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Germania, altro che Low-cost. I tedeschi hanno tanti pezzi da novanta: riusciremo a batterli?

Germania, altro che Low-cost. I tedeschi hanno tanti pezzi da novanta: riusciremo a batterli?
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DANZICA, 27 GIUGNO – Immensi, fenomenali, da batticuore. Potremmo continuare a definire l’Italia reduce dalla vittoria dell’Inghilterra con innumerevoli aggettivi positivi. Occorre guardare avanti e, nella fattispecie, in un futuro non troppo lontano. Fra poco più di ventiquattro ore ci ritroveremo di fronte un’altra squadra immensa e fenomenale, una squadra che ha sempre avuto un debito con la fortuna e che è pronta a saldarlo proprio nella sfida contro la nazionale di Cesare Prandelli. Questa squadra è la potente Germania di Joachim Low e dei suoi campioni.

Data come grande favorita di questa competizione, la Germania è formata da un gruppo giovane e coeso che farebbe paura anche all’avversario più temerario. Il tecnico Low è riuscito a costruire una squadra attrezzata ad ogni evenienza e che fa, appunto, della forza di squadra il suo cavallo di battaglia. Una squadra che è tutt’altro che Low-cost visti i prezzi very expensive dei cartellini dei vari Gomez, Ozil e Podolski. Nel caso della sfida contro l’Italia, però, i tedeschi hanno un motivo in più per cercare di strapparci di dosso la finale.

Nonostante sia una corazzata, la Germania ci teme e ci sta osservando da qualche giorno con occhio preoccupato. Nella memoria collettiva ci sono ancora lo strepitoso gol di Grosso, il contropiede di Del Piero e una gioia azzurra che aveva rovinato l’atmosfera ai padroni di casa nel mondiale del 2006. Andare a vincere ai mondiali tedeschi contro i tedeschi è un affronto che la Germania vuole cancellare e restituirci con gli interessi. I pericoli maggiori sono le bocche da fuoco dell’attacco, il gioco creato da Ozil e le percussioni degli esterni. Il debito con la Dea Bendata è immenso, ma di fronte non ci saranno degli sprovveduti. Con questo gruppo e questo entusiasmo l’Italia potrà dare del filo da torcere ai tedeschi. E lo spettacolo è assicurato.

Nicolò Bonazzi

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