Antonio Casu
2 Comments

L’asta del fantacalcio: incubi e sogni di una notte di mezza estate

Un paio di bottiglie di birra sul tavolo e tante idee, un pizzico di astuzia ed una sfida all'ultima follia. Il momento sta per arrivare...

L’asta del fantacalcio: incubi e sogni di una notte di mezza estate
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

È agosto, è ancora estate, è ancora il momento dei sogni. Calcistici si intende, ma non solo. Lo sport preferito sotto l’ombrellone è fantasticare sul campionato che verrà. Il calciomercato è prima di tutto una grande illusione, e in fondo è bello per questo. Ma c’è qualcosa che intriga ancora di più lo sportivo medio, e in questo caso non si tratta del club tifato, ma di un gruppo che trova la sua essenza nei moti di gioia e di rabbia di chi la costruisce: la squadra del fantacalcio. Il momento più divertente di uno dei giochi più malefici mai concepiti dall’homo calcisticum è quello dell’asta. Lo attendono tutti, lo amano tutti, lo odiano tutti.

Fantacalcio: Mario Gomez, incubo dei suoi allenatori nella scorsa stagione

Fantacalcio: Mario Gomez, incubo dei suoi allenatori nella scorsa stagione

OCCHIO AI POGBA!– Per divertirsi, basta poco. Un gruppo di amici dal numero variabile, meglio se affiatati, un listone della Gazza da tenere sott’occhio nei momenti più difficili, un paio di birre ghiacciate (anche in questo, numero estremamente variabile) e, soprattutto, una buona dose di acume. Nel momento in cui ci si siede al tavolo del duello, tutti i partecipanti sono convinti di fregare gli altri, di rifilare il bidone di turno all’avversario distratto, di prendere il bomber giusto ad un prezzo modico. E poi ci sono i romantici. C’è sempre qualcuno fissato con un calciatore, e quella è la sua rovina. Lo acquisterà ad ogni costo. Ogni costo. Comprerà Pogba investendo un terzo dell’intero budget, e si ritroverà poi in attacco con una vecchia gloria reduce da tre stagioni disastrose o un ragazzino che giocherà unicamente con un joystick in mano. Flop annunciati, ma a quel punto ci si deve credere. È la legge della giungla, vince chi ha più sangue freddo.

“L’HO AMMIRATO IN UN’AMICHEVOLE GIOCATA IN ESTONIA, È UN FENOMENO!” – Tra una birra e l’altra, spuntano fuori poi i talent scout. Qualcuno acquisterà un diciassettenne dell’Empoli visto giocare chissà dove, qualcun altro punterà su un croato dai piedi ottimi, snobbato da tutti, sconosciuto ai più e preso per un credito. Ci crede solo lui, e nella maggior parte dei casi se ne pentirà.  E poi c’è la sfiga, variabile incontrollabile del fantacalcio. “È l’anno di Muriel! È un po’ sovrappeso, ma vedrete!” Pagato 180 crediti su mille, segnerà tre gol nell’arco della stagione. Non ha seguito alcuna dieta. Mario Gomez, che Panzer! Punto 300 crediti e non se ne parla più!”. Infortunatosi dopo poche giornate, rivedrà il campo solo a fine stagione. Il tecnico sfortunato di turno farà di tutto per scambiarlo con un altro qualunque che si regga sulle sue gambe, si improvviserà medico e interpreterà i referti con tutto l’ottimismo di questo mondo, ma non cambierà nulla. Osserverà i suoi appunti, vedrà quel nome e alzerà lo sguardo al cielo, sperando in un miracolo.

“HO ANCORA DIECI CREDITI, PRENDO OPTÌ POBA!” – Il momento più importante arriva a fine serata, alle quattro del mattino, alle cinque, talvolta alle sette. I duellanti sono sfiniti, l’alcool della birra si è ormai sostituito al sangue nelle vene, ma non si può perdere la concentrazione, la squadra è costruita per tre quarti, ma mancano gli attaccanti. Chi ha puntato sul terzo portiere del Sassuolo in porta e sul vecchio Dainelli in difesa ha vita facile, probabilmente si aggiudicherà almeno uno tra Higuain o Tevez. Ma non tutti hanno avuto pazienza, molti hanno speso e scialacquato e non sanno più che pesci pigliare. “Dai ok, prendo Bianchi, prima o poi la butterà dentro!”. Gilardino si è trasferito in Cina? Peccato!”. Batistuta gioca ancora?“. L’asta del fantacalcio volge al termine, ci si accorda per il sesto attaccante, l’ultimo degli scarti, al massimo ci si gioca qualche credito. All’ultimo giro, il giocatore meno lucido, visibilmente ubriaco e ad un passo dal coma etilico, tira fuori il nome che nessuno si aspetta. “Prendo il nuovo arrivo della Lazio, ne ha parlato anche Tavecchio, si chiama… Optì Poba! Sì, punto su di lui!”. Inutile dire che Poba non esiste (Tavecchio sì, e a dispetto dalla delirante frase pronunciata, non era ubriaco ed è stato persino eletto. Strano, vero?), ma i giocatori si guardano in faccia, e accettano di buon grado. Al risveglio, quel giocatore riguarderà la sua lista, e vedrà quel nome. Ma è troppo tardi. Il fantacalcio è anche questo, prendere o lasciare.

Antonio Casu

@antoniocasu_

Share Button

2 Responses to L’asta del fantacalcio: incubi e sogni di una notte di mezza estate

  1. Thomas 17 agosto 2014 at 23:36

    Bellissimo articolo! Ho riso da solo per 10 minuti! È questo il vero spirito dell’asta! Trovarsi con una cerchia di amici e scannarsi per comprare Dodò o Estigarribia! Puntare tutto su i 3 portieri del Cagliari per avere soldi da investire su Higuain! Accorgersi a fine stagione di avere in rosa gente che ha totalizzato dalle 2 alle 4 presenze in Campionato! È sempre il momento dell’estate che preferisco! Buona asta a tutti!!!

    Rispondi
  2. Antonio Casu 21 agosto 2014 at 9:51

    La ringrazio per i complimenti! Condivido pienamente le sue parole!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *