Antonio Casu
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Filippo Inzaghi, Fernando Torres e una vita per il gol

Arrivano due bomber e la macchina del tempo si ferma. La prima puntata di "Ritorno al futuro" è nel segno del Milan

Filippo Inzaghi, Fernando Torres e una vita per il gol
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Immaginate di essere dentro ad una macchina del tempo, ma il tempo stesso non c’è, si è fermato. Due storie da raccontare, due campioni dello sport a confronto, il passato ed il presente si uniscono in un unico racconto. Tutto questo, e molto altro, in “Ritorno al futuro”, la nuova rubrica del mercoledì di SportCafe24. 

Boom. Lo stadio San Siro esplode, l’attaccante con la maglia numero 9 urla al cielo e riceve l’abbraccio caloroso della Curva. Le emozioni sono condivise da tanti, i ricordi sono di un grande bomber che indossa ora giacca e cravatta, lo sguardo rivolto all’orizzonte è di un bambino spagnolo che si affaccia per la prima volta nel calcio italiano. Filippo Inzaghi e Fernando Torres hanno storie e caratteristiche differenti, ma un unico grande impulso nel Dna: vivere per il gol, possibilmente sulla linea del fuorigioco.

Filippo Inzaghi, ex attaccante ed attuale allenatore del Milan

Filippo Inzaghi, ex attaccante ed attuale allenatore del Milan

FILIPPO INZAGHI, LO SCIENZIATO – Inzaghi calcolava ogni dettaglio. Inzaghi era la matematica applicata allo sport. Superpippo era un fenomeno della scienza, studiava puntigliosamente i movimenti dei difensori che avrebbe poi affrontato la domenica, li passava ai raggi X e coglieva ogni punto debole. Il superpotere di Inzaghi era l’intelligenza tattica. Coi piedi non ci sapeva fare un granché, con la testa un po’ di più, ma la qualità principale era la capacità di trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto. Inzaghi ha vinto tutto, e mai per caso. Ogni gol, seppure si trattasse di un’amichevole o un semplice allenamento, era un rituale da celebrare con lo stesso entusiasmo. Non appena il pallone entrava in rete, Inzaghi urlava e l’eco rimbombava a decine di chilometri di distanza. Inzaghi è un animale di razza come pochi ne sono nati nella storia del calcio.

FERNANDO TORRES, NIÑO CARISMATICOFernando Torres indosserà la sua maglia, rossonera e col numero 9 sulle spalle. Nato e cresciuto in Spagna, Torres è il re dalle mille corone: dalle corride iberiche ai palcoscenici regali della terra d’Albione, il passo è breve, brevissimo. Torres ha la faccia di un bambino ed il carisma di un leone indomabile. Torres è un leader che non urla, ma si fa sentire a suon di gol. Dotato di grande tecnica, il torero spagnolo è capace di segnare e rifinire in ogni modo: Torres dribbla, Torres incorna di testa, Torres è veloce e reattivo sotto porta. Torres è il regalo perfetto per mister Inzaghi perché sono due veri professionisti, senza grilli per la testa. Secondo quanto raccontato da José Mourinho, suo tecnico al Chelsea, era il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andarsene. Sarà così anche al Milan, c’è da starne certi, ma non sarà solo. Ogni mattina Torres troverà Inzaghi in piedi di fronte ai cancelli di Milanello, ansioso di iniziare una nuova giornata. Nel segno del gol.

“Ritorno al futuro” tornerà tra sette giorni. Altre due storie si intrecceranno all’interno della nostra macchina del tempo. Chi vorreste vedere? Scrivetecelo su Twitter menzionando l’account @SportCafe24 e utilizzando l’hashtag #ritornoalfuturo

Antonio Casu

@antoniocasu_

 

 

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