Davide Terraneo
No Comments

Serie A, periferia del grande calcio europeo: il mercato conferma

Isla, Constant, Taider e Behrami sono gli scarti dei top team italiani. Impossibile fare cassa con queste cessioni.

Serie A, periferia del grande calcio europeo: il mercato conferma
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

La crisi di qualità che sta interessando la Serie A da qualche anno, certificata dagli scadenti risultati ottenuti in Champions (mai in semi finale negli ultimi tre anni), trova ulteriori conferme nel calciomercato estivo. Sebbene questa sessione di mercato sia particolarmente ricca di colpi, la massima competizione italiana non presenta alcun nome negli 11 acquisti più costosi, nè in entrata nè in uscita.

Kevin Constant, unica cessione con cui il Milan ha incassato in questa sessione

Kevin Constant, unica cessione con cui il Milan ha incassato in questa sessione

CESSIONI LOW COST – Una crisi della Serie A che interessa soprattutto i club più blasonati. Il Milan di Inzaghi ha finora incassato solo con la cessione di Kevin Constant, pagato 2,5 milioni dal Trabzonspor. Decisamente troppo poco per pensare di ricostruire una rosa anche solo paragonabile a quella che sette anni fa conquistò la Champions. Non se la passano certamente meglio nella sponda nerazzurra della città: 5,5 incassati rinunciando ai giovani Benedetti e Benassi, seguiti da una lunga lista di prestiti, tra cui spicca il nome di Saphir Taider, acquistato solo la scorsa stagione. Nessun pezzo pregiato finito nel mercato internazionale, e questo non può che far riflettere. Stessa situazione in casa Napoli, con il club partenopeo che ha guadagnato un totale di 3,5 milioni dalle cessioni di Behrami e Gamberini, finiti all’Amburgo e al Chievo. Con l’addio a Cavani, è meglio tenersi stretti i campioni di caratura internazionali, magari rinunciando ad acquisti costosi. Difficile imporsi in Europa con i soli Koulibaly, Andujar e Michu approdati alla corte di Benitez.

JUVE E ROMA – Anche le due squadre che hanno dominato lo scorso campionato non presentano cessioni di livello internazionale, ma il discorso sembra diverso. I bianconeri infatti, a parte il riscatto di Immobile (8 milioni per metà cartellino), hanno finora deciso di non vendere giocatori interessanti ai top team europei, entrando nel mercato tra i club migliori solo per l’acquisto di Morata, che certamente non era la prima scelta del Real. Tuttavia la squadra allenata da Allegri ha ottenuto più di 15 milioni dalle partenze di Vucinic, Peluso, Quagliarella e dal prestito di Isla. Sicuramente sono lontani i tempi in cui si faceva cassa vendendo alle concorrenti europee, ma finora con queste pedine “minori” il mercato Juve si è quasi autofinanziato. Per quanto riguarda i giallorossi, nessuna cessione illustre, top players tenuti stretti con il grande arrivo di Iturbe e qualche nuovo nome a puntellare la rosa. Per il momento, per il club capitolino va bene così.

PERIFERIA D’EUROPA – Tutte cifre però ben lontane dal livello del calciomercato europeo. Al Chelsea, per un Diego Costa pagato 40 milioni c’è un Lukaku che parte a 36, e la cessione di David Luiz copre ampiamente la spesa di 33 milioni per Fabregas. Lo stesso centrocampista spagnolo, insieme a Sanchez e Bojan, porta circa 75 milioni nelle casse del Barça, che può così permettersi la spesa folle per Suarez e l’acquisto di due portieri. In Germania, il Bayern di Guardiola incassa 52 milioni con due giocatori. Numeri che finora la serie A guarda sospirando. Se non bastassero i risultati internazionali, anche il mercato lo conferma: ormai siamo la periferia d’Europa.

Davide Terraneo

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *