Enrico Steidler
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Napoli colera? L’uomo della Figc ha detto sì

Ultime notizie dalla Repubblica delle Banane: il primo Consiglio Federale targato Tavecchio ha stabilito che la cosiddetta "discriminazione" territoriale non costituisce più un comportamento "discriminatorio". All'origine del provvedimento, spiega il neo-eletto presidente, c'è la necessità di "evitare provvedimenti drastici come la chiusura delle curve" e di intervenire "in modo più ponderato". In realtà, c'è solo la volontà di intervenire il meno possibile

Napoli colera? L’uomo della Figc ha detto sì
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Vissuta poco, nata male e morta peggio. Ecco, riassunta in poche parole, la triste storia della “discriminazione territoriale”, un reato individuato all’insegna del voglio ma non posso e “depenalizzato” (o quasi) perchè non posso, quindi non voglio più. Una comica italiota, quindi, una delle tante in questo Paese dove di serio c’è solo la pericolosa idiozia degli ultrà.

Carlo Tavecchio

Carlo Tavecchio, nuovo presidente della Figc

SENTI CHE PUZZA, SCAPPANO ANCHE I CANI – ...Stanno arrivando i napoletani. Ebbene sì: questo non è becero razzismo, anticamera (a gas) degli sporchi negri e dei bastardi ebrei, ma è “solo” – anzi eradiscriminazione territoriale, cioè quello strano delitto commesso con cori e striscioni che non era vero e proprio odio razziale ma qualcosa di meno grave e tuttavia affine (diciamo una sorta di rancorosa disistima border-line su base regionale, provinciale, rionale, condominiale, ecc.), e quindi passibile di sanzioni pecuniarie e – in caso di recidiva – di provvedimenti “drastici come la chiusura delle curve”. Una leggicchia nata zoppa nella forma e nella sostanza, insomma, alla quale la Figc ha ora ritenuto opportuno segare pure la gamba sana. La prima riunione del Consiglio federale presieduto da Carlo Tavecchio, infatti, ha modificato gli articoli 11 e 12 del Codice di giustizia sportiva – che consideravano la discriminazione territoriale un illecito disciplinare come quella razziale – e ha di fatto “depenalizzato” il reato e azzerato (o quasi) la responsabilità oggettiva delle società. E’ finita a tarallucci e multe, quindi:  “Napoli colera”? E’ solo un insulto, dai, so’ ragazzi!…Tu dammi qualche euro e va bene così.

SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO – Nata con lo scopo di ricreare negli stadi una dimensione a misura d’uomo e non di ultrà (e per questo salutata con grande favore da tutte le componenti del mondo del calcio, le stesse che poi hanno iniziato subito a bersagliarla di critiche al primo “drastico” provvedimento), la norma sulla discriminazione territoriale funzionava. Poco e male, a dire il vero, ma funzionava. Ecco perchè è finita nel cestino. Ecco perchè verra sostituita da interventi più ponderati. Una prece.

Libertà di sfottere, morte agli ipocriti si leggeva su un amabile striscione esposto qualche tempo fa dagli ultrà dell’Inter, e in fondo è proprio la fauna curvaiola – quella che è e ne fa di tutti i colori – la vera mandante del “delitto”. E’ lei che tiene in pugno le società di calcio, è lei che detta le regole o le fa riscrivire se sono ostili. E’ lei la vera vincitrice. Il campionato deve ancora cominciare, ma in un certo senso è già “finito“.

Enrico Steidler

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