Maria Paola Maisto
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Terra dei Fuochi: lo Stato si dà una mossa

In seguito alle proteste dei cittadini casertani lo Stato ha deciso di “darsi una mossa” approvando il decreto sulle emergenze ambientali e industriali

Terra dei Fuochi: lo Stato si dà una mossa
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Terra dei Fuochi: sperando "nu juorno buono"

Terra dei Fuochi: sperando “nu juorno buono”

In seguito alle lunghe ed intense proteste dei cittadini casertani lo Stato ha deciso di “darsi una mossa” approvando in Senato, il 5 febbraio 2014, il decreto sulle emergenze ambientali ed industriali che porta dei cambiamenti nella gestione della “Terra dei fuochi” comportando l’introduzione del reato di combustione dei rifiuti depositati in aree non destinate alla discarica che prevede una condanna che va da due a cinque anni di carcere e può essere aggravata se ad appiccare il rogo sono aziende e non individui, si istituisce un Fondo ad hoc (Fondo unico giustizia) alimentato dalla confisca dei beni provenienti dalle attività della criminalità organizzata e dai guadagni legati agli eco-reati per reperire risorse per le bonifiche; inoltre lo stanziamento di 50 milioni all’anno tra il 2014/2015 per lo screening sanitario gratuito degli abitanti di Campania,  conferimenti di poteri speciali al prefetto di Napoli e mappatura dei terreni per distinguere le aree contaminate da quelle sane, disposizione di alcuni vincoli sui terreni “bollinati”, più trasparenza per i cittadini, lo stop a nuovi commissari, maggior sostegno alla filiera agricola campana ed è  previsto l’uso dell’esercito, con 850 unità, per il sequestro e la bonifica di terreni sequestrati alle ecomafie che potrà essere impiegato soltanto per un anno. Quella adottata è una misura importante che non era mai stata presa in considerazione e finalmente dopo anni di proteste qualcosa si è smosso.

Colui che in prima persona si è adoperato per questo grande problema è  Don Maurizio Patriciello, la voce del quartiere “città verde” di Caivano, il quale si è mostrato molto soddisfatto di questa mobilitazione da parte dello Stato, portando la trasformazione del decreto in legge. Afferma il parroco che proprio grazie al lavoro dei volontari “La Terra dei fuochi” è diventato un problema nazionale ed ancora una volta – aggiunge – ha vinto la linea del dialogo, l’unica strada da percorrere.

L’emergenza in Terra dei Fuochi si sta affrontando da tutti i punti di vista: ambientale, sanitario, economico del territorio e delle produzioni di quest’ultimo , ma naturalmente il punto principale è la tutela della salute.

Anche Papa Francesco durante la sua visita alla reggia di Caserta ha richiamato tale questione affermando che “dare il primato a Dio significa avere il coraggio di dire no al male, no alla violenza, no alle sopraffazioni, per vivere una vita di servizio agli altri e in favore della legalità e del bene comune; Chi diventa amico di Dio, ama i fratelli, si impegna a salvaguardare la loro vita e la loro salute anche rispettando l’ambiente e la natura”.

Maria Paola Maisto

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