Modestino Picariello
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Le banane di Tavecchio sono il dito e non la luna

Non si può votare Tavecchio non perché sia un razzista ma perché non si può affidare un mare di soldi a chi è stato condannato per evasione fiscale

Le banane di Tavecchio sono il dito e non la luna
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Se un dito indica la luna, lo stolto guarda il dito: proverbio perfetto per molti commentatori del caso Tavecchio, per tutti i simpatizzanti del partito Albertini, per troppi di quelli che le parole non le guardano molto, oltre i semplici sensazionalismi. Tavecchio non può fare il presidente della Figc, ma non per i motivi addotti da molti in questi giorni.

Carlo Tavecchio

Carlo Tavecchio

HANDICAPPATO SARA’ LEI – Sull’onda lunga della polemica è rispuntato anche un altro video di Tavecchio, datato maggio 2014, dove contestava il fatto che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio. Quindi, in sostanza, i calciatori di colore paragonati alle scimmie che mangiano le banane e le donne chiamate “handicappate”. Ora, rifiutandomi fermamente di credere che un uomo all’interno del mondo del calcio dal 1987 non abbia un apparato che lo premunisca da tali scivoloni o non sappia in ogni caso esprimersi da solo, la spiegazione resta soltanto una. C’è uno scollamento enorme tra ciò che dice Tavecchio e la sua incapacità di prevedere le reazioni della pubblica piazza: in altre parole Carlo Tavecchio è una marionetta eterodiretta da chi lo vuole lì a tutti i costi, ovvero la massima parte dei dirigenti he ha governato il calcio finora e quelli che da questi sperano in favori e regalie in cambio del vuoto. Tavecchio sarebbe l’uomo del cambiamento gattopardesco, il vecchio volto nuovo dalla faccia buona (ah, ci consenta, Tavecchio, qui la si valuta come professionista e non come uomo, giustificarsi con la costruzione di ospedali in Togo è razzismo buonista, anche perché quegli stessi soldi potevano essere usati qui in Italia) e dalle mani sporche. Quello pronto a fare gli interessi dei soliti pochi.

IL CANDIDATO IDEALE… – Non si può votare Tavecchio non perché sia un razzista o un misogino (che poi i concetti base dell’inferiorità femminile nel calcio e dell’eccessiva presenza di stranieri sarebbero anche corretti, ma non da affrontare così) ma perché non si può affidare un mare di soldi (e la gestione dello stesso) a chi è stato condannato per evasione fiscale e mancati versamenti dell’Iva, in pratica per aver creato un danno erariale allo Stato. E il presidente Figc, attraverso tutto il sistema al di sotto della sua poltrona, dovrebbe far arrivare allo Stato un sacco di soldi. Chi può assicurare che questi non restino in buona parte e illegalmente alle società? Ma soprattutto, secondo quale logica la faccia pulita del numero uno dello sport più amato dagli italiani dovrebbe essere rappresentata da un plurimultato e un pluricondannato? Col suo curriculum, ogni programma può diventare carta straccia. E allora il passo indietro diventa necessario. Ma non per questioni di etica, bensì di pura e semplice meritocrazia. E non capirlo è il più grave errore dei suoi avversari.

Modestino Picariello

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