Simone Viscardi
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Inter, ultimi giorni di mercato tra sogni offensivi e realtà

Biabiany, Cerci, il sogno Lavezzi e la suggestione Shaqiri; quanti nomi per l'attacco dell'Inter, ma chi serve veramente ai nerazzurri?

Inter, ultimi giorni di mercato tra sogni offensivi e realtà
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Dopo la scorpacciata di reti allo Stjarnan di ieri sera, tifosi e – soprattutto – dirigenti dell’Inter si rituffano a capofitto nel mercato. Il lavoro di Ausilio in questa sessione è stato sin qui encomiabile, ma manca ancora la ciliegina capace di infiammare speranze e sogni degli appassionati. Tutto sembra indicare che l’ultimo colpo dell’estate nerazzurra sarà con ogni probabilità una seconda punta, capace di ripartire in velocità e all’occorrenza di agire da esterno d’attacco.

Biabiany con la maglia dell'Inter nella stagione 2010-11

Biabiany con la maglia dell’Inter nella stagione 2010-11

GIRANDOLA DI NOMI – Attorno alla società di Erick Thohir sono circolati parecchi nomi, alcuni più altisonanti, altri forse con meno appeal, ma utili per il gioco di Mazzarri e per gli standard societari e della Uefa. Biabiany risponderebbe a tutte queste caratteristiche, unendo un atletismo che manca in rosa a un passato da canterano interista che male non fa per le liste di Europa League. Certo, allo stesso tempo proprio i suoi trascorsi lasciano qualche perplessità. Il francese ha già avuto un’occasione in nerazzurro (stagione 2010/11, Benitez in panchina) e non l’ha saputa sfruttare. A Parma è cresciuto e maturato, ma le garanzie che può offrire al livello a cui ambisce l’Inter sono tutte da valutare. Ben altro pedigree quello del Pocho Lavezzi, l’unico vero Top Player del lotto, e protagonista indiscusso dei dolci sonni interisti. L’ex napoletano è un pallino dell’allenatore, è argentino (e all’Inter non guasta mai) e conosce alla perfezione il campionato. Oltretutto arrivare a lui non sarebbe nemmeno così complicato, se si piazzasse in uscita anche Guarin. Insomma, tutto lascia supporre che il Ds Ausilio metterà tutte le sue fiches in all-in al tavolo del Psg per averlo. Sullo sfondo rimangono sempre le possibilità last-minute Cerci (ancora out nell’EuroToro di ieri sera) e Shaqiri, il quale ha più volte dichiarato di voler abbandonare Baviera e Guardiola.

MA È VERA GLORIA OFFENSIVA? – Tutto molto bello, ma c’è qualcosa che non quadra. Si sa, vedere nomi di grandi attaccanti accostati alla propria squadra fa sicuramente venire l’acquolina in bocca anche al più posato dei tifosi, e pertanto in pochi si sono posti un quesito forse fondamentale: all’Inter serve davvero un acquisto del genere? Intendiamoci, coi soli Icardi e Osvaldo, e valutando bene acciacchi ed età incalzante di Palacio qualcuno davanti deve arrivare, ma è proprio necessario investire tutto il tesoretto in questo fantomatico Mister X? Non sarebbe meglio acquistare un giocatore forse di più basso profilo, investendo parte del budget in un difensore centrale? In questo momento il primo rincalzo al terzetto titolare sembra essere Andreolli, che anche in una serata di riposo assoluto come quella di ieri è andato in affanno in più di un’occasione. Vidic inoltre non potrà garantire una stagione sempre a livelli monstre, e senza una guida sicura Ranocchia e Juan Jesus non hanno (a dispetto di fasce e fascette) la leadership naturale per guidare una retroguardia. Oltretutto, l’uomo giusto ci sarebbe già, ed è li in Portogallo che attende da tutta un’estate la chiamata di Ausilio. Rolando, questa cas.. ehm, questa difesa aspetta solo te.

Simone Viscardi (@simojack89)

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