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La storia ci sorride, il pronostico è dalla loro. I precedenti di Germania-Italia

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I precedenti di Germania-Italia: quando è la storia a parlare

Una scena memorabile del 2006…

VARSAVIA, 28 GIUGNO – Da Messico ’70 a Espana ’82 fino a Germania ’06, quando a Berlino volevano andarci loro e invece restarono piantati a Dortmund nella notte. A casa loro, con un mare di problemi giudiziari noi, ma una forza d’animo infinita, incollata o forse innata nello spirito nazionale italiano. Solito film, quello dei kaiser abbattuti, sempre in fondo mai vincenti, o almeno quasi,etichetta o difetto di fabbrica di matrice germanica. Cabala e tradizione, i numeri sono da emozione,  numeri che ci sorridono in una situazione apparentemente a noi congeniale. Il pronostico è tutto teutonico, per la serie tenetevi il passato che proviamo a prenderci il presente. Nelle difficoltà siamo i migliori, meno ci considerano, meglio ne usciamo, per questo i favori del pronostico lasciamoli pure a loro e proviamo ad allungare il papiro degli smacchi.

AI TEDESCHI L’AZZURRO PROPRIO NON PIACE – Eppure, nonostante abbiano monopolizzato il girone B, quello della morte per intenderci, qualcuno storce il naso. Azzurro non è un colore che piace, ma stona terribilmente nel ritiro di Danzica. Inghilterra, una parola che raccoglieva molti più consensi, ma ahi loro ci saremo noi con altri problemi. Indagati e mal combinati nell’ortale di casa nostra, con l’immagine vecchia ma sempre attuale dell’italiano strafalcione. Quello che ciclicamente torna sotto i riflettori per le vicende poco pallonare e molto giudiziarie. Quando l’etica si andò a far benedire, andammo sul tetto del Mondo con un paese che si vergognava e si leccava le ferite agli occhi di tutti. Rieccoci con altri problemi, ma con lo spirito di sempre, quello da italiano vero.

FOTOGRAFIE – Forse troppo poco per abbozzare un sorriso prima delle lunghe ostilità. Di sicuro non è mai stata una partita normale, basta fotografare le espressioni di Rivera, Tardelli e Grosso, giusto per citarne alcuni, per capire cosa sia realmente Italia-Germania. All’Azteca giace una scritta: qui si è giocata la partita del secolo. Il famoso 4 a 3 finito di diritto nei libri di storia. Da antologia il mondiale spagnolo, Rossi, Tardelli e Altobelli. Era l’Italia di Bearzot che non godeva dei favori del pronostico ma che si portò a casa il terzo titolo mondiale. L’ultima è nella memoria di tutti, Grosso e Del Piero aprirono le porte di Berlino, poi conquistata ai rigori contro la Francia.

Timore reverenziale e spirito di vendetta, sentimento condiviso nel bunker tedesco, alimentato dai giornali di casa loro. Si sentono più forti e senz’altro lo sono, ma noi ai ranghi di partenza non lo siamo mai stati e alla fine abbiamo sempre avuto ragione. Possiamo, loro ci temono, l’azzurro non è mai piaciuto!

a cura di Mario Lorenzo Passiatore

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