Vincenzo Galdieri
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Calciomercato, il Pagellone delle 20 di A

Verona romantica, Napoli delusa. Juve solida, Roma reclamizzata. Ma lo scettro se lo dividono in tre: Milan, Inter e Fiorentina

Calciomercato, il Pagellone delle 20 di A
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Ciro Immobile,lascia la serie A e va in Bundesliga calciomercato

Ciro Immobile, simbolo di questo calciomercato. E non solo per la cessione al Dortmund

Immobile. E per Immobile si intende tanto e quanto Ciro, giovane attaccante nostrano ceduto al Borussia Dortmund per 20 milioni di euro. Immobile è prima di tutto un termine, ed è il termine giusto per descrivere il Calciomercato della Serie A nell’estate 2014. Ha regnato l’immobilismo, nel bene e nel male. Vi aspettavate top player assoluti pronti a sbarcare nel nostro campionato? Bene, siete rimasti delusi. Qualcuno è arrivato, si, ma non stelle di prim’ordine. La fortuna però è che il calciomercato è stato Immobile nel bene e nel male. Perchè diciamoci la verità: vi aspettavate anche grosse cessioni. E invece no: i vari Vidal, Pogba, Pjanic e Cuadrado sono ancora qua. Incredibile ma vero. Via solo Balotelli e Benatia tra i big assoluti, ma in difesa ce la siamo cavata bene. Sono arrivati anche i Torres, i Morata, i Diego Lopez ed i Medel. Insomma, poteva andare peggio. Ne usciamo addirittura rafforzati. Ma non di molto: prendere coscienza di non essere più una top league è esercizio fondamentale per poi poter provare soddisfazione di fronte al calciomercato più noioso degli ultimi 20 anni. 

IL PAGELLONE

ATALANTA 6 – Il voto sarebbe più basso, ma sul gong piazza il colpaccio. Papu Gomez è un profilo da medio-alta classifica, uno che l’anno scorso era in orbita Fiorentina-Inter, tanto per chiarire. Chapeau a Marino. Bene anche Bianchi e Boakye. Meno bene le cessioni. Quella di Consigli è pesante e rischia di minare equilibri consolidati. Quella di Bonaventura è troppo lowcost: non puoi vendere a un giocatore che ha dimostrato di valere 12-13 e che dicevi di voler vendere a 20. Ma si sa: quando Galliani arriva, convince tutti solo con lo sguardo.

CAGLIARI 5 – Mercato-no. Via Astori, Agazzi, Nenè. Via un po’ tutti. Longo e Crisetig sono giovani interessantissimi, ma non possono bastare. E’ stata sconfessata la strategia dell’anno scorso, ovvero tenere tutti i big e rinforzarsi. Ma si sa, Zeman può fare tutto ed il contrario di tutto indipendentemente dalla rosa a disposizione.

CESENA 6 – Di stima, e considerando anche le risorse a disposizione. Tanti giovani interessanti. Si fa quel che si può.

CHIEVO 6 – E’ una valutazione stranissima da fare. Un 6 che può arrivare a 9 o scendere a 4. Il Chievo ha fatto qualcosa che mai aveva fatto nella sua storia: ha cambiato tutto. Inserendo anche nomi altisonanti, tipo Birsa, Schelotto, Maxi Lopez e Botta (occhio, può essere un colpaccio). Ma allora qual è il problema? E’ che il troppo stroppia. Serviva davvero questa rivoluzione? A Corini l’arduo compito di trovare l’amalgama. Auguri.

EMPOLI 6 – Punta su Vecino e Laxalt, per il resto cambia poco. La stella è ancora Tavano.

FIORENTINA 7,5 – Pradè-Macià, e lo spettacolo è assicurato. Tiene tutti i big: se su Rossi, Gomez e Borja Valero c’erano pochi dubbi, la conferma di Cuadrado è un capolavoro. E poi compra: Marin scommessona, ma se si vince si fa jackpot. Basanta-Badelj colpi interessanti. Bernardeschi è un potenziale fenomeno, Brillante è simpatico ma magari è pure forte. E la bomba finale Richards è da Oscar: se recuperato fisicamente, è uno che può ambire ad essere top mondiale nel suo ruolo. Tre anni fa lo consideravano cosi. Firenze lo spingerà a ritrovare se’ stesso.

GENOA 6,5 – Il solito andirivieni pazzesco, fatto di nomi altisonanti in entrata e di qualche uscita di livello. Preziosi è una garanzia di fuochi d’artificio, as usual. Vende Vrsaljiko allo scatenato Sassuolo, ma tiene Perin. Lestienne piaceva a molti. Benissimo Matri-Pinilla, ma chi gioca dei due? Il colpo può essere Perotti: tre anni fa la Juve lo voleva, ma ripiegò su Elia perchè chiedevano 25 milioni. Ha 26 anni, si è perso per strada ma può essere recuperato. Alla grandissima.

INTER 7,5 – Ha svecchiato. Ha avuto il coraggio di liberarsi una volta per tutte del passato, dando il benservito – con tanto di meritati ringraziamenti – a tutti gli uomini del Triplete. Contestualmente ha abbassato pure il monte ingaggi. E poi è ripartita. Da acquisti mirati, coi contro-attributi. Da Gary Medel, per esempio. Preso a prezzo di saldo dal Cardiff dopo un Mondiale splendido, ed a parere di chi scrive grandissimo centrocampista. Poi M’Vila: due anni fa era il nuovo Vieira, oggi non è certo un brocco. A 24 anni è recuperabilissimo, e se lo si recupera si ha in casa un mostro. Osvaldo a Milano può fare la differenza. Dodò scommessa intrigante (anche se troppo costosa). Ah, dimenticavamo Vidic. Centralone di livello mondiale. A chi dice che è bollito, un consiglio: cambi sport da seguire.

JUVENTUS 7 – A metà luglio il cataclisma sportivo: Conte saluta nel bel mezzo del ritiro. Arriva Allegri. Sembra la fine della Juve: tutti dicono che i vari Pirlo, Tevez, Vidal e Pogba vogliono cambiare aria. La verità è che le cessioni degli ultimi due sono state valutate – questo uno dei motivi dell’addio di Conte – ma alla fine Agnelli ha rispedito tutti al mittente. La Juve ha avuto la forza di trattenere due fenomeni ambiti da chiunque. E basterebbe soltanto questo per promuoverne il mercato. Soprattutto sulla permanenza di Vidal nessuno avrebbe scommesso un centesimo. E invece tutti i big sono li. Si sono aggiunti Romulo e Pereyra, innesti importanti per migliorare la qualità della panchina. Si è aggiunto Coman, ragazzino che sembra già un campione. Poi Evra: riguardatevi la Premier dell’anno scorso, questo corre ancora come un cavallo. Infine Morata: discutibile la modalità dell’acquisto, ma è un potenziale top assoluto. Mercato autofinanziato: la Juve ha incassato dalle cessioni più di quel che ha speso per gli acquisti. Mezzo punto in meno perchè il colpaccio Falcao si poteva fare. Ma va bene cosi. In Italia, è stra-stra favorita.

LAZIO 6,5 – Candreva è rimasto, De Vrji è un colpo da Manchester United. Per il resto, buoni innesti ma spesa complessiva fin troppo eccessiva. Parolo, Basta, Gentiletti e gli altri aumentano il tasso di competitività della rosa. Ma per lottare alla pari con le altre – Milan, Inter, Napoli e Fiorentina – forse ci voleva qualcosa in più.

MILAN 7,5 – Due nomi: Inzaghi e Galliani. Il primo è il miglior acquisto del Milan: in due mesi ha fatto cose clamorose, diventerà un grandissimo allenatore senza nessun tipo di dubbio. Adrianone invece si conferma il miglior manager in Italia. Si libera di ingaggi importantissimi – Kakà, Robinho – svecchia, monetizza Constant, stra-monetizza Balotelli. E poi compra. Come? A costo zero, ovvio. Diego Lopez, Torres, Menez, Alex. Giocatori di assoluto livello internazionale presi senza spendere un euro. Nessuno ci riuscirebbe. Nessuno, tranne lui. Chiude cedendo Cristante e rimpiazzandolo con Bonaventura, allo stesso prezzo. Aggiunge anche Van Ginkel. Di Galliani ce n’è uno solo, chi lo discute è completamente pazzo.

NAPOLI 5 – La grande delusione del mercato di A. Ci voleva molto di più per tener testa a Juve e Roma, ci voleva qualcosa in più anche per approdare ai gironi di Champions. Koulibaly è ancora acerbo, Michu punto interrogativo assoluto. Lopez discreto, bene De Guzman ma è arrivato troppo tardi. Per una volta, poche scintille e troppe incertezze.

PALERMO 5 – Via Hernandez, nessun innesto di rilievo. Basta questo per motivare il voto.

PARMA 5 – Acquisti tutti da decifrare, via Parolo ed Amauri. La botta presa dopo l’esclusione dall’Europa League è stata subita parecchio da Ghirardi ed il mercato anonimo ne è la testimonianza più chiara.

ROMA 6,5 – Le valutazioni vanno fatte a 360 gradi. Non sono d’accordo con chi ha consegnato in fretta e furia alla Roma lo scettro di regina del mercato, anzi. Partiamo da qua: Iturbe è potenzialmente un colpaccio, verissimo. Ma è stato pagato da campione già fatto, quando invece è un campione da fare e costruire. Tra bonus vari e commissioni all’agente, il costo del suo cartellino può arrivare a 34,5 milioni. Tanti, tantissimi. Troppi. Cole, a differenza di Evra e Vidic, ha mostrato qualche segno di cedimento lo scorso anno. Keita era fuori dal giro europeo ed è stato ripescato. Benatia prima trattenuto con forza, poi venduto a molto meno del prezzo sventolato. Al suo posto Manolas e Yanga-Mbiwa, ottimi prospetti ma tutti da scoprire. Il saldo mercato è negativo sul piano economico. Ma la squadra è comunque migliorata, innegabile. Sei e mezzo è il giusto compromesso: bene si, ma non esageriamo coi proclami.

SAMPDORIA 5,5 – Si è fatto molto meno di ciò che si pensava. Ma la squadra rimane buona. Bergessio il miglior acquisto.

SASSUOLO 7 – In crescita continua. Tiene Berardi e Zaza, si rinforza con Vrsaljiko e Peluso. Prende anche Taider al fotofinish. Benissimo.

TORINO 5,5 – Saldo mercato stra-positivo. Ma con le cessioni di Cerci ed Immobile ci si aspettava qualcosa in più. Quagliarella acquisto top, mentre Amauri è tutto da vedere. Era la coppia d’oro della Juve di qualche anno fa, certo. Ma forse forse si poteva osare qualcosa in più. Tipo Giovinco.

UDINESE 6 – Il voto glielo diamo a fine stagione, tanto la solfa è sempre la stessa. Prende sconosciuti e li trasforma in campioni. Un acquisto sicuramente top è Stramaccioni: ad Udine dimostrerà tutto il suo valore.

VERONA 7 – Vende alla grande Iturbe e Romulo, li rimpiazza bene. Prende Lazaros e Nico Lopez. Stupisce con Marquez. Strega tutti con Saviola. Non saranno Romeo e Giulietta, ma la coppia vintage Toni-Saviola farà innamorare parecchia gente in quel di Verona. Romanticismo applicato al calcio. Un mercato degno della storia della città.

Vincenzo Galdieri (Twitter: @Vince_Galdieri)

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