Antonio Casu
No Comments

Tour de France: sei personaggi in cerca d’autore

Sei protagonisti, sei storie da raccontare, sei autori da cercare immaginariamente. I destini di Nibali e Pirandello si incrociano

Tour de France: sei personaggi in cerca d’autore
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Siciliano come Luigi Pirandello, la sua maglia è gialla come un limone di Siracusa. Vincenzo Nibali è il grande protagonista del giorno. La Sicilia si è trovata all’improvviso al centro del mondo dello sport. Pirandello e Nibali: così lontani, così vicini. Il titolo di una delle opere più celebri dello scrittore Premio Nobel, “Sei personaggi in cerca d’autore”, è il filo conduttore ideale per raccontare il Tour de France appena concluso. Sei protagonisti, sei storie da raccontare, sei autori da cercare immaginariamente. Titoli e personaggi della storia della cultura mondiale sono uno spunto per evidenziare che in fondo le loro gesta erano già state narrate in passato. È solo un gioco, ma lo sport è soprattutto questo.

Tour de France: Jean-Cristophe Peraud sul podio di Parigi

Tour de France: Jean-Cristophe Peraud sul podio di Parigi

PERAUD/WALT DISNEY | È bello immaginare che il personaggio di Paolino Paperino sia stato ispirato da Jean-Cristophe Peraud. Tra i due, però, esiste una differenza sostanziale: Paperino sta simpatico a tutti, ma è un perdente per natura, mentre Peraud ha vinto la cattiva sorte e ha conquistato il secondo gradino del podio di Parigi. Protagonista un anno fa di una caduta rovinosa durante la ricognizione dell’ultima cronometro del Tour (penultimo giorno, era nono e fu costretto al ritiro), anche questa volta è stato accompagnato dalla sfortuna. Peraud ha forato durante la crono di sabato (mentre si giocava il secondo posto con Pinot) ed è caduto nella tappa di ieri, nel momento in cui tutti i giochi sembravano ormai conclusi. Fortunatamente (è proprio il caso di dirlo) è rientrato subito in gruppo e ha portato a termine l’impresa. Che fatica però!

MARTIN/LUCIO DALLAIl suo sguardo è di un falco per i figli, i suoi muscoli sono muscoli eccezionali! Gli uccelli nell’aria perdono l’ali quando passa Tony Martin! Quando corre Tony Martin mette paura…  perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura. Lucio Dalla dedicò questi versi ad un pilota di Formula Uno (Tazio Nuvolari), ma avrebbe potuto dedicarli con la stessa efficacia a Tony Martin. L’italiano aveva a disposizione un bolide, mentre il tedesco solo due gambe… eccezionali! Che fenomeno!

DE MARCHI/JOHANN SEBASTIAN BACH | Iniziata da Johann Sebastian Bach, conclusa da Alessandro De Marchi. È solo una provocazione legata al titolo, ma l’opera L’arte della fuga (raccolta di composizioni rimasta incompiuta), sembra esser stata presa ad esempio dal super combattivo De Marchi, protagonista di diversi tentativi da lontano. Il Tour non è solo spietato, ma anche generoso: non ha vinto neanche una tappa, però ha conquistato il numero rosso finale ed è salito sul podio di Parigi. Anche questa è arte…

KITTEL/JONATHAN SWIFT | Marcel Kittel come Gulliver nell’isola di Lilliput. Il tedesco è un gigante (non solo fisicamente), gli avversari sono quasi lillipuziani. Tuttavia, il colosso teutonico ha un sorriso tenero e gentile. Spazza via tutto quello che si trova attorno grazie all’espressione della sua potenza travolgente, ma lo fa con un’aria quasi dolce.

SAGAN/MICHELANGELO BUONARROTI | Un cardine della poetica scultorea michelangiolesca è la tecnica del “non finito”. Si conclude un’opera, ma si tralasciano volutamente delle imperfezioni. Quella di Peter Sagan non era una volontà, ma solo una malinconica conseguenza. Ha stradominato la classifica per la maglia verde, ma non ha vinto una tappa, raccogliendo innumerevoli piazzamenti. Lo slovacco ha cercato di smaltire la delusione per il Tour insoddisfacente pensando alle vacanze, ma non è stato sufficiente.

NIBALI/LUIGI PIRANDELLO | Uno, nessuno e centomila, il cerchio si chiude. Uno come l’unico grande dominatore del Tour de France 2014, nessuno come gli avversari in grado di contrastarlo e centomila come i terreni sui quali lo Squalo ha fatto valere la sua superiorità. Media o alta montagna che fosse, pavè o cronometro, Nibali è stato sempre il più forte. Pirandello conosceva il suo corregionale? Chissà…

Antonio Casu

@antoniocasu_

 

 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *