assolutamente rimpiangere. Più dolci quelli legati all’ultima sfida giocata in casa dei rossoblu, terminata si con uno scialbo 0 a 0, ma disputata nel girone di qualificazione per Germania 2006, un torneo ad occhio e croce finito decisamente bene per gli Azzurri. Dal punto di vista delle statistiche, attenzione alla vena realizzativa del reparto offensivo norvegese, sempre a segno nelle ultime 10 uscite casalinghe. L’ultima sfida a secco è stata contro la Spagna, che aveva interrotto un’altra striscia positiva di 14 incontri. Positivi però anche i precedenti della nostra Nazionale nelle partite di debutto nelle qualificazioni europee. Sempre a segno, siamo stati sconfitti solo una volta, ma dalla stratosferica Olanda di Crujiff.

VITTORIOSI QUANDO SERVE – Tutto si trasforma però nelle sfide da dentro o fuori, quelle – per intenderci – che fanno realmente la Storia. In questo caso la supremazia delle nostre squadre è incontestabile. Nelle Olimpiadi di Berlino 1936 e nei Mondiali francesi di due anni dopo vincemmo solo ai supplementari, grazie alle reti di Annibale Frossi e – guarda caso – ancora di Piola. Andò meglio negl anni ’90, ancora a distanza ravvicinata. Nel 1994 negli Stati Uniti Dino Baggio regalò all’Italia di Sacchi la seconda fase (nonostante l’espulsione di Pagliuca), mentre nel 1998 – ancora in Francia – agli ottavi di finale fu il bobone nazionale, al secolo Christian Vieri, a spedire a casa la rivelazione norvegese guidata dal bomber Tore Andre Flo.

Simone Viscardi (@simojack89)

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