Matteo Masum
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Ucraina: nel silenzio dei media, la guerra continua

I ribelli filorussi avanzano, mentre il governo di Kiev è sempre più in bilico

Ucraina: nel silenzio dei media, la guerra continua
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Il presidente ucraino Petro Poroshenko

Il presidente ucraino Petro Poroshenko

Fino a qualche mese fa, quanto stava accadendo in Ucraina era noto a tutti. Tra le notizie principali su tutti i quotidiani e nei vari tg, le vicende di Kiev e dintorni erano oggetto di dibattiti, opinioni, indignazioni, commenti più o meno autorevoli, e più o meno (più meno che più) corrispondenti al vero. Poi Israele ha deciso di sterminare il popolo palestinesi, poi l’Isis ha pensato bene di ripetere le gesta degli Omayyadi, e sull’Ucraina è calato un assordante silenzio. Ma nell’Est europeo la situazione è tutt’altro che tranquilla. La guerra infuria, senza compromessi, senza soste. Cerchiamo di dare un quadro degli ultimi avvenimenti.

FUGA DA MARIUPOL- Rispetto a qualche settimana fa, nell’area del Donbass i rapporti di forza sembrano essersi rovesciati. Le forza delle Repubbliche Popolari, sostenute da Mosca, hanno respinto le truppe governative, e, secondo le fonti locali, è iniziato un vero e proprio esodo da Mariupol, importante polo industriale, che all’inizio dell’estate era stata presa dall’esercito di Kiev. I ribelli della “Novorossiya” si sono impossessate di ingenti quantità di armi, anche pesanti, che, nella ritirata, le truppe governative hanno lasciato sul campo. Di contro, l’esercito regolare è sempre più demoralizzato e privo di mezzi per fronteggiare l’avanzata dei filo-russi

GOVERNO IN BILICO- Quanta sta accadendo nell’est del paese ha pesanti ripercussioni sulla stabilità del governo di Kiev. Nonostante le manifestazioni retoriche delle forza naziste, ancora robuste, sono sempre di più i soldati che rifiutano di combattere e disertano. Nella capitale si sono tenute diverse manifestazioni, sempre con lo zampino dell’estrema destra,  per chiedere al governo un maggior sostegno all’esercito. In tutto ciò, la crisi economica stringe progressivamente il cappio intorno a Poroshenko e soci, per i quali sono state richieste le dimissioni. Yulia Timoshenko ed altri leader nazionalisti hanno chiesto la sospensione dei diritti costituzionali e l’introduzione della legge marziale, nella speranza di risollevare le sorti del golpisti di Kiev

QUALE FUTURO?- Le sorti della guerra possono essere capovolte in qualunque momento, ma, in questa fase, è abbastanza chiaro come i ribelli filorussi abbiano nettamente preso il sopravvento. Con il supporto, più o meno dichiarato, da parte di Mosca, le Repubbliche Popolari hanno progressivamente riguadagnato terreno e città importanti. La debolezza del governo fantoccio di Poroshenko si è palesata in tutta la sua drammaticità. Stretto tra gli interessi di UE e Nato e le volontà bellicose dei nazisti, si è ritrovato a portare avanti una guerra che, al momento, lo sta trascinando nel baratro. Alla popolazione civile di Kiev è richiesto lo sforzo di rovesciare il governo golpista ed instaurarne uno popolare, che tenda la mano verso i compagni dell’est, impedendo loro di abbandonarsi nell’abbraccio pericoloso di Mosca.

Matteo Masum

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One Response to Ucraina: nel silenzio dei media, la guerra continua

  1. Matteo Masum 30 agosto 2014 at 18:16

    Opinione Sua, i fatti e la storia dicono il contrario. Grazie

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