Antonio Guarino
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Stelle all’estero, meteore incomprese in Italia: la Top Ten

Quali sono quei giocatori che non hanno lasciato un piacevole ricordo nella nostra Serie A, per poi consacrarsi all'estero ad alti livelli? SporCafe24 vi offre una curiosa classifica che, probabilmente, riaccenderà i rimorsi di qualche lettore

Stelle all’estero, meteore incomprese in Italia: la Top Ten
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Le società italiane, prima di conoscere l’attuale fase calante, erano sì la meta privilegiata dei grandi campioni, ma non disdegnavano affatto l’acquisto di promettenti prospetti che arrivavano nel Bel Paese dai lidi più disparati, vogliosi e determinati a ricoprirsi di gloria e successo.

L’OCCHIO NON SEMPRE CI VEDE LUNGO – In tanti ci sono riusciti, per la fortuna dei rispettivi club e tifosi, ma tanti altri – invece – sono esplosi, o hanno confermato tutto ciò che di buono avevano fatto intravedere – solo una volta che la nostra Penisola se la sono messa alle spalle. Noi di SportCafe24 siamo andati a ritroso con la memoria, per scovare quei giocatori – poi divenuti campioni e stelle dell’universo calcistico internazionale – che nella nostra Serie A sono state solo meteore di passaggio, e proporvi una curiosa Top Ten, ovviamente da gustare a ritroso…

Nostalgici e appassionati, allacciate le cinture e…preparate i fazzoletti per le lacrime!

10° PHILIPPE COUTINHO (Inter)

Il fantasista brasiliano, classe ’92, giunge all’ombra della Madonnina nel 2011, ma fa vedere le cose migliori del suo repertorio cristallino lontano da Milano: prima nei 6 mesi in prestito all’Espanyol, dovecontribuisce alla salvezza del club, poi al Liverpool, che nel 2013 lo acquista per 10 milioni di euro. Con la maglia dei “Reds” sfiora il successo della Premier e diviene un beniamino di “Anfield Road” che, a causa della sua corporatura esile, lo ribattezza “The Kid”: 50 presenze, 8 reti e 15 assist hanno convinto il tecnico Brandon Rodgers a proporgli il rinnovo del contratto, attualmente in scadenza nel 2016: dite che il suo fisico magrolino non ha retto il freddo meneghino?

9° DAVIDE SANTON (Inter)

L‘Inter è uno dei migliori settori giovanili d’Europa, ricco – pertanto – di talenti da portare in Prima Squadra. Tra questi, nell’estate del 2008, spicca il giovane terzino Davide Santon, che il pubblico di fede nerazzurra ricorderà soprattutto per la gara giocata contro il Manchester United di Cristiano Ronaldo, nella Champions League 2008/09, in cui il difensore di Portomaggiore annullò l’asso portoghese. Tutto faceva pensare ad un predestinato, ma Santon ha ben presto patito la pressione dell’ambiente interista, esibendosi in prestazioni altalenanti e discontinue. Tranquillità e fiducia che, invece, Davide ha ritrovato in Inghilterra, sponda Newcastle che, nell’estate del 2011, lo preleva dall’Inter a titolo definitivo per 6 milioni di euro, divenendo un titolare inamovibile dei “Magpies”.

8° KLAAS-JAN HUNTELAAR (Milan)

Attaccante potente e spietato sotto porta, capace di realizzare – in carriera – 276 gol in 429 partite giocate (una media pazzesca di 0,7 gol a partita) tra Belgio, Olanda, Germania, Spagna e…Italia. Peccato, però, che il “Cacciatore” di Drempt abbia marcato il cartellino solo in 7 occasioni nella sua unica esperienza nel Bel Paese, con la maglia del Milan, nella stagione 2009/10. Ceduto in Germania, allo Schalke 04 in cui milita attualmente, Huntelaar ha realizzato – in Westfalia – 59 gol in 100 partite giocate: colpa della dieta mediterranea?

Patrick Vieira con la maglia del Milan: il francese ha poi saputo rifarsi in Italia con Juventus ed Inter

Patrick Vieira con la maglia del Milan: il francese ha, poi, saputo rifarsi – in Italia – con Juventus ed Inter

7° EDWIN VAN DER SAR (Juventus)

Con l’Ajax vince praticamente tutto: 4 Eredivisie, 3 Coppe d’Olanda, 3 Supercoppe d’Olanda, 1 Coppa Campioni, 1 Coppa UEFA, 1 Supercoppa Europea e 1 Coppa Intercontinentale, e nel 1995 è anche miglior portiere d’Europa. Nell’estate del 1999 approda alla Juventus, dove giocherà per due sole stagioni: i tifosi lo ricordano più per le sue indecisioni nella sfida scudetto del 2000/01 contro la Roma (2-2 al “Delle Alpi”) che per i suoi colpi di reni. Si rilancia in Inghilterra, prima al Fulham, poi al Manchester United: con i “Red Devils” vince 3 Premier League, 3 Coppe di Lega, 3 Community Shield, 1 Champions League (decisivo, nella finale contro il Chelsea, quando neutralizza il penalty di Nicolas Anelka) e 1 Mondiale per Club. Che dite, merito del clima tropicale d’Oltremanica?

6° DENNIS BERGKAMP (Inter)

Il biondo attaccante olandese veste la maglia nerazzurra per due stagioni, dal 1993 al 1995, proveniente dall’Ajax dei record, in cui si afferma come attaccante tecnico e cinico. Nel capoluogo meneghino, però, la sua vena realizzativa non trova la giusta ispirazione: vince una Coppa UEFA nel 1994/95, ma in nerazzurro non convince mai a pieno. Nell’estate del 1995 lascia l’Inter, per volare a Londra, sponda Arsenal: con i “Gunners” diventa una vera e propria bandiera e – in coppia con compagni di squadra del calibro di Marc Overmars e Thierry Henry – vince 3 Premier League, 4 Coppe d’Inghilterra e 4 Community Shield, frutto di 101 gol e 28 assist in 384 presenze. Ennesima dimostrazione che il caldo inglese fa miracoli!

5° PATRICE EVRA (Marsala e Monza)

La storia del terzino francese, Patrice Evra, è la più curiosa di tutte: nel 1998 firma col Marsala, squadra siciliana allora militante in Serie C1. Per fare fortuna, però, Patrice è costretto a tornare in Francia: al Monza, in Serie B, non trova spazio e si trasferisce al Nizza, prima di passare al Monaco di Didier Deschamps. Nel 2006 viene acquistato dal Manchester United: con i “Red Devils” è compagno di squadra di Edwin Van Der Sar, con cui condivide gran parte dei successi, mettendo in bacheca 5 Premier League, 5 Community Shield, 3 Coppa di Lega inglese, 1 Champions League e 1 Mondiale per Club. Quest’estate il ritorno in Italia, alla Juventus: riuscirà a rompere l’incantesimo delle sue disavventure italiche?

4° PATRICK KLUIVERT (Milan)

Anche lui prodotto della generazione d’oro dei “Lancieri” d’Olanda dell’Ajax (52 gol in 100 presenze totali), con cui vince tutto. Nell’estate del 1997 si trasferisce al Milan: i rossoneri vivono una delle crisi più buie della loro storia e Patrick colleziona 30 presenze, condite da soli 7 gol. La sua avventura meneghina si interrompe dopo una sola stagione: il Barcellona sborsa 30 miliardi delle vecchie lire per regalare a Kluivert il palcoscenico del “Camp Nou”. Rimarrà al Barça per 6 stagioni, dove realizza 106 gol in 212 gare giocate, vincendo – però – solo un trofeo, la Liga 1998/99.

3° PATRICK VIEIRA (Milan)

Sbarca a Milano nell’estate del 1995, a soli 19 anni: della sua avventura meneghina, Patrick ricorderà solo le tante panchine e le innumerevoli tribune, interrotte da 2 sole presenze. Per 4,5 milioni di sterline, l’Arsenal lo acquista su esplicita richiesta del nuovo manager, Arsene Wenger: a Londra diventerà il fuoriclasse che tutti quanti abbiamo conosciuto, consacrandosi come uno dei migliori al mondo nel suo ruolo. Farà ritorno in Italia, vestendo le maglie di Juventus e Inter, ma questa è un’altra storia…

Thierry Henry in azione con la maglia della Juventus

Thierry Henry in azione con la maglia della Juventus

2° THIERRY HENRY (Juventus)

Anche a Torino non scherzano: il giovane “Tity” arriva dal Monaco, in cui ha fatto coppia con un certo David Trezeguet. Alla Juventus, però, non riesce ad esprimersi ad alti livelli, venendo schierato – spesso – da esterno d’attacco o laterale di centrocampo: per lui appena 3 gol in 18 partite giocate e bagagli pronti dopo appena un anno. L’Arsenal investe per lui 10 milioni di sterline e con i “Gunners”, in coppia con Dennis Bergkamp, si consacra come vero fuoriclasse a livello mondiale: 226 gol in 368 partite giocate lo rendono l’idolo incontrastato di Highbury.

1° ROBERTO CARLOS (Inter)

Il gradino più alto del podio spetta al terzino brasiliano dalla cannonata facile, che ha vestito la maglia nerazzurra nella stagione 1995/96, proveniente dal Palmeiras. Nonostante le ottime prestazioni, contornate da un’annata interista poco felice, Roy Hodgson – preferendogli Alessandro Pistone – ne autorizza la cessione al Real Madrid per poco più di 7 miliardi delle vecchie lire. Il “Santiago Bernabeu” ringrazierà a vita il pusher del tecnico britannico, grazie alla cui intuizione hanno potuto godere – per 11 stagioni, con 523 presenze, 69 gol e 41 assist – del terzino sinistro più forte della storia del calcio.

Se avessimo avuto un clima più temperato e favorevole (e, forse, qualche allenatore o dirigente più competente) magari tanti di questi campioni sarebbero potuti esplodere nella nostra Serie A!

Antonio Guarino (@GuarinTony)

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