Enrico Steidler
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De Rossi e Chiellini, “pugni e gomitate” a Tavecchio

Fedeli alla linea suggerita dai rispettivi club, i due nazionali “predicano” da un pulpito che non gli appartiene

De Rossi e Chiellini, “pugni e gomitate” a Tavecchio
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Chi è senza peccato scagli la prima “pizza in faccia”. Detto, fatto. Capitan Futuro e “Chiellinator” si considerano anime candide, e quindi non si fanno scrupoli a censurare a piedi uniti il peccatore di turno. “Tavecchio? Sono rimasto sconcertato quando ho letto” (la famosa frase su Opti Pobà e le banane, ndr). Ho scritto a Tommasi – racconta Giorgio Chiellini ai microfoni di Sky – e gli ho chiesto come il calcio italiano possa mandare avanti questa candidatura. Nulla di personale, ma c’è solo una persona adeguata a cambiare il calcio ed è Demetrio Albertini. Questa scelta condizionerà il calcio italiano per i prossimi 10 anni”.

Giorgio Chiellini

Giorgio Chiellini

Alla viva e vibrante presa di posizione dello “spuntino” di Suarez si aggiunge poi quella più pacata ma altrettanto velenosa di Daniele De Rossi: “Non giudico la persona, perché come ha detto lui non è un razzista e sicuramente sarà così, però le parole che ha detto sono gravi. In America, in Inghilterra, in Francia se uno dice determinate cose il giorno dopo lo fanno dimettere. Qui in Italia, anche in ambienti più importanti della Figc, non si sono mai dimessi: è palese che funziona così, ed è un altro dato su cui riflettere. Adesso andiamo incontro a una stagione particolare – prosegue il centrocampista della Roma e della Nazionale mettendo il dito nella piaga perché se litigo con un ragazzo di colore in campo e gli dico «tu mangi le banane» sarà una gaffe, quindi guai a squalificarmi…A parte la battuta, sono cose abbastanza pesanti. Un presidente federale dovrebbe pensare a quello che dice e a quello che può succedere dopo”.

I BRAVI MAESTRI – Capiamoci. Le parole di Capitan Futuro sono più che sensate e condivisibili, e l’Archeotavècchius cui sono rivolte merita questo e altro. Quello che infastidisce un po’, quindi, non è il sermone in sé, ma il pulpito da cui proviene. Non c’è alcun bisogno, sotto questo aspetto, di rispolverare i precedenti specifici di De Rossi – vedi gli insulti razzisti rivolti a Eric Abidal nel finale del match fra Roma e Lione del 21 febbraio 2007 – perché quelli generici bastano e avanzano. Chi ha già 4 vistose “tacche” sulla propria coscienza (Bentivoglio, Srna, Stefano Mauri e Icardi, caduti sotto i colpi proibiti del censore, ne sanno qualcosa) dovrebbe forse essere un po’ più moderato e, perché no, autoironico quando si tratta di fustigare i malcostumi altrui. O no? Lo stesso discorso, naturalmente, vale per l’altra fulgida vestale, quel Giorgio Chiellini che a un mese dai mondiali brasiliani finì nell’occhio del ciclone per la gomitata rifilata al giallorosso Pjanic durante Roma-Juventus. Perché Prandelli mette alla gogna Mattia Destro per la sua “manata” ad Astori – gridarono un po’ tutti in quella circostanza tranne chi scrive e pochi altri – e poi convoca il plurirecidivo Chiellini come se niente fosse alla faccia del codice etico? Verrebbe davvero voglia, davanti alla severa reprimenda dello “sgomitatore” seriale, di scrivere a Tommasi e di chiedergli “come il calcio italiano possa farsi rappresentare da un nazionale così scorretto. Nulla di personale, ma non è una persona adeguata a vestire quella maglia”.

WHAT A WONDERFUL WORLD – Ok, tiriamo un po’ le somme. In America chi è razzista ne paga le conseguenze (De Rossi, con la sua allusione agli States, si riferiva evidentemente all’ex patron dei LA Clippers Donald Sterling, personaggio di cui nessuno sente la mancanza), mentre alla Fifa chi è notoriamente antisemita – vedi alla voce Julio Grondonano. Questo, naturalmente, non impedisce alla Federazione internazionale di salire in cattedra e di impartire lezioni di moralità a tutto il mondo, così come De Rossi e Chiellini non esitano a vestire i panni del fustigatore dei costumi malgrado il loro curriculum non proprio esemplare. Ora, Tavecchio – candidato alla presidenza della Figc – non è razzista. E’ “solo” palesemente “inadeguato”. What a wonderful world.

Enrico Steidler

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