Enrico Steidler
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Presidenza Figc, una poltrona per due “inadeguati”

Comunque vada a finire la corsa Tavecchio-Albertini, il futuro della Figc è tutt’altro che roseo

Presidenza Figc, una poltrona per due “inadeguati”
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Tavecchio, candidato alla presidenza Figc

Carlo Tavecchio, candidato alla presidenza Figc

Mancano 8 giorni all’elezione del nuovo numero uno della Federcalcio, e la lotta fra i due pretendenti al trono è destinata a farsi sempre più cruenta. La distanza che li separa, infatti, sta diminuendo, e mentre il favorito Tavecchio si arrocca cercando di frenare l’emorragia di sostenitori (l’ultimo, in ordine cronologico, il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi), Albertini contrattacca sperando di guadagnare ulteriore terreno. Su entrambi aleggia lo spettro della sconfitta, oltre a quello del commissario, e man mano che il traguardo si avvicina aumenta la suspense e diminuisce il fair play.

Nel frattempo, il calcio italiano boccheggia, e l’unica cosa sulla quale tutti – pubblico e critica – sembrano essere d’accordo è l’identikit dell’uomo della Provvidenza (a prescindere da quel che passa il convento). Proviamo a tracciarlo, quindi, tenendo presente che la difficoltà del compito – rianimare il moribondo – richiede il possesso di requisiti all’altezza. Il candidato ideale, o meglio, il candidato sine qua non:

1) – deve avere una faccia nuova, deve essere qualcuno che non sia legato a doppio filo con l’Ancien Régime, i suoi rituali ammuffiti e le sue logiche da museo degli orrori; 2) – deve conoscere a fondo il “Sistema” e i suoi ingranaggi, altrimenti rischia di restarne subito stritolato; 3) – non deve avere scheletri nell’armadio (vedi alla voce precedenti penali); 4) – deve avere un curriculum mediatico a prova di bomba: nessuna parola o gesto fuori posto, battute infelici, ecc.; 5) – non deve essere sostenuto da “sponsor” al di sotto di ogni sospetto; 6) – deve avere personalità e carisma da vendere. Nessun uomo forte, per carità: quel che conta è che abbia le qualità del “capo”; 7) – ogni sua azione deve essere rivolta verso un unico obiettivo: il bene del calcio italiano complessivamente inteso. Il tempo dei figli e figliastri deve finire.

QUANDO VIRTUOSO E’ SINONIMO DI VIRTUALE – Allora, diciamolo subito forte e chiaro: se questi sono i requisiti necessari per guidare la Figc e salvare la baracca, allora entrambi i concorrenti sono palesemente inadeguati, sia per le stesse ragioni – questione di facce nuove, innanzitutto – che per le loro intrinseche “virtù”. Ma c’è di più, e di peggio. Esiste, secondo voi, il “candidato perfetto”, o è solo una proiezione mentale? Esiste, nella realtà di cui stiamo parlando, un uomo in possesso delle qualità di cui sopra? E se anche esistesse una simile, curiosa creatura, per quale cavolo di ragione dovrebbe aspirare alla carica di presidente della Figc? Si dice spesso che chi sa fa e chi non sa insegna, ma la verità è che dalle nostre parti chi sa fa e chi non sa si dà alla politica. Ferme restando le lodevoli eccezioni, questa è la regola, purtroppo, e la realtà è sotto gli occhi di tutti.

Quindi, a voler essere obbiettivi, si potrebbe concludere così: verrà la morte, oppure il nulla, e in fondo non c’è alcuna differenza. Ma forse no. Forse, malgrado le apparenze, non tutto è perduto. In questo nostro buffo Paese, infatti, la possibilità del “miracolo italiano” è sempre dietro l’angolo, e un ottimo vino può uscire anche da uve un po’ stantie. Non guardiamo a questo o a quel grappolo, quindi: incrociamo le dita e speriamo. Non c’è altro da fare.

Enrico Steidler

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One Response to Presidenza Figc, una poltrona per due “inadeguati”

  1. Modestino Picariello 3 agosto 2014 at 16:10

    Tommasi sarebbe perfetto

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