Antonio Guarino
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Napoli, buon compleanno!

Il 1°Agosto 1926 nacque l'Associazione Calcio Napoli: ripercorriamo brevemente questi 88 anni di storia fatta di grandi campioni, successi indelebili e un'immensa e viscerale passione

Napoli, buon compleanno!
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Tanti auguri Napoli!

Napoli, buon compleanno!

“La città è sempre stata intorno alla squadra azzurra, anzi sembrava che tutta la città fosse in campo al fianco della squadra. Napoli ha una tifoseria particolare e straordinaria. Il Napoli è lo stato d’animo della città”.

In questa frase del giornalista napoletano, Salvatore Biazzo, è racchiusa la passione che lega i Napoletani al Napoli, e la città di Napoli al Napoli! Anzi, mi correggo…la frase è senza dubbio emblematica, ma non può racchiudere il tutto perché è impossibile circoscrivere l’amore, che la città prova per la sua squadra, in nessuna pagina, etichetta o slogan. Oggi la SSC Napoli festeggia 88 anni dalla sua nascita: una storia fatta di grandi campioni che hanno incantato sulle rive del Golfo, di grandi traguardi raggiunti e di altrettanti (talvolta troppi!) inseguiti e solo sfiorati. E’ la storia della regina del Sud, che ha accolto il più grande giocatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, e di quel palcoscenico unico al mondo dove una semplice partita di calcio si trasforma in una magia di colori e in un turbinio di emozioni.

TRA SOFFERENZE E SPERANZE – Da quel 1°agosto 1926  quando vide la luce l’Associazione Calcio Napoli, guidata dal primo presidente della storia partenopea, l’industriale Giorgio Ascarelli  il calcio a Napoli è sin da subito diventato un fenomeno di levatura popolare. Tanti sono stati i campioni che hanno deliziato, col loro talento, il pubblico partenopeo, dai primi beniamini come Attila Sallustro, soprannominato il “Veltro” per la rapidità dei suoi scatti, e Antonio Vojak, bomber da 102 gol in 190 partite giocate con la maglia azzurra, fino ai colpi del vulcanico presidente Achille Lauro, come Bruno Pesaola, Luis Vinicio e Hasse Jeppson.

I PRIMI SUCCESSI – Tanti fuoriclasse, ma pochi successi raccolti per ripagare una passione e un amore mai domi. Il primo grido di gioia arriva, infatti, solo nel 1962, quando il Napoli si aggiudica la Coppa Italia battendo in finale la SPAL per 2-1, con gol decisivo di Pierluigi Ronzon: gli Azzurri, quell’anno, militavano in Serie B e mai più, da allora, una squadra della serie cadetta è riuscita a cucirsi la coccarda tricolore sulla maglia.

“BUONASERA NAPOLITANI” – A Napoli, la monarchia aveva cessato di regnare nel 1861: il 5 luglio 1984, però, la storia fu riscritta e la corona che, per ultima, fu di Ferdinando IV di Borbone, passò nelle mani (o meglio, tra i piedi) di Diego Armando Maradona, l’ultimo Re di Napoli. Prima dell’arrivo del “Pibe de Oro”, a Napoli – nonostante i grandi sforzi economici dell’indimenticato presidente Corrado Ferlaino e l’arrivo di campioni del calibro di Josè AltafiniOmar SivoriFaustinho CanèTotonno Juliano e Beppe Savoldi – si era gioito solo per la conquista di un’altra Coppa Italia nel 1976 (4-0 al Verona in finale): la città e un popolo intero trovarono la propria icona, quella voce capace di incarnare un riscatto sociale tanto atteso e sognato.

SETTE ANNI DI SUCCESSI – Due scudetti (1986/87 e 1989/90), una Coppa Uefa (1988/89), una Coppa Italia (1986/97) e una Supercoppa Italiana (1990): furono sette anni d’oro (1984-1991) quelli trascorsi da Diego a Napoli e in cui fu scritta la storia più ricca e bella della società e del calcio partenopeo.

IL DECLINO – Dai sogni vissuti con Maradona alla debacle della fine degli Anni Novanta, con nel mezzo piazzamenti europei e tante cessioni illustri per ripianare i conti martoriati della società, tra cui Ciro FerraraFabio CannavaroDaniel Fonseca Gianfranco Zola. Tra alti e bassi – e il ritorno in B – il calcio a Napoli rischia di scomparire nell’estate del 2004, quando la società, guidata dall’albergatore Salvatore Naldi, viene dichiarata fallita dal Tribunale di Napoli.

LA RINASCITA – Da lì, però, una lenta risalita: con l’avvento di Aurelio De Laurentiis, il Napoli risale dal purgatorio della C fino alle magiche notti della Champions League contro Manchester CityBorussia DortmundChelsea. Merito delle prodezze di campioni come Edinson CavaniEzequiel Lavezzi e l’attuale capitano Marek Hamsik, e dei recenti successi conquistati, come le due Coppa Italia in tre anni vinte contro Juventus e Fiorentina, con cui la bacheca del Napoli è tornata a riaprire le proprie porte dopo 22 anni dall’ultimo successo targato “Diego“.

Ed eccoci catapultati ad oggi, alle porte di una nuova stagione che si presenta ricca di ambizioni e di prestigiosi obiettivi, in cui tutti noi tifosi del Ciuccio torneremo ad emozionarci e a strapparci i capelli di testa per le gesta dei nostri eroi della domenica.

La speranza più grande, lasciatemelo dire, è quella di tagliare un traguardo di grande prestigio che tutta Napoli attende da tempo: sarebbe il giusto regalo per Ciro Esposito e la sua famiglia che, nel giorno del successo più recente della storia azzurra che oggi celebriamo, hanno dovuto versare lacrime il cui sapore – amaro, triste ed indigesto – non dovrebbe mai appartenere al mondo del calcio.

Buon compleanno Napoli, e tanti auguri!

Antonio Guarino (@GuarinTony)

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