Enrico Steidler
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Eroi del nostro tempo: Sebastiano Rossi e la sua “galleria degli errori”

Piove sul bagnato. I nuovi guai giudiziari dell’ex portierone del Milan (è accusato dalla Procura di Ravenna di aver acquistato per sé e per altri ingenti quantitativi di cocaina fra l’estate del 2009 e l’inverno del 2010) sono solo gli ultimi, in ordine cronologico, di una lunga serie di disavventure, misfatti e sciocchezze varie

Eroi del nostro tempo: Sebastiano Rossi e la sua “galleria degli errori”
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In principio vennero i gestacci rivolti al pubblico e i “colpi di karate”, ma andiamo con ordine. E’ di ieri la notizia che Sebastiano Rossi è coinvolto insieme ad altre 17 persone in un’inchiesta – ribattezzata “Pegasus” dagli inquirenti – relativa a un giro di cocaina scoperto dai carabinieri nel 2009, quando venne arrestato a Lido di Savio (litorale romagnolo) uno spacciatore albanese 49enne trovato in possesso di 82 grammi di cocaina, una pistola calibro 6.35, un coltello di 21 centimetri, più di 11 mila euro in contanti e 4 cellulari pieni di numeri telefonici, fra cui quello dell’ex portiere rossonero. Secondo la Procura (Pm Monica Gargiulo), tra il 2009 e il 2010 “Seba” si sarebbe rifornito più volte di cocaina sia per sé che per conto di altre persone: non si parlerebbe di cessione a scopo di lucro, quindi, ma “solo” della quarta disavventura giudiziaria e dell’ennesimo capo di imputazione.

Sebastiano Rossi ai tempi del Milan

Sebastiano Rossi ai tempi del Milan

LA BACHECA DEI TROFEIMinacce gravi, continuate e in concorso, porto di armi improprie, lesioni, ingiurie e sequestro di persona con tentata violenza privata (2007), violenza e lesioni gravi (2010), aggressione e resistenza a pubblico ufficiale (2011). Ecco, storie di coca a parte, i precedenti extra-calcistici dell’ascensore umano (Carlo Pellegatti dixit) di 1 metro e 97 che difese la porta del Milan fra il 1990 e il 2002 e che detiene tuttora il record di imbattibilità fra i pali, 929 minuti, chapeau! Il primo guaio giudiziario di Seba Rossi risale al 2007, quando fu denunciato a piede libero per una serie di fatti avvenuti fra il febbraio del 2004 e il settembre del 2006. A tale riguardo, va però subito detto che l’accusa più grave rivolta all’ex numero uno – il sequestro di persona – si rivelò infondata, e che nel 2013 Rossi fu assolto perché il fatto non sussiste.

Sussisteva eccome, invece, sia nel 2010 (quando il nostro eroe, informa Il Resto del Carlino, patteggiò 45 mila euro di multa per aver fratturato la mascella a un ragazzo “reo” di essersi rivolto a lui definendolo un “uomo finito”) che nel 2011, quando prese a male parole il gestore di un bar, che lo aveva pregato di spegnere il sigaro, prima di sferrare un pugno in bocca a un maresciallo dei carabinieri – 2 punti di sutura e 8 giorni di prognosi – intervenuto per placare gli animi. Conclusione: arresto immediato da parte dello stesso militare e condanna a 56 giorni di reclusione convertiti in 14 mila euro di multa. “Mi assumo le mie responsabilità ma non avrei mai pensato che per una banalità venisse fuori un manicomio! – dichiarò in seguito Rossi quasi come se fosse la vittima e non il carnefice – Ho chiesto un caffè ma mi è stato detto di uscire dal bar perché avevo il sigaro in mano, e da lì è scoppiato un caos di cui ora pago le conseguenze”. Non abbastanza, forse.

UN MODELLO PER I GIOVANI – Ma il meglio di sé, in tutti i sensi, Sebastiano Rossi lo ha dato in campo. E negli spogliatoi, come nel marzo del 2000, quando si rese protagonista di una “scena disgustosa” mentre i suoi compagni festeggiavano la vittoria (2-0) appena riportata sulla Juventus. Ecco il resoconto del Corriere della Sera: “L’atmosfera di giubilo nello spogliatoio, in realtà, violenta la sua (pressoché nulla) capacità di autocontrollo – Rossi era infuriato per essere stato relegato in panchina al posto di Abbiati, ndr – e, dopo essersi rifiutato di stringere la mano al preparatore atletico Paolo Baffoni, eccolo all’improvviso inveire all’indirizzo del suo allenatore. Insulti pesantissimi, urlati in maniera dissennata, davanti agli allibiti compagni di squadra. Al concittadino – di Cesena, ndr – Zaccheroni Rossi rimprovera soprattutto di «avere cambiato idea». Una scena disgustosa ma pure un autogol per l’irresponsabile portiere. Nello stanzone dei campioni d’Italia è infatti presente Adriano Galliani, vicepresidente vicario e amministratore delegato rossonero, la cui reazione è altrettanto veemente. Mentre infatti Zaccheroni, naturalmente allibito, risponde agli insulti farfugliando frasi scontate («Io faccio soltanto scelte tecniche»), la replica di Galliani non lascia spazio all’immaginazione: «Non ti puoi permettere di dire certe cose. Vergognati, sei riuscito a rovinare questa grande vittoria. Io ti farò cacciare dal Milan». Gli strepiti si prolungano per qualche minuto perché Rossi, del tutto fuori di sé, ha l’ardire di rivolgersi a Galliani dandogli del tu («Taci e non mi provocare»), come del resto aveva fatto con Zaccheroni. Al colmo dell’ira, il dirigente rossonero lascia lo spogliatoio sbattendo la porta al grido di io quello lo faccio cacciare!”.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=9NkmBVXQv-Q[/youtube]E POI DICONO DI BALOTELLI – Impossibile non ricordare, poi, il “colpo di karate” rifilato al perugino Bucchi (e i successivi, assurdi tentativi di “rianimarlo”) nei minuti finali di Milan-Perugia 2-1 del gennaio 1999 – risultato: espulsione, 5 giornate di squalifica e figuraccia galattica – e il memorabile episodio del fumogeno. Era l’11 dicembre 1994, si giocava Foggia-Milan, e il “mitico” Seba ebbe il colpo di genio di rilanciare in mezzo ai tifosi un fumogeno che era caduto a pochi metri da lui. “Pensavo che fosse un petardo, e dalla paura che mi scoppiasse in mano l’ho lanciato disse il portiere ai microfoni della Rai guadagnandosi le prime pagine di tutti i giornali. D’altra parte, il conto fra l’uomo che amava ripetere “nessuno può mancarmi di rispetto” e i sostenitori pugliesi era già stato aperto l’anno precedente, quando a “San Siro in occasione di Milan-Foggia – scrive ancora il Corriere della Sera – Rossi stabilisce il primato di imbattibilità in serie A con 929 minuti senza gol. Nell’attimo del record, ecco un gestaccio inqualificabile all’indirizzo dei tifosi ospiti che lo avevano insultato”.

“Mi ritengo una persona educata e ci tengo al rispetto del prossimo, ma forse il mio atteggiamento goliardico spesso viene scambiato per arroganza”, disse il nostro eroe a s-proposito del “diverbio” col carabiniere. E già, povero Rossi: colpa nostra che non lo capiamo. Comunque sia, non sparate sulla croce…Rossi verrebbe da dire, ed è una regola aurea. Nel caso di Seba, però, è doveroso fare un’eccezione.

Enrico Steidler

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