Matteo Masum
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Alessandro De Marchi, fenomenologia di un guerriero

Un campione amato dai tifosi, un lottatore sempre pronto a regalare emozioni

Alessandro De Marchi, fenomenologia di un guerriero
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Alessandro De Marchi, vincitore della settima tappa della Vuelta 2014

Alessandro De Marchi, vincitore della settima tappa della Vuelta 2014

Un vero combattente. Basterebbe questa semplice asserzione per qualificare Alessandro De Marchi, uno di quei ciclisti di cui i posteri non avranno, se pure ne dovessero avere, altro che una vaga conoscenza, e che pure, per noi che viviamo il ciclismo di oggi, rappresenta una delle massime espressioni che questo sport possa offrire. Grinta, sacrificio, lotta, coraggio. A ben pensarci, abbiamo aggiunto qualche altro aggettivo alla laconica definizione, che, contrariamente a quanto detto, evidentemente non bastava, con cui abbiamo esordito. Alessandro De Marchi è questo, e tanto altro. Oggi si è tolto una soddisfazione fantastica, andando a vincere in solitaria la settima tappa della Vuelta. Nei prossimi giorni, ne siamo certi, tornerà ad essere protagonista.

LA SOLITA STORIA- Il ciclismo, si sa, è sempre andato così. Chi scrive ha un’età tale da non poter tornare indietro con la memoria oltre questi ultimi due decenni. Ovviamente, le leggende di questo sport le ricorda chiunque. Coppi, Bartali, Merckx, Hinault, Lemmond e compagnia cantando sono nomi che resteranno scolpiti per sempre nella storia di questo sport. Altri campioni, meno vincenti e meno celebrati, ma altrettanto amati dai tifosi, vengono rammentati solo dagli esperti, di cui, sfortunatamente, non faccio parte. Per De Marchi vale la stessa storia. Non resta, dunque, che apprezzare le gesta di questo grandissimo lottatore, e poi, magari, narrare le sue gesta a chi, fra vent’anni, sarà troppo giovane per esserne a conoscenza.

L’ANNO D’ORO- Di quanto abbiamo scritto fin ora, ad Alessandro De Marchi importa nulla. Quest’anno, per lui, è stata magico. Prima ha conquistato la classifica degli scalatori al Giro del Delfinato, poi l’ambitissimo premio della combattività al Tour de France. Infine, una splendida tappa alla Vuelta. Nel mezzo, un contratto con la Bmc, che certifica il suo riconoscimento nel ciclismo dei grandi. A 28 anni, De Marchi è nell’età giusta per regalare ancora altre imprese, e regalarsi altri successi. Le carte in regola per farlo ce l’ha. I tifosi, di oggi, sono pronti ad applaudirlo ancora. Quelli di domani chissà…

Matteo Masum

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