Matteo Masum
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Storie di mercato: le cessioni più remunerative di sempre in Serie A

Da Veron a Zidane, passando per Ronaldo ed Ibrahimovic. Vediamo le cessioni più calde in Serie A

Storie di mercato: le cessioni più remunerative di sempre in Serie A
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Zlatan Ibrahimovic con la maglia del Barcellona

Zlatan Ibrahimovic con la maglia del Barcellona

Ormai è diventato una sorta di clichè, di topos letterario: la Serie A non è più in grado di giocare un ruolo da protagonista in sede di mercato, e le big italiane, per rafforzare le proprie rose, sono spesso costrette a vendere i loro gioielli. Scenario assolutamente veritiero, e le vicende dei vari Vidal, Benatia, Cuadrado ecc. sono lì a dimostrarlo. Tuttavia, da quando la legge Bosman ha rivoluzionato il calciomercato, il nostro campionato ha visto spesso grandi campioni cambiare casacca a suon di milioni (o miliardi), sovente verso l’estero, ma qualche volta anche rimanendo in Italia, quando le società del belpaese potevano permettersi investimenti spaziali. Andiamo a ricostruire la storia delle dieci cessioni più remunerative in Serie A.

10) Juan Sebastian Veron- Era l’estate del 2001 quando la Lazio, all’epoca una delle potenze del calcio europeo, decise di privarsi sia di Pavel Nedved che dell’argentino. Il ceco fu ceduto alla Juventus per poco più di 41 mln, mentre Veron salutò la capitale per trasferirsi a Manchester, sponda United naturalmente (il grande City era ancora in là da venire). I Red Devils, per assicurarsi le prestazioni del fortissimo centrocampista, sborsò la “modica” somma di 42,60 mln di euro (in realtà, la moneta unica sarebbe entrata in vigore solo dal Gennaio dell’anno successivo).

9) Ronaldo- Era il fenomeno del calcio mondiale, aveva appena vinto un mondiale da assoluto protagonista. L’Inter lo aveva pagato cinque anni prima 28 mln (parliamo sempre dell’equivalente in euro) dal Barcellona, ma nella torrida estate del 2002 se lo vide portare via dal Real Madrid, che si apprestava a diventare una delle squadre più forti meno vincenti di sempre. Certo, Moratti si fece pagare a caro prezzo il suo grande pupillo, secondo solo a Recoba nel cuore dell’ex presidente nerazzurro; i Blancos dovettero versare al club di Milano la bellezza di 45 mln. Non proprio un regalo di compleanno.

8) Christian Vieri- Qualche anno prima, era l’estate del 1999, l’Inter, per 45 mln, aveva strappato alla Lazio Christian Vieri, che era diventato uno degli attaccanti più forti del pianeta. Con i nerazzurri non vinse nulla, ma segnò valanghe di reti.

7) Andriy Schevchenko- Una delle mosse più azzeccate del furbissimo Galliani, il quale, intuendo che l’ucraino fosse sul viale del tramonto, lo mollò al Chelsea nell’estate del 2006 per 46 mln. Schevchenko, che al Milan si era rivelato uno dei bomber più forti di sempre, a Londra non si ambientò, e, a parte la rete nella Community Shield appena giunto nella capitale inglese, non riuscì mai a mettersi in luce. Tornò al Milan qualche stagione più in là, ma ormai le sue cartucce erano terminate.

6) Gianluigi Buffon- L’estate dorata del 2001, prima dell’Euro, prima della crisi, quando ancora il calcio italiano sembrava il paese del Bengodi, ci regalò un altro colpo sensazionale. Gianluigi Buffon, 23enne  portiere del Parma, passò alla Juventus per 54,20 mln, ancora oggi il trasferimento più caro per un portiere. Costoso, certo, ma azzeccatissimo. Super Gigi è ancora a Torino, dove ha vinto tutto in Italia, campionato di Serie B compreso, ed è diventato quello che, 13 anni fa, prometteva di essere, ossia il più forte portiere al mondo.

5) Hernan Crespo- Appena conquistato lo scudetto, Sergio Cragnotti decise di regalarsi un grande attaccante, cercando di bissare un titolo che, suo malgrado, pur restando a Roma, non sarebbe stato biancoceleste. Hernan Crespo, attaccante in forza al Parma, verrà acquistato dal presidente biancoceleste per 55 mln. Crespo si laureò capocannoniere nella stagione 2000-01, ma i tifosi laziali, di quell’anno, conservano un ricordo non così esaltante.

4) Edinson Cavani- Arriviamo ai nostri giorni, assistendo al declino della Serie A. Edinson Cavani, terrore delle difese italiane per tre anni, in cui aveva messo a segno 78 reti, solo in campionato, lascia il Napoli per accettare i milioni del PSG. Nasser Al-Khelaifi, per strappare Cavani a De Laurentis, firmò un assegno da 64,5 mln di euro. Con questi soldi, il Napoli ha costruito una squadra molto competitiva, mentre l’uruguaiano, a Parigi, non sembra essere felice. Non tutte le cessioni vengono per nuocere.

3) Kakà- Giù il cappello davanti ad un altro colpo di genio da parte di Adriano Galliani, che, tre anni dopo Schevchenko, indossò nuovamente i panni dell’indovino, vendendo un Kakà in declino al Real Madrid per la bellezza di 65 mln. Certo, il brasiliano aveva solo 27 anni, ma aveva già dato quasi tutto quanto avesse da offrire al calcio. I tifosi insorsero, ma poi accettarono difronte alle difficoltà economiche di un Milan che stava salutando gli anni d’oro. Infatti, di quei 65 mln, pochissimi vennero reinvestiti, sacrificandone buona parte sull’altare del bilancio. Ed oggi, a Milanello e dintorni, viene considerato un top player Sulley Muntari.

2) Zlatan Ibrahimovic- Il re dei trasferimenti a suon di milioni. Lo svedese, che l’Inter aveva strappato alle Juventus nella sciagurata, per i bianconeri, estate del 2006, per poco meno di 25 mln, dopo tre anni in cui aveva vinto tutto in Italia, ma nulla in Europa, decise di puntare i piedi, desideroso di volare in Catalogna, convinto che, alla corte di Pep Guardiola, avrebbe conquistato l’agognata Champions League. Moratti, presidente affettuoso, accontentò le richieste del Genio, e lo cedette ai Blaugrana per 49,5 mln di euro, più il cartellino di Samuel Eto’o, valutato circa 20 mln. In tutto, un affare di poco inferiore ai 70 mln per l’Inter, che, con il camerunese tornò a trionfare in Europa. Ibra, dopo un anno a Barcellona vissuto tra alti e bassi, e soprattutto senza Champions, decise nuovamente di andare via, tornando a Milano, sponda rossonera.

1) Zinedine Zidane- Salto indietro di parecchi anni. Il calcio italiano non era in crisi, e le cessioni erano frutto di riflessioni attente da parte dei dirigenti. La Juventus, ancora in mano alla famigerata triade, dopo tre anni senza scudetto, comprese che, per tornare a vincere, bisognava cedere un fenomeno, e costruire, con il ricavato, una squadra completa in tutti i reparti. Il sacrificato fu Zinedine Zidane, uno dei più forti calciatori dell’ultimo decennio. Il francese fu venduto al Real Madrid per 73,5 mln (circa 150 miliardi di lire), rappresentando il trasferimento più costoso di sempre, primo dell’avvento dei vari C.Ronaldo, Bale, Suarez e James Rodriguez. Grazie alla cessione di Zidane, la Juventus poté acquistare gente del calibro di Buffon, Nedved, Thuram e Salas, vincendo due campionati di fila e sfiorando la Champions League nel 2003. Zidane, al contrario, la coppa con le orecchie la vinse nel 2002, segnando un gol magnifico nella finale contro il Bayer Leverkusen, e fu l’ultima vittoria in Europa del Real Madrid prima di Ancelotti…

Matteo Masum

 
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