Antonio Casu
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Il Napoli ai napoletani? No, a Gargano

Una squadra sempre più europea e sempre più radicata nel territorio d'origine: il progetto è fallito miseramente

Il Napoli ai napoletani? No, a Gargano
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L’oro della Napoli calcistica potrebbero essere i napoletani stessi, tradizionalmente legati allo sport e fucina di grandi talenti nella storia del calcio italiano. Non è così. Il manifesto programmatico di De Laurentiis, urlato ai quattro venti per anni, è fallito miseramente. Il Napoli ai napoletani? No grazie. La rosa azzurra della prima squadra ha un solo giocatore di Napoli, Lorenzo Insigne, peraltro contestato a più riprese dai tifosi per i suoi capricci.

Lorenzo Insigne fischiato nel match con la Lazio di Coppa Italia.

Lorenzo Insigne, attaccante del Napoli

CICLI E RICICLI – Si pensava ad un club sempre più europeo e allo stesso tempo napoletano, ma scendono in campo i Gargano e i Maggio, protagonisti della rinascita partenopea delaurentiisiana, ma troppo piccoli in un gruppo che guarderà la Champions League dal buco della serratura. Il progetto giovani è stato accantonato (non bastano i due milioni di investimento medio annuo sui settori giovanili), i calciatori cresciuti in Primavera non hanno spazio mentre i vari Cannavaro e Quagliarella sono stati messi alla porta senza tanti scrupoli, alla faccia della napoletanità. Meglio riciclare giocatori finiti, piuttosto che puntare su qualche ventenne di belle speranze, costretto invece al Purgatorio della Lega Pro. Avere qualche grande nome non è sufficiente, se poi non si interpreta al meglio lo spirito di una città. Ironia della sorte, il Napoli è stato eliminato da una squadra realmente radicata nel territorio d’origine, l’Athletic Bilbao, che scommette sui giovani baschi e li coccola come figli.

UNA QUESTIONE PROPAGANDISTICA – Condivisibile o meno che fosse, Napoli ai napoletani si è rivelato un mero slogan propagandistico, non un progetto serio. De Laurentiis non ha scommesso sui settori giovanili (almeno qui, i napoletani costituiscono la maggioranza) e ha raccolto in questi anni solo due titoli Berretti, mentre la Primavera non ha mai raggiunto la fase finale per il titolo. Una finale di Coppa Italia (Primavera, 2013) ed un ottavo di finale in Youth League (raggiunto la scorsa stagione) sono gli unici risultati concreti di un progetto morto prima di iniziare. Giovani come Armando Izzo (protagonista in Serie B con l’Avellino) sono stati ceduti senza avere un’occasione , mentre altri come Insigne jr. e Ciano continuano la loro carriera in prestito in Serie B. Per loro, le porte di Napoli sono chiuse, al massimo socchiuse. Gioca Gargano.

Antonio Casu

@antoniocasu_

 

 

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2 Responses to Il Napoli ai napoletani? No, a Gargano

  1. lorenzo 30 agosto 2014 at 11:54

    Sono un tifoso della provincia di foggia,sono totalmento daccordo con antonio cosu bisogna dare spazio ai giovani del vivaio .ai napoletani non contestiamo , i giovani calciatore vanno sempre sostenuti.

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    • Antonio Casu 30 agosto 2014 at 12:03

      Sono dell’idea che il calcio italiano dovrebbe ripartire da questo concetto.

      Rispondi

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