Davide Terraneo
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Contador finalmente Contador, sua La Farrapona e Vuelta ipotecata

Il madrileno segue l'attacco di Froome e stacca tutti nel finale. Brambilla fa a pugni con Rovny e viene squalificato. Aru ottimo quinto

Contador finalmente Contador, sua La Farrapona e Vuelta ipotecata
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Gran dimostrazione di forza di Alberto Contador nella sedicesima tappa della Vuelta. Il capitano della Tinkoff si impone e consolida il suo primato nella classifica generale, staccando i connazionali Valverde e Rodriguez e guadagnando qualche secondo anche sul britannico Chris Froome.

LA SINTESI – La fuga di giornata prende vita sul finale della prima asperità di giornata, con tredici uomini che escono dal gruppo. Tra di loro Luis Leon Sanchez, Malori, De Marchi, Cunego e Brambilla, con una forte partecipazione italiana al tentativo. Con la Katusha che controlla il ritmo del gruppo per preparare un possibile attacco di Rodriguez a Contador, Uran perde contatto già nella terzultima salita, confermando un periodo di scarsa condizione fisica. Proprio negli ultimi metri di questa asperità scatta Cancellara, ma l’azione dello svizzero sembra più un test in vista del mondiale di Ponferrada che non uno sforzo per conquistare la tappa. Intanto dopo il penultimo gpm tra i fuggitivi rimangono davanti De Marchi, Poels e Brambilla, con la squalifica di quest’ultimo che agevola l’attacco solitario del corridore della Cannondale, già vincitore di una tappa. Tra i big la corsa esplode a 4 km dal traguardo, quando Chris Froome capitalizza il lavoro della sua squadra con un’accelerazione a cui risponde il solo Contador, mentre “Purito” e Valverde perdono costantemente terreno dalla coppia di testa, condividendo parte dell’ascesa con Fabio Aru. Dopo aver ripreso il friulano, a meno di mille metri dall’arrivo scatta il capitano della Tinkoff, che vince in solitaria e coglie il primo acuto in un grande giro dopo il 2012. Il britannico del Team Sky giunge a 15″, davanti a un eroico De Marchi che difende la terza piazza di giornata. Valverde chiude a 55″ da Contador, Rodriguez a 59″, solo sei secondi prima di uno straordinario Aru, che salendo con un ritmo regolare dimostra di non essere particolarmente lontano dai migliori.

Gianluca Brambilla, autore di un accenno di rissa con Ivan Rovny nel corso della tappa

Gianluca Brambilla, autore di un accenno di rissa con Ivan Rovny nel corso della tappa

LA SQUALIFICA – Ma perché Brambilla è stato squalificato? L’episodio ha del clamoroso. Sulla penultima salita l’italiano dell’Omega Pharma ha discusso con il corridore della Tinkoff Ivan Rovny, venendo addirittura alle mani e scambiandosi violenti pugni e strattoni mentre entrambi pedalavano nel drappello dei fuggitivi. Dopo che proprio su quell’asperità Gianluca era riuscito a distanziare gli avversari insieme a De Marchi e al compagno di squadra Poels, la giuria ha deciso di squalificare entrambi i corridori coinvolti nel litigio. Decisione ineccepibile, che deve essere un esempio e magari venire seguita da una sanzione da parte dell’UCI. Gesti simili devono essere estirpati dallo sport, così come chi se ne rende protagonista.

 LA CLASSIFICA – Nella classifica generale Alberto Contador scava un solco alle sue spalle, spedendo Valverde a 1’36” di distacco, solo 3 secondi meglio di Froome. Scivola lontano dal podio Rodriguez, quarto a 2’29”, mentre Aru chiude la top 5 con un ritardo di 3’38” e un vantaggio abissale su Martin, sesto a 6’17”. Torna tra i primi dieci Damiano Caruso, che accusa un ritardo di 9’12” dal leader. Domani ultimo giorno di riposo, ma l’impressione è che Contador abbia messo in cassaforte la sua terza Vuelta. Peccato non aver potuto godere di un duello con Nibali al Tour.

Davide Terraneo

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