Jacopo Bertone
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Calciomercato: ma l’1 non veniva prima del 10?

Le grandi squadre stanziano milioni su milioni per colpi a effetto e giocatori estrosi, tralasciando il ruolo più delicato: il portiere

Calciomercato: ma l’1 non veniva prima del 10?
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Keylor Navas, uno dei migliori portieri del Mondiale 2014

Keylor Navas, uno dei migliori portieri del Mondiale 2014

E’ vero, siamo italiani, difensivisti per natura, polemici per passione e iper-critici per necessità, ma stavolta l’oggettività dei fatti è palese: il ruolo del portiere, tanto romantico quanto difficile, è ufficialmente passato in secondo piano, si preferiscono giocatori di movimento, possibilmente con attitudine offensiva, il prezzo è sostanzialmente irrilevante.

LA TENDENZA – Molte grandi europee hanno incentrato i loro sforzi sul campo, tralasciando i pali: il Manchester United si affiderà ancora al giovane De Gea (un cervo in autostrada quando si tratta di uscire dall’area piccola), il Monaco probabilmente riporterà nel Principato Romero (un ottimo mondiale, ma poi?), il Barcellona ha puntato sul promettente ma inesperto a livello internazionale Ter Stegen, l’Atletico Madrid ha comprato  Oblak (che al Benfica faceva la riserva) ; insomma, tante scommesse, pochi investimenti sicuri, con portieri del calibro di Keylor Navas, Guillermo Ochoa e Jasper Cillessen impegnati in squadre minori o addirittura costretti a fare la riserva! Appare ormai evidente che gli operatori di mercato sono più votati alla ricerca dello spettacolo anche alla luce di acquisti milionari come quello di David Luiz (il difensore meno difensivo di tutti i tempi, quasi 60 milioni di euro), Alexis Sanchez (40 milioni di euro), James Rodriguez (80 milioni di euro) e tanti altri splendidi giocatori utili più a fare goal che a evitarli. D’altronde urge vendere magliette e biglietti, rispondere ai colpi delle rivali, segnare un goal in più dell’avversario per portare a casa le partite importanti…ma anche no! Holly senza Benji non sarebbe andato da nessuna parte!

PER SEMPRE IMPRESCINDIBILI – Il calcio, bontà sua, non è solo uno sport per giocolieri, ma anche per gladiatori, gente che da tutto quello che ha in corpo per un’azione difensiva, che torna a casa con i lividi rimediati su qualche uscita, che si esalta andando a togliere dal sette un tiro scoccato da chissà quale fenomeno.  Ecco allora che il ruolo del portiere si dimostra ancora fondamentale, lo hanno detto anche gli ultimi Mondiali grazie alle parate del grandissimo Manuel Neuer, ai miracoli di Krul dagli undici metri e alla resilienza di quello Yankee di Tim Howard, così come la stagione passata ha dimostrato che una squadra con uno spumeggiante gioco offensivo non sarebbe mai arrivata a una manciata di secondi dalla conquista della Champions League senza una sicurezza come Courtois a difenderne i pali: è un ruolo poco appariscente, pochi lo vogliono fare, al campetto spetterebbe al più tracagnotto così come a scuola sarebbe proprietà esclusiva dei secchioni, ma qui si sta parlando di calcio professionistico, con gente che fa goal da 40 metri o che con un colpo di tacco taglia fuori intere difese, gente che per essere arginata ha bisogno di uomini all’altezza, magari un po’ pazzi, ma con quel coraggio e quella determinazione che solo un grande portiere può avere, “Buffon docet“.

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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