Enrico Steidler
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Mohamed Aboutreika, il razzista impunito

L'attaccante egiziano cestina l'invito a partecipare alla partita per la pace a causa della "presenza di sionisti", e le istituzioni fanno finta di non sentire

Mohamed Aboutreika, il razzista impunito
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Ok. Il calciomercato è agli sgoccioli, e le ultime trattative – vere o immaginarie non fa alcuna differenza – devono essere seguite fin nei minimi dettagli. Non solo. Per la gioia di chi legge (e chi scrive), questi giorni frenetici sono poi arricchiti da numerosi altri spunti di cronaca, come ad esempio i primi risultati dei campionati che “contano” (Premier, Liga & Co.), i misfatti della nuova Figc targata Tavecchio, il match decisivo del Napoli a Bilbao e le commoventi paturnie collaterali di Lorenzo Insigne. E se a tutta questa manna dal cielo sommiamo la solita caterva di notizione da brivido (come la febbre di Llorente o il J’accuse “social” di Giancarlo Antognoni e signora, incarogniti per le fortune altrui: vedi alla voce Lele Oriali team manager Azzurro) e di doverosi aggiornamenti sulle smutandate protagoniste delle spiagge, allora è più facile capire perchè una vera notizia può passare inosservata o quasi.

Malek Jaziri

Malek Jaziri

IL CATTIVO MAESTRO“Ho rifiutato l’invito per la presenza dei sionisti. Stiamo dando un esempio alle nuove generazioni. Queste parole, loro sì veramente “da brivido“, sono quelle postate su Twitter dall’ex stella dell’Al-Ahly e della nazionale egiziana Mohamed Aboutreika per motivare la sua assenza alla partita per la Pace del prossimo 1° settembre a Roma. Si noti bene. Il 35enne attaccante (che per Transfermarkt si è ritirato quest’anno e per Wikipedia gioca ancora nel Baniyas Sports) parla chiaramente di “sionisti“: non fa quindi alcun riferimento alla condotta degli israeliani – censurata, a torto o a ragione non è questo il punto, da mezzo mondo – ma all’ebreo in quanto tale (secondo lui). E, come se non bastasse, usando un termine caro solo ai gerarchi nazisti e agli antisemiti di professione sparsi un po’ ovunque nel mondo. Se non è razzismo – e della peggior specie – questo, allora cos’è? Fifa? Uefa? Va be’ che parliamo di un ex, ma neanche una parola? Ci siete, o ci fate anche voi?

IL LATO ASSURDO DELLA FORZA – Non è la prima volta, purtroppo, che un atleta di fede islamica evita il confronto con gli israeliani, ma in passato si era sempre trattato di scelte imposte dall’alto, e i vari Malek Jaziri, Jabeur e Sarra Besbès erano vittime silenziose, non carnefici. Aboutreika no, lui ha fatto il salto di “qualità”, e dalla maglietta con la scritta ‘Sympathize with Gaza’ (presa di posizione – legittima nella sostanza – che nel 2008 gli guadagnò un richiamo ufficiale della Caf ma anche l’affetto del popolo palestinese) è ora passato a un razzismo militante fatto di cupa intransigenza e di assurde dichiarazioni di guerra in tempo di tregua faticosamente raggiunta. Grazie, ironia della sorte, proprio alla decisiva mediazione dell’Egitto.

Ora, al di là di qualsiasi considerazione sulla partita della pace, evento ispirato da Papa Bergoglio e organizzato da Javier Zanetti cui prenderanno parte, fra glorie del presente (da Messi a Buffon) e del passato (Baggio, Shevchenko, ecc.), anche 2 giocatori musulmani (il turco Emre e il ghanese Sulley Muntari) e i 3 israeliani (Benayoun, Auate e Tomer Hemed) messi nel mirino da Aboutreika, è evidente a tutti che simili iniziative vanno nella direzione giusta e contribuiscono alla causa. Così come è chiaro, in fondo, che anche le sciagurate parole dell’attaccante – stiamo dando un esempio alle nuove generazioni – hanno un valore per così dire educativo: basta leggerle per il verso giusto. Cari ragazzi di ogni Paese e di ogni fede religiosa, vedete l’esempio di Aboutreika? Ecco, è proprio quello da non seguire. Mai.

Enrico Steidler

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