Orazio Rotunno
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Berlusconi come Moratti, chi vuole spendere? Più Thohir per tutti

Si dice che amare significa desiderare il meglio per l'altro: oggi, come da qualche anno, il meglio per i rossoneri vorrebbe dire farsi da parte. Con coraggio ed altruismo, come accaduto sull'altra sponda del Naviglio

Berlusconi come Moratti, chi vuole spendere? Più Thohir per tutti
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Polemiche alla presentazione del nuovo logo interista

Erick Thohir vuole aprire un nuovo ciclo con l’Inter

Era sbarcato a Milano fra una perplessità generale e dilagante, le sue prime parole lasciavano pochi spazi ai sogni e molto al realismo crudo e tipico delle società italiane di questa era. Risanamento, ricapitalizzazione ed investimenti: un passo alla volta per un lungo percorso che avrebbe visto la luce entro 3 anni. Qualcosa già si intravede, dall’abbattimento del monte ingaggi, alla ricerca di calciatori che abbassassero l’età media e tutti arrivati con la formula del prestito e pagamento dilazionato in più stagioni. Questa è l’Inter che nasce lo scorso novembre e si sviluppa oggi, figlia del sacrificio di Massimo Moratti: un gesto difficile, ma encomiabile, da cui Silvio Berlusconi dovrebbe trarre insegnamento.

IL MILAN A CHI VUOLE INVESTIRE, MAI PIU’OSTAGGI DI ROBINHO – Il mercato rossonero viaggia a vele piegate, incatenati da un discreto brasiliano che monopolizza l’intera strategia del Milan in sede di calciomercato. Finchè c’è lui, nulla può muoversi: ma questo è il Milan? Un’epopea iniziata con le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva, ed ancora prima coi mesti arrivi di Sheva e Ronaldinho: il Milan ha smesso di investire da tempo, mettendo la parola fine alle sue ambizioni e voglie di tornare davvero protagonisti in Italia ed Europa. Lasciare un gioiello che brilla da 25 anni e più non è facile, specie quando sei costantemente in vista e con quello stesso gioiello hai ottenuto un mare di consensi nel calcio e non. Ma è tempo di farsi da parte, affinché quel diamante continui a brillare, non lasciando che si spenga mestamente rischiando di bruciare giovani allenatori e giocatori, collezionando figure barbine in giro per il mondo. Berlusconi ha deciso di non spendere più sul Milan, legittimo, ma non lo è restare proprietari di un qualcosa che non può avere a queste condizioni velleità di crescita: chi tifa e vede il Milan, lo immagina al top del calcio italiano ed europeo, non ostaggio di un Robinho qualunque. Immaginiamo che dietro il nome dell’A.C. Milan vi sia la fila, tra magnati orientali, emiri e russi, pronti a raccogliere un’eredità pesante ma di prestigio assoluto, con pochi eguali nel mondo. Lasciare il testimone per il bene dei tifosi, che incarnano l’essenza di una società, consegnare la proprietà nelle mani di chi può contribuire a renderla grande, di nuovo.

Quando si vince tutto, pensare che non valga più al pena continuare ad investire è legittimo: non lo è essere egoisti, a capo di un qualcosa che non si può più gestire come meriterebbe. occorre essere altruisti e coraggiosi, consapevoli della difficoltà di una scelta alla Moratti, ma necessaria per mantenere alto il buon nome di una società gloriosa come quella rossonera. Che parte in questa stagione per conquistare verosimilmente un posto in Europa League, impossibile ad oggi chiedere di più. E questo è il Milan che Berlusconi vuole? Crediamo proprio di no. E’dunque un controsenso pretendere la luna senza voler o poter spendere (propendiamo per la prima): urge consegnare il Milan a chi può riportarlo in alto.

L’Inter a Thohir non è stato un segno di debolezza, piuttosto di coscienza ed intelligenza. Al Milan serve una scossa, ed in giro per il mondo in tanti sarebbero pronti a darla.

Orazio Rotunno

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