Orazio Rotunno
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Calciomercato, il risveglio dell’ultima ora: siamo tutti Oronzo Canà

Chiudiamo gli occhi e proviamo ad immaginare le ultime palpitanti ore di calciomercato: fra sogni irrealizzati, facili illusioni e bruschi risvegli. La realtà del calcio italiano 30 anni dopo sembra quella di un film

Calciomercato, il risveglio dell’ultima ora: siamo tutti Oronzo Canà
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Oggi Falcao alla Juventus, Torres al Milan, Lavezzi all’Inter e Fellaini al Napoli: domani Speroni, Crisantemo, Sella e Aristoteles. Quante volte è capitato, quanti sogni sciolti sotto il sole d’estate, quante settimane a sognare fra le pagine di un giornale e le immagini in tv di nomi accostati alle proprie squadre del cuore: per poi risvegliarsi d’un tratto alle 19 dell’ultimo giorno di calciomercato, con un pugno di mosche in mano o peggio, un bidone che si credeva campione strapagato e alla fine insultato. 30 anni esatti dopo, il calcio italiano sembra quello non di un film, ma “Del” film per eccellenza: e tutti, almeno per un giorno, ci sentiamo come Oronzo Canà.

Calciomercato live ultimo giorno

Oronzo Canà

1/2 PLATINI, 2/3 DI ZICO E 3/4 DI MARADONA – 18.30 dell’ultimo giorno di calciomercato, dopo mesi di attesa fra tante speranze e poche certezze eccolo lì, il tifoso medio italiano, seduto in poltrona pronto a vivere gli istanti finali di una soap opera lunga una stagione estiva. “Qualcuno arriverà, qualcuno arriverà…” si ripete, sicuro che non possono essere tutte voci, semplici pettegolezzi di corridoio utili ad imbrattare i giornali e riempire i palinsesti televisivi. D’altronde, l‘Allenatore nel Pallone è solo un film: lì il Presidente Borlotti “scherzava” Mister Oronzo Canà prendendo tempo ed illudendolo circa false trattative riguardanti grossi nomi, solo per poter vendere i pochi pezzi pregiati rimasti in squadra e racimolare un bel gruzzoletto utile per regalare un nuovo brillante alla “facile” moglie. “Non succederà, è solo finzione, non succederà…E se capitasse, per assurdo, qualcuno al loro posto arriverà“. Falchetti e Mengoni il povero Canà li vide partire subito, unici giocatori degni di tal nome in quel team di malcapitati, ma le promesse di sostituti ben più importanti lo fecero desistere dal protestare, accettando di buon grado le scelte del Presidente. Dopotutto, erano prossimi gli arrivi di Maradona, Rummenigge, Zico e Platini: fra qualche anno, per 3/4 o 7/8, ma comunque prima o poi avrebbero vestito la prestigiosa maglia della Longobarda. In tutto questo frastuono la metà di Mike Bongiorno era quasi passata inosservata, ma vuoi mettere oggi, un’Ilaria d’Amico in squadra.

L’ultimo giorno di calciomercato è così, un po’ come tutto il resto della sessione: pieno di nomi e vuoto di firme, quelle vere. Trattative impossibili che improvvisamente diventano reali, ostacoli insormontabili che mutano in piccoli gradini, top player che salutano in cambio di nuove speranze. E quando sembra che il tuo giocatore preferito rimane, dopo settimane di annunci d’addio, ecco che alle 18.59 anche quella quasi certezza svanisce. Vidal allo United, Cuadrado al Barça, Benatia al Bayern e Candreva al Psg: chi li sostituirà? Non basterà cospargere il campo di sale, o rimuovere Crisantemo dalla panchina, servirà fare un lungo viaggio oltre oceano in cerca del nuovo Aristoteles, capace di risollevare da solo le sorti di una squadra alla rovina.

Il calciomercato è così, pieno di tifosi delusi ed allenatori illusi, Presidenti avidi e procuratori mercenari: 30 anni dopo quel film è realtà. Oggi più che mai. 

Orazio Rotunno

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