Jacopo Bertone
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Nba: Paul George fa crack

L'astro nascente degli Indiana Pacers si è fratturato la tibia e il perone durante il camp di Team Usa. L'infortunio sciocca, commuove e fa riflettere tutto il mondo Nba

Nba: Paul George fa crack
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Paul George, eletto Giocatore più Migliorato dell'Nba nel 2013

Paul George, eletto Giocatore più Migliorato dell’Nba nel 2013

Le immagini stanno impazzando su tutto il web, nonostante lo spettacolo non sia per deboli di cuore: nel corso di una partitella di allenamento della nazionale americana, Paul George ha rimediato una terribile frattura scomposta che ha provocato lo sgomento di moltissimi appassionati.

IL REFERTO – “Paul George suffered a compound fracture of the tibia and fibula“, queste le parole con cui l’addetto stampa degli Indiana Pacers ha reso nota l’entità dell’infortunio di “PG24″. Due ore di operazione per ricomporre la gamba dell’ex Fresno State, ma non sono ancora chiari i tempi di recupero, anche se appare per lo meno probabile che George debba saltare non solo i mondiali ma anche l’intera stagione Nba 2014-2015. Le immagini hanno ricordato a tantissimi gli infortuni di Kevin Ware e soprattutto di Shaun Livingston, un giocatore meraviglioso al quale sono serviti ben 7 lunghissimi anni per ritornare ad esprimersi a buoni livelli, comunque molto lontani da quelli che avrebbe potuto raggiungere al meglio del proprio potenziale. La situazione di Paul George potrebbe essere similare, al momento del fattaccio si trovava nel pieno della sua maturazione, con due stagioni solidissime alle spalle e un futuro ancora tutto da scrivere, ma con questo infortunio la sceneggiatura della carriera (e della vita) dell’ala piccola potrebbe cambiare.

TUTTI CON PAUL – Immediata la reazione empatica di tutta la famiglia Nba: “E’ un giocatore giovane e molto forte, spero di rivederlo in campo al più presto” ha twittato Dirk Nowitzki, “Dedico le mie preghiere a Paul George, sii forte campione” ha commentato Carmelo Anthony, “Fa male solo a guardarlo, tanti auguri di un rientro veloce a Paul George” è la dedica del nostro Gigi Datome. Ne abbiamo riportare solo alcuni ma i messaggi per la stella dei Pacers sono stati veramente tantissimi, d’altronde il dispiacere e in un certo senso anche la rabbia legati all’accaduto sono troppo forti per tenersele dentro, ma è stato proprio lo stesso George a tranquillizzare tutti: Grazie a tutti per l’amore e il supporto che mi date, presto starò bene e tornerò più forte che mai! vi voglio bene“, parole semplici, sincere e speranzose di un ragazzo che proprio non se lo meritava.

MA PERCHE’ ? (Ri)Scoppia quindi il dibattito sui molti infortuni che hanno colpito le stelle dell’Nba negli ultimi tempi. 82 partite sono tante, per chi raggiunge i playoffs sono anche di più, ma se ci aggiungiamo addirittura la preparazione estiva con la nazionale si chiede a questi ragazzi di andare veramente troppo oltre la capacità di sopportazione umana. Da anni persone come George Karl, ex allenatore dei Denver Nuggets, teorizzano una Nba da 50 partite all’anno, in modo da garantire più respiro ai giocatori e fare impennare il livello di spettacolo, ma questo influenzerebbe incredibilmente i ricavi delle squadre e, si sa, il Dio Denaro non ammette tante lamentele; tanti dubbi anche sulla preparazione fisica degli atleti, troppo incentrata sull’incremento della massa muscolare e poco attenta ai moderni programmi di prevenzione-infortuni. Il discorso è lungo, le opinioni sono tanto sacrosante quanto opinabili, ma la realtà ci dice che un ragazzo di 24 anni rischia la carriera e non ci sono parole da dire se non quelle prese in prestito da un collega del motociclismo: ” mannaggia mannaggia…“.

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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