Luca Porfido
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Milan: la metamorfosi di Honda

Il giapponese sembra un giocatore totalmente diverso rispetto a qualche mese fa e nella partita con la Lazio Honda ha ben ripagato la fiducia di Inzaghi

Milan: la metamorfosi di Honda
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Quando lo scorso anno il Milan decise fermamente di puntare su Honda, in molti cominciarono a chiedersi se il giapponese non fosse uno dei soliti colpi di Galliani: rigorosamente a parametro 0 ma, soprattutto, uomo marketing. Di articoli e dichiarazioni sull’estraneità del nipponico al nostro calcio e della sua mediocrità ne è pieno il web, ma lo stesso Honda potrebbe far ricredere anche i più scettici dato il buon inizio di stagione.

Valencia Milan Honda

Gol su punizione di Honda nell’amichevole contro il valencia

DUE FACCE – Lo scorso anno il fantasista nipponico fece molta fatica ad inserirsi negli schemi di Seedorf (vuoi anche per la posizione da esterno largo a destra che l’olandese gli appioppava ad ogni partita). Eppure nella prima parte di stagione, disputata con il CSKA, Honda aveva quasi sempre convinto, levandosi anche qualche soddisfazione in Champions. Per non parlare poi delle varie amichevoli pre-mondiale disputate col Giappone di Zaccheroni, dove le buone prestazioni erano ormai nella norma. Un po’ come quel Messi che, al contrario, alternava le mostruose performance con la maglia blaugrana, alle deludenti partite con la nazionale.
A fronte di una buona preparazione estiva, condita da buone impressioni sul campo, Inzaghi ha deciso di concedere ad Honda una nuova possibilità.

CAMBIO DI MARCIA – Secondo alcune fonti, non ufficializzate causa privacy, alcuni mesi fa il giocatore si sarebbe sottoposto ad un intervento per stabilizzare alcuni valori che gli provocavano un’insolita stanchezza. E’ quindi difficile sapere se sia stato il sopracitato intervento a restituire ad Honda una condizione fisica normale, ma è sicuro che le tante ore passate a Milanello, più di altri giocatori, e la voglia di rivalsa, unite alla fiducia concessagli da Inzaghi, abbiano trasformato il giapponese, che sembra quasi irriconoscibile se paragonato al giocatore di qualche mese fa. A favorirne l’inserimento negli schemi di SuperPippo è stato sicuramente il cambio di ruolo. Anche se ufficialmente Honda appare schierato attaccante esterno, la sua reale posizione in campo è molto più accentrata, lasciando che sulla fascia vada il terzino di turno (Abate nel caso della partita contro Lazio). Questo permette di sfruttarne le abilità nella costruzione del gioco, non essendo velocissimo, come accaduto col gol di Muntari, dove a lanciare Abate è stato proprio il giapponese.
La presenza di Menez, inoltre, con caratteristiche da esterno d’attacco più accentuante rispetto al nipponico, permette poi di invertire spesso i ruoli, portando Honda ad agire come una sorta di trequartista-regista avanzato (suo ruolo naturale).

Non sappiamo se sia l’aria del nuovo Milan o il sushi con Nagatomo ad aver cambiato il giocatore, fatto sta che in molti dovranno probabilmente ricredersi qualora le sue prestazioni continueranno cosi.

Luca Porfido

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