Jacopo Bertone
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Nba: The Return 2.0, Derrick Rose di nuovo in sella

La guardia di Chicago è pronta a (ri)tornare sul parquet e far vedere ad avversari e scettici di che pasta è fatta, ma Rose sarà lo stesso di prima?

Nba: The Return 2.0, Derrick Rose di nuovo in sella
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Derrick Rose,attualmente impegnato nel camp di Team USA a Las Vegas

Derrick Rose,attualmente impegnato nel camp di Team USA a Las Vegas

Ho ancora tanti obiettivi. Vedo gente che ha molte perplessità su di me. Sarà divertente quando dovranno rimangiarsi le proprie parole” laconico, asciutto, chiaro: il Derrick Rose “comunicatore” non è cambiato per niente, la voce è sempre roca, le parole che gli escono dalla bocca sono lente ma implacabili, come il fiume che attraversa la sua Chicago, la città del vento, dei Bulls e del ragazzo da Simeon High School.

PRIMA GLI USA – Data per salva la sua abilità retorica, rimane inevitabilmente da verificare se ci sia ancora margine per vedere il vero Rose in campo, poichè è sempre bello parlare di ritorni, vendette e riscatti, ma rimane il fatto che negli ultimi anni sono saltati il legamento crociato anteriore sinistro e il menisco mediale destro, non stiamo parlando di un’unghia scheggiata. Ciò nonostante, il classe ’88 ha risposto prontamente alla chiamata di coach Krzyzewski per la preparazione di Team Usa ai Mondiali di Settembre. L’occasione tutto sommato è ghiotta dal momento che Rose ha la possibilità di allenarsi in compagnia di un gruppo fortissimo e probabilmente del miglior staff tecnico del mondo (l’assistente principale è proprio Tom Thibodeau, allenatore dei Chicago Bulls), e dopo (eventualmente) esordire in una competizione comunque molto importante senza eccessiva pressione, inevitabilmente destinata alle spalle di “capitan Durant“. Si vedrà, ma è solo il primo passo.

POI CHICAGO – All’orizzonte lo aspetta la stagione Nba, importante, chiaccherata ed incerta quant’altre mai grazie ai botti del mercato estivo, a una classe di Rookie tutta da scoprire e…al ritorno di Rose! Il suo sponsor aveva già realizzato diversi spot legati al rientro di Rose ai tempi del primo infortunio, con risultati piuttosto modesti, perciò stavolta si è scelta una linea sobria, concreta, più adatta al personaggio insomma. Le parole di Derrick sono arrivate proprio a margine di una conferenza di presentazione del marchio a cui è indissolubilmente legato, di fronte a una folla di appassionati che gridavano il suo nome e di squali travestiti da giornalisti che gli hanno rifilato diverse domande taglienti, rispedite tutte quante al mittente senza neanche il bisogno di muovere un muscolo facciale: “Derrick Rose’s Style“. Oltre alla stampa, ad aspettarlo c’è una squadra di uomini che negli ultimi anni si sono dovuti piegare solamente ai propri limiti offensivi ma che hanno dimostrato coraggio e spirito di abnegazione, gente come Noah, Butler e Hinrich, ai quali si è aggiunto un Pau Gasol in cerca di riscatto e un Doug McDermott voglioso di schiaffeggiare le retine Nba, ma inevitabilmente ruota tutto attorno a Rose, il leader, la faccia e il cuore dei Bulls: le dita degli appassionati si incrociano all’unisono, se la sfortuna lo lascia in pace e la pallacanestro gli scorre ancora nelle vene, ci sarà da divertirsi!

Jacopo Bertone

@JackSpartan92

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