Antonio Casu
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Il lento declino di Fernando Torres

Da idolo delle folle a esubero di lusso. El Niño è cresciuto, ma ha perso il sorriso

Il lento declino di Fernando Torres
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Il calcio dà, il calcio toglie. Un giorno si è fenomeni da copertina, idoli delle folle, divi a tutto tondo, dentro e fuori dal campo, mentre un minuto dopo si può essere dimenticati da tutti, esuberi di lusso da rifilare al miglior offerente. Il calcio è un po’ come la vita: tutto può svanire in un attimo. Ne sa qualcosa Fernando Torres, punta del Chelsea perennemente in bilico, un peso da togliere per lasciar spazio ad un collega più giovane. E dire che El Niño è sì cresciuto, ma ha solo trent’anni.

Fernando Torres ai tempi del Liverpool

Fernando Torres ai tempi del Liverpool

AMATO QUANTO UNO DEI BEATLES – La sua parabola discendente è una storia da raccontare. Torres fino a pochi anni fa era considerato un vero craque, una punta con una fame insaziabile di gol, un predatore d’area che terrorizzava le difese avversarie. Che indossasse la maglia dell’Atletico Madrid, squadra in cui esploso, del Liverpool o della Spagna, Torres era sempre Torres ed il risultato era sempre lo stesso: il bambino la metteva dentro in ogni situazione e vinceva trofei su trofei. Torres è salito sui tetti d’Europa e del mondo, facendolo da protagonista assoluto. Ai tempi del Liverpool era popolare quanto un membro dei Beatles. Torres era il rock, non si sarebbe potuto chiedere di meglio.

UNA PRIGIONE DORATA – Purtroppo, però, niente è per sempre. Nel gennaio del 2011, durante l’ultimo giorno della sessione invernale di calciomercato, arrivò una bomba: Torres al Chelsea per 58 milioni di euro. Una cifra esagerata, pazzesca, ma degna del suo nome. Era uno dei più forti, valeva un vagone di banconote. Presentato in pompa magna, si pensò potesse essere l’ennesimo passaggio di una carriera sfolgorante, in perenne ascesa. Ed invece no. Torres non si è mai ambientato del tutto a Stamford Bridge, e ben presto lo stadio che avrebbe dovuto accoglierlo come una divinità si è  trasformato in una prigione dorata. Ha continuato a vincere, ha conquistato la Champions League e l‘Europa League, ha trionfato per la seconda volta agli Europei, ma qualcosa si è  rotto. El Niño non è più felice. Il craque del calcio mondiale è diventato un calciatore normale da far fuori. 8,5 milioni di euro a stagione sono troppi per uno come lui. I soldi non gli mancano, ma non sono tutto nella vita.

UNA NUOVA SFIDA – Il Chelsea sta provando a piazzarlo ovunque e in tanti credono ancora in lui. Juventus, Milan, Roma e Inter ci hanno fatto più di un pensiero, con i rossoneri attualmente in vantaggio sull’agguerrita concorrenza; l’Italia potrebbe essere il lido del suo rilancio. Ovunque andrà, la sfida sarà intrigante. Torres dovrà dimostrare di essere ancora Torres, il calcio è ancora in grado di regalargli qualcosa. In fondo ha solo trent’anni: tanti per un Niño, non troppi per un campione.

Antonio Casu

@antoniocasu_

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