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Calcioscommesse, i mille colpi di scena di un vortice senza fine

Calcioscommesse, i mille colpi di scena di un vortice senza fine
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CREMONA, 23 MARZO – Lo scandalo del Calcioscommesse in tutti questi mesi ha riservato ai milioni di tifosi molti dispiaceri. Dai primi di giugno dello scorso anno fino ad oggi ne sono successe di tutti i colori: giocatori invischiati in maxi-scommesse, dirigenti scommettitori, minacce subite, “zingari”, asiatici e chi più ne ha più ne metta. In nove mesi di indagini, di inchieste e di interrogatori sono emersi, ahinoi, dati che hanno fatto tremare tutto il mondo del calcio.

GLI INIZI – La procura di Cremona ha portato avanti le indagini in gran segretezza per poi uscire allo scoperto alla fine di maggio, scatenando un putiferio. Fra i calciatori, vengono arrestati Bellavista e Paoloni mentre Bressan, Micolucci, Sommese e Gegic finiscono agli arresti domiciliari. Il perno centrale di tutta l’indagine e di tutto il gruppo di malfattori sembra essere Marco Paoloni. L’ex portiere di Benevento e Cremonese viene addirittura incolpato di aver drogato i propri compagni per far sì che i grigiorossi perdessero la partita (il celeberrimo Minias di Cremonese-Paganese).

LA SECONDA TRANCHE – Con il passare dei giorni e dei mesi, però, si scoprirà che il giocatore era soltanto una pedina vittima del sistema: Paoloni era malato di scommesse e i suoi “superiori” lo sapevano. Le indagini della Procura, fra un interrogatorio e l’altro, proseguono senza sosta fino all’emissione della seconda ordinanza di custodia. Spunta così il club degli “zingari” che scommette migliaia di euro in Asia per non farsi scoprire. Si passa poi alle lacrime di Signori, al “nascondino” di Doni, alle ammissioni di Mario Cassano dopo l’interrogatorio fiume di Gervasoni (in foto). Ed è proprio il “Gerva” a scuotere terribilmente tutto l’ambiente del calcio, facendo una ventina di nomi di calciatori che avrebbero truccato mezza Serie B e mezza Lega Pro, oltre ad alcune partite della massima serie.

SOLUZIONI E RIPERCUSSIONI – Recentemente si è detto che le sentenze definitive arriveranno entro la fine del campionato, si è detto che verranno adottati provvedimenti esemplari. Si sono dette cose, ma sarà realmente così? Nei prossimi giorni Hristivan Ilievski, latitante macedone, si costituirà e spiegherà tutti i meccanismi degli illeciti messi in atto. Questa nuova confessione, con ogni probabilità, comprometterà la già precaria stabilità di tutto il sistema. L’ambiente del pallone ha già perso molta credibilità ed è destinato a perderne ancora molta. La soluzione della tabula rasa non serve a nulla perchè inattuabile. Che fare allora? Non ci resta che sperare in sanzioni e pene severe che possano far tornare credibile il gioco del calcio e che possano porre fine alla sofferenza sportiva di migliaia di tifosi.

A cura di Nicolò Bonazzi

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