Simone Viscardi
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Conte, la Nazionale e l’alba di una Nuova Era

Abbandonati i moralismi e i codici etici, l'ItalConte è già a immagine e somiglianza del suo tecnico, l'unico vero Top Player della Nazionale

Conte, la Nazionale e l’alba di una Nuova Era
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L’Italia, si sa, è patria di Santi, navigatori e Commissari Tecnici. Non in pochi hanno storto il naso dopo aver letto i nomi dei primi convocati di Antonio Conte alla guida della Nazionale. Troppi juventini – presenti e passati – si diceva, e troppi reduci di uno dei peggiori Mondiali della storia azzurra. La realtà invece è quella di una squadra che il nuovo tecnico vuole a immagine e somiglianza del proprio carattere, e nella prima uscita di questa sera si sono già iniziati a intravedere i primi raggi di sole.

Ciro Immobile, attaccante della Nazionale.

Ciro Immobile, attaccante della Nazionale.

MENO MORALISMI, PIÙ CATTIVERIA – Il fatto che la partita con l’Olanda fosse solo un’amichevole, per una volta, invece che minimizzare il risultato e il gioco offerti, non può che essere un ulteriore segnale positivo. Storicamente, il calcio azzurro ci ha abituato a figure ben peggiori nelle sfide non ufficiali, e in particolare ad inizio stagione (basti pensare ai debutti amari da Ct di Lippi, Donadoni e dello stesso Prandelli). La squadra di Conte invece ha dimostrato di essere tale di fatto e non solo di nome fin dal fischio d’inizio. Concentrata da subito – e le due reti nei primi 10′ sono li a dimostrarlo – e cattiva fino alla fine, proprio come vorrebbero i comandamenti scolpiti nella filosofia del suo nuovo condottiero. Sembrano lontani secoli i tempi del codice etico e del “Tiki Taka all’italiana” predicati da Prandelli. Non ce ne voglia il buon Cesare, capace ad onor del vero a sua volta di costruire qualcosa di decente – per un paio d’anni almeno – dalle macerie del Lippi-Bis, ma quando il gioco si fa duro e il talento si fa raro in panca è meglio avere il sergente Hartman piuttosto che Don Matteo.

NIENTE PRIME DONNE, SOLO UN PRIMO UOMO – L’ultima Italia ammirata – si fa per dire – nel Mondiale brasiliano vagava per il campo cercando di irretire gli avversari con uno sterile possesso palla, ingabbiata anche da qualche protagonista mancato di troppo. Il messaggio lanciato a Balotelli e simili è chiaro, da adesso in poi basta atteggiamenti paterni e comprensivi, si rema tutti dalla stessa parte e per chi non è d’accordo quella è la porta. Insomma, nel giro di un paio di settimane il nuovo Commissario Tecnico sembra già aver rivoltato come un calzino la Nazionale, ergendosi a unico Top Player in uno spogliatoio fino a questo momento diviso in troppi gruppetti – i senatori, i giovani, Balotelli –  e senza una guida di polso. Anche i giovani possono integrarsi meglio in un meccanismo di questo tipo: Zaza sembrava tutto meno che un debuttante, mentre Immobile ci ha messo 3 minuti a scrollarsi di dosso la timidezza accusatagli nella famigerata sfida con l’Uruguay. A questo punto, ben venga anche la fiducia – per alcuni eccessiva – riposta nei giocatori da lui allenati nell’ultimo triennio, se serve a trasformare la mentalità del gruppo. In sostanza, meglio un Giaccherini motivato che un Cassano svogliato. Sembra una bestemmia, se vista con gli occhi di un esteta del bel calcio. Diventerà un mantra, se le cose per l’ItalConte proseguiranno sui binari di questa sera.

Simone Viscardi (simojack89)

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