Jacopo Bertone
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Nba: Byron Scott ai Lakers, tra poche certezze e tanti dubbi

Il nativo di Ogden firma un quadriennale da 17 milioni di $, torna così nella squadra della sua vita ma con un roster tutto da inventare

Nba: Byron Scott ai Lakers, tra poche certezze e tanti dubbi
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Byron Scott, 846 presenze con i Los Angeles Lakers

Byron Scott, 846 presenze con i Los Angeles Lakers

Dopo una lunga serie di incontri e quasi un mese di attesa, Byron Scott ha finalmente coronato il suo sogno: diventare coach dei Los Angeles Lakers. ” Ho sempre voluto allenare questa squadra da quando ho deciso di diventare un coach. Ringrazio Mitch Kupchak, Jim Buss e Jeanie Buss per questa fantastica opportunità” ha dichiarato l’ex esterno,  ” Byron è il mio mentore, da rookie gli portavo le ciambelle, abbiamo un grandissimo rapporto” ha invece commentato Kobe Bryant, attuale guardia titolare dei Lakers. Tutto molto bello, ma la squadra?

URGE UN CAMBIO DI TENDENZA – Il compito non sarà facile poichè, data per certa la presenza di Kobe Bryant, il resto del roster comprende giocatori che devono ancora decidere cosa faranno da grandi (Jeremy Lin, Ed Davis e Nick Young), veterani Nba i cui giorni migliori sono passati da un pezzo (Steve Nash e Carlos Boozer) e giovani vogliosi di dimostrare di essere all’altezza del compito ma dai limitati mezzi tecnici (Ryan Kelly, Robert Sacre e Xavier Henry). Un discorso a parte lo merita Julius Randle, ala in uscita da Kentucky con un istinto animalesco per la pallacanestro e notevoli doti di rimbalzista, sul quale però aleggiano i dubbi su quell’infortunio al piede così misterioso e ovviamente tutte le incognite legate al passaggio dall’NCAA all’Nba che accompagnano ogni Rookie. Scott avrà quindi da lavorare per riportare ottimismo in un ambiente frastornato e per far apprendere ai suoi ragazzi i dettami tecnici del suo sistema difensivo. I Lakers devono cambiare assolutamente registro per arginare l’ascesa dei cugini (per altro anche loro alle prese con diversi problemi), dimenticare i fischi dell’ultima stagione e ripartire.

LORD BYRON – Una cosa è sicura: Scott conosce l’ambiente. Da giocatore, infatti, ha trascorso 11 stagioni con la maglia gialloviola, vivendo i ruggenti anni dello Show Time da protagonista insieme a mostri sacri come Magic Johnson e Kareem Abdul-Jabbar e conquistando ben 3 titoli. Byron conosce quindi molto bene il tipo di pressione che si respira nella città degli angeli, ha dalla sua l’appoggio di sua maestà Kobe e l’entusiasmo di chi è finalmente tornato a casa. Per la verità, l’ultima esperienza Nba alla guida dei Cleveland Cavaliers non è stata proprio eccellente ( il record dice 66 vinte e 166 perse in 3 anni, sigh), però non dimenticarsi dei miracoli fatti con i New Jersey Nets (portati in finale Nba contro tutti i pronostici) e con i New Orleans Hornets ( con la regia di Chris Paul, Scott è stato eletto Coach dell’anno nel 2008 e ha guidato per ben due volte la squadra dell’Est all’All Star Game). I tifosi dei Lakers hanno accolto con un moderato entusiasmo la notizia dell’arrivo di Scott, ritenuto il miglior candidato possibile tra i papabili (si era fatto anche il nome di Dunleavy, non proprio il Bearzot dell’Nba), ma la parola ora passa al sempre sincerissimo campo, con le luci di Hollywood sullo sfondo e il sorriso di Jack Nicholson a condire il tutto.

Jacopo Bertone

@JackSpartan92

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