Antonio Guarino
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Lampard al Manchester City: ritratto dell’ennesima bandiera ammainata

Sta facendo molto discutere il passaggio, in prestito, dell'ex capitano del Chelsea, Frank Lampard, ai rivali del Manchester City: nel calcio c'è ancora spazio per le bandiere e gli amori eterni?

Lampard al Manchester City: ritratto dell’ennesima bandiera ammainata
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“Non riesco ad immaginare che io possa giocare per qualche altra squadra dopo essere stato per dodici anni al Chelsea. Nutro tantissimo rispetto nei confronti di molti club della Premier League, […] ma non sono sicuro di poter fare una cosa del genere”: era il Maggio del 2013 quando Frank Lampard, allora capitano dei “Blues”, pronunciò queste parole!

365 GIORNI (E POCO PIU’) DOPO – Archiviata la stagione 2013/14, il miglior realizzatore della storia del club londinese (208 gol in 626 presenze) – in scadenza di contratto – saluta il Chelsea (e la Nazionale, dopo il deludente Mondiale in Brasile) tra le lacrime sue e dei tifosi di “Stamford Bridge”, per iniziare – a 36 anni – ad una nuova avventura. Ad accoglierlo a braccia aperte c’è la Major League Soccer statunitense, in cui farà il suo esordio il New York City FC dello sceicco Mansour bin Zayd Al Nahyan – già proprietario del Manchester City, neo campione d’Inghilterra – che sigla con Lampard un accordo biennale.

Nuova avventura negli States per Frank Lampard, ma prima tappa al Manchester City di Manuel Pellegrini

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QUELLA LINEA SOTTILE – Negli States, però, la stagione inizierà il prossimo mese di Marzo: ecco, quindi, profilarsi per Lampard un’operazione già effettuata dal neonato club newyorkese con un altro pezzo da novanta approdato nella “Grande Mela”, quel David Villa fresco vincitore della Liga con l’Atletico Madrid. Ecco, allora, che l’attaccante spagnolo, per sopperire all’assenza di calcio giocato, fornirà le sue prestazioni – in prestito per 6 mesi – agli australiani del Melbourne City, anch’esso di proprietà dello sceicco Mansour.

NON VORRAI DIRE CHE… – In sostanza i club della galassia “City” hanno messo in piedi una fitta collaborazione (sicuri che la si può chiamare così?), e l’operazione realizzata con Villa è stata ripetuta con l’asso inglese. Per lui, però, niente futuro – a breve termine – tra i canguri dell’Australia, bensì nel club principale della costellazione calcistica dei petroldollari degli Emirati Arabi, il Manchester City. Evidentemente, lo sceicco avrà ben pensato di risparmiare sul ritiro precampionato della sua nuova squadra (costatagli circa 100 milioni di euro), decidendo – quindi – di far tenere caldi altrove i muscoli dei suoi atleti!

FUOCO E FIAMME – Per Lampard, quindi, si riaprono le porte della prestigiosa Premier League che aveva salutato neppure un paio di mesi fa: “il Manchester City è una fantastica opportunità per continuare ad allenarmi, giocare ai massimi livelli e arrivare al top della condizione al New York City” . Questo il primo commento del giocatore, poco dopo l’ufficialità del suo trasferimento ai “Citizens”. Apriti cielo! Il tradimento – che, in realtà, era già nell’aria da qualche giorno – si materializza per chi ha i “Blues” nel cuore: sulle rive del Tamigi – sono subito seguite le più disparate manifestazioni di dissenso per la decisione presa dal giocatore, con magliette bruciate e blog presi di mira con virgolettati da censura!

MANOVRA ELUSIVA – La notizia non è stata accolta con grande entusiasmo neppure dal manager dell’ArsenalArsene Wenger, che vede nella realizzazione dell’operazione un tentativo per eludere le norme del Financial Fair Play imposto dall’UEFA che, nei primi giorni di Maggio, aveva comminato una multa (in sostanza, una trattenuta da eventuali premi legati alla partecipazione dei “Citizens” alle manifestazioni continentali) da 60 milioni di euro proprio al Manchester City, reo di aver superato – nelle ultime due stagioni – il tetto di spesa di 45 milioni di euro imposto da Nyon. La visione del tecnico dei “Gunners” non è di certo errata, poiché il City, piuttosto che far pesare direttamente su di sé il costo del giocatore, lo acquista tramite una sua società satellite (in questo caso il New York City FC) che – poi – glielo rigira in prestito. Chiaro no?

“SARAI SEMPRE IL BENVENUTO” – Di tutt’altro avviso, invece, Josè Mourinho, manager del Chelsea: “Frankie era svincolato e poteva firmare con chi voleva. Sarà sempre il benvenuto a Stamford, anche quando arriverà da avversario”. Basterà a placare l’ira dei tifosi che, di fatto, vedranno la loro bandiera, il simbolo della loro fede “Blues” indossare – dopo ben 12 stagioni – colori diversi e, per di più, concorrenti diretti nella corsa al titolo della Premier?

BANDIERA AMMAINATA? – Noi siamo piuttosto scettici a tal proposito: è pur vero che, nel calcio moderno, non c’è più spazio per i romanticismi, bensì solo per file di banconote disposte l’una sull’altra, ma la notizia – e la sua conseguente evoluzione – non va accolta, fino in fondo, con tanto clamore, anche se – probabilmente – resta un po’ di amarezza se ci si focalizza sullo spessore del personaggio interessato.

Ah, quasi dimenticavo…se, per caso, fate un salto a Londra per le vostre vacanze estive, e avete intenzione di socializzare, vi sconsigliamo di utilizzare questa storia!

Antonio Guarino (@GuarinTony)

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