Davide Terraneo
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Colpaccio Matthews, dopo la rosa ecco la “roja”

L'australiano dell'Orica vince in volata la terza tappa e diventa leader della generale. Rodriguez ottimo terzo, naufragano Cunego e Pinot

Colpaccio Matthews, dopo la rosa ecco la “roja”
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Prosegue la sua annata magica Michael Matthews, velocista della Orica Green Edge. Dopo aver vinto una tappa ed indossato per più giorni la maglia rosa al giro d’Italia, l’australiano si è imposto nella tera frazione della Vuelta à España, andando a conquistare il primato nella classifica generale.

SPRINT ATIPICO – Percorso piuttosto particolare quello che ha portato la carovana verso Arcos de la Frontera, con quattro GPM di terza categoria nella parte centrale e gli ultimi duemila metri con pendenze di circa 5%, adatte a sprinter di bassa montagna. Nonostante il tentativo dopo solo sei km di cinque fuggitivi, tra cui Lluis Mas che sarà il nuovo leader della classifica scalatori, il ritmo del gruppo rimane piuttosto blando, fino a quando la stessa Orica Green Edge prende in mano l’iniziativa riprendendo l’ultimo attaccante a circa 25 km dall’arrivo. Dopo che le cadute di Adriano Malori e Jonathan Castroviejo e l’allungo di Adam Hansen vivacizzano il tratto pianeggiante verso l’ultima asperità, le squadre organizzano i treni per lo sprint. Negli ultimi mille metri il siciliano Giampaolo Caruso esce dal gruppo, ma il suo urlo viene strozzato in gola dall’irlandese Daniel Martin, che portandosi dietro Matthews chiude il gap spianando la strada al successo dell’australiano. Chiude il podio di giornata lo spagnolo Joaquim Rodriguez, sempre attento nelle prime posizioni e in grado di mostrare una buona condizione fisica, in una tappa adatta solo in parte alle sue caratteristiche.

Damiano Cunego, capitano della Lampre, ha perso 4 minuti nella tappa vinta da Matthews

Damiano Cunego, capitano della Lampre, ha perso 4 minuti nella tappa vinta da Matthews

CUNEGO STACCATO – Niente da fare ancora una volta per Damiano Cunego, che ha concluso la tappa con un ritardo superiore ai 4 minuti. Probabilmente è il momento di fare qualche riflessione per il capitano della Lampre, che dopo il successo nel Giro del 2004 non è mai stato in grado di salire sul podio di una grande corsa a tappe, mentre nelle classiche monumento non entra nella top ten dalla Liegi del 2009. Un’astinenza di 5 anni troppo lunga per poter pensare di competere ancora a livelli che gli appartenevano qualche anno fa. In difficoltà anche il francesino Pinot, che sta evidentemente pagando lo sforzo del Tour e ha chiuso con 4’23” di ritardo.

LA CLASSIFICA – Maglia rossa di leader dunque per Michael Matthews, che grazie agli abbuoni conquistati nella tappa odierna si porta a 4″ di vantaggio sul colombiano Nairo Quintana. Perde qualche secondo Alejandro Valverde, giunto a 7″ dal vincitore, rimanendo nel gruppo che comprende tra gli altri Fabio Aru, Van den Broeck e Hesjedal. In leggera difficoltà è apparso Alberto Contador, giunto sedicesimo e ultimo del gruppo dei migliori, che comunque ha evitato distacchi. In attesa di ritrovare la gamba dei tempi migliori, può andare bene così. Froome decimo e Quintana tredicesimo sono sembrati in una posizione di maggiore controllo, ma la prestazione più brillante tra i big non può che essere quella di Purito Rodriguez, che grazie ai 4 secondi di abbuono ha accorciato leggermente il divario da Quintana. Spiccioli in confronto ai distacchi che potranno infliggere le montagne dell’ultima settimana. Intanto però c’è un Matthews in maglia rossa da celebrare, almeno fino a domani.

Davide Terraneo

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