Matteo Masum
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Vuelta 2014, presentazione della settima tappa

Tappa ostica con arrivo in salita, anche se non si tratta di un Gpm. Gilbert e Sagan tra i favoriti

Vuelta 2014, presentazione della settima tappa
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Alejandro Valverde, il vincitore della tappa di ieri

Alejandro Valverde, il vincitore della tappa di ieri

Altro arrivo in salita per la Vuelta, anche se, a differenza di quello di ieri, non si tratta di una Gpm. La settima tappa della Vuelta partirà da Alhendìn e terminerà ad Alcaudete dopo 165,4 km. Il percorso estremamente irregolare, la quasi totale assenza di pianura e i due Gpm nel mezzo fanno pensare ad un arrivo a ranghi ridotti, dopo corridori come Sagan o Gilbert potrebbero dire la loro.

ALHENDIN-ALCAUDETE- I primi 31 km sono pianeggianti, unico tratto di tutta la tappa. Poi inizierà la prima salita, il Col de Llora, Gpm di terza categoria lungo 7,8 km, con una pendenza media del 6,6%. Tra la cima del Col de Llora ed il secondo Gpm, ci sono circa 80 km di continui sali e scendi, un terreno assai fertile per i cacciatori di tappa. La seconda asperità di giornata è l’Alto Ahillo, salita di seconda categoria che misura 12 km, ma presenta una pendenza media piuttosto bassa (intorno al 4%). Lo scollinamento si avrà quando mancheranno 37 km all’arrivo. Anche il finale è in pendenza (3,9%), ma, come detto, non è catalogato come Gpm.

I FAVORITI- Nel caso in cui anche il tentativo di fuga odierno venisse annullato, difficile che i velocisti puri come Bouhanni riescano a tenere le ruote del gruppo sull’Alto Ahillo, specie se, come accaduto ieri con l’Orica, le squadre dovessero imporre un ritmo veloce. In ogni caso, l’arrivo in salita si presta a corridori come Philippe Gilbert, il favorito numero uno. Peter Sagan ha le caratteristiche giuste per battere tutti, ma anche John Degenkolb potrebbe dire la sua. Alejandro Valverde ieri ha dimostrato un’ottima condizione ed uno spunto micidiale, oggi potrebbe ripetersi. Possibili sorprese Daniel Martin e Julian Arredondo, ieri apparsi un po’ in difficoltà. Infine, attenzione a Joaquim Rodriguez.

Matteo Masum

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