Giuseppe Folchini
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Sull’Europa tutti concordi: “non ho Stato io”

Grillo dagli all'untore. Slide show sulla riforma della scuola. Obama bacchetta l'Europa su Isis ed Ucraina

Sull’Europa tutti concordi: “non ho Stato io”
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Europa: Obama e Putin sulla questione Ucraina.

Europa: Obama e Putin sulla questione Ucraina.

TBC TBC –  Se non vede il “counter” dei pay per click di Google aumentare di una certa soglia, Beppe Grillo diviene insopportabile. Ecco quindi tirar fuori dal cassetto la TBC portata dai migranti. Il grilloparlante è abile a parlare alla pancia e a parti anche più basse degli italiani. Sostanzialmente il messaggio era : fuori i migranti che portano malattie. Del resto nell’orticello della sinistra non è riuscito a pescare più di tanto, meglio passare alla destra più destra che non si può. I 40 casi denunciati da io sono solo megafono, si riferiscono agli agenti sottoposti ai test. Di questi effettivamente tre hanno contratto l’infezione. Ciò che più è interessante è che non sono stati infettati per operazioni durante gli sbarchi. Sistemato il pentastellato, una tirata d’orecchi agli amici di sinistra la voglio dare. Silp-Cgil smentendo le bufale di Grillo, rammenta di mantenere alta l’attenzione sugli inevitabili rischi degli operatori. Ecco anche noi che alziamo il pugno chiuso (destro o sinistro non fa nulla), possiamo parlare di controlli sanitari senza vergognarci? La salute pubblica è appunto un bene di tutti. La cultura dell’accoglienza e dell’integrazione in Europa non è “cari  sbarcate pure in Italia però se state male sono c..vostri e se non avete un posto dignitoso arrangiatevi con l’elemosina o  magari raccogliete pomodori per qualche “caporale” “. Virulenti

ITALIANI: POPOLO DI SANTI, POETI, NAVIGATORI E ACCADEMICI DELLA CRUSCA – Dopo l’ennesimo slide show del governo- ma come non si doveva chiudere con l’annuncite ?- sulla riforma della scuola, vi è stato un accanimento grottesco per errori grammaticali e posizionamento dei trattini. Le perplessità sul provvedimento, devono essere ben altre, ad esempio  sull’incentivazione meritocratica degli insegnanti. La meritocrazia è una parola magica e taumaturgica con la quale  Matteo Renzi farcisce qualsiasi cosa. Per carità è sacrosanto non distribuire aumenti a pioggia: chi lavora nel comparto privato, in Italia e in Europa, sa benissimo che non si muove un euro per anni senza esserlo sudato e risudato. Ma quali sono i parametri di valutazione ? Chi ne sarà responsabile ? Non solo. Ci si riempie la bocca  descrivendo le meraviglie della scuola 2.0: Corsi di inglese, musica, educazione motoria. Come si farà se gli insegnanti specialisti sono stati rimandati nelle classi e come si inseriscono se nella scuola di base è stato distrutto il modello orario che permetteva l’inserimento di queste attività, cioè il tempo pieno? Tutto ciò fa diventare questa riforma  più misteriosa di un piano industriale di Marchionne. Probabilmente l’unica certezza sarà l’assunzione dei 100mila precari. Questa volta c’è da ringraziare l’Europa che ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, per la reiterazione illegittima dei contratti a termine nei confronti dei lavoratori della scuola. Ci sono supplenti plurilaureati e pluri abilitati che da 15 anni vengono ogni anno riassunti a settembre e licenziati a giugno. Renzi dietro la lavagna

FINE DELL’EUROPA, SE FOSSE MAI ESISTITA – Il presidente Usa, Barack Obama durante il vertice Nato tenutosi in Galles in questi giorni, ha strigliato duramente i riottosi alleati in Europa– Regno Unito escluso- chiedendo un giro di vite su Isis e Russia. Evidentemente l’uomo “abbronzato” sta cercando di coinvolgere l’alleanza in una situazione complicata dalle sue indecisioni- manco fosse Pippo Civati- tra diplomazia e intervento militare, facendo male l’una e l’altra. Ma il fatto più inquietante che si sta conclamando in questi giorni è l’inesistenza dell’Europa come entità politica. Fino alla caduta del Muro, il vessillo anti comunista è stato un collante fondamentale. L’Europa da quel giorno,  ha iniziato un processo di unificazione esclusivamente economico e finanziario. Le titubanze di questi momenti nella crisi Ucraina derivano da quella visione monetaria che di fatto non ha mai coeso l’ Unione europea. Forse ci si dimentica che tutto nasce dal rifiuto dell’ex presidente ucraino di accettare un prestito FMI, mentre paesi come la Germania già pregustavano l’accesso ai mercati dell’est per sistemare il surplus della bilancia esportazioni. Un incentivo sufficiente per allontanare come la peste l’ipotesi di una federazione. Tutti al banchetto ucraino

Giuseppe Folchini (@gifolch)

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