Antonio Casu
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Vincenzo Nibali, il campione della porta accanto

Lo Squalo con la corona in testa non ha perso l'umiltà. Fenomenologia dell'uomo che ha riportato in alto l'onore dello sport italiano

Vincenzo Nibali, il campione della porta accanto
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Messina e Parigi non sono mai state così vicine. La capitale francese, snob e presuntuosa (anche per questo, in fondo, è bella) come poche altre città al mondo, si è vestita ieri con un abito umile, cucito su misura dal re Vincenzo Nibali. Lo Squalo non ama le corone (lo imbarazzano), non ama le celebrazioni (diventa timido nel momento in cui scende dalla bici), ma ama vincere, e ha deciso di farlo nel modo più bello. Il Tour de France è suo, ma stenta ancora a rendersene conto.

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Vincenzo Nibali ha vinto la centounesima edizione del Tour de France

NON È SOLO UN SOGNO – Nibali è un ragazzo speciale, capace di vincere e sorprendere su ogni terreno. L’ha fatto con azioni da finisseur (a Sheffield), con prove di forza degne di un Cannibale (Vosgi, Alpi o Pirenei che fossero, il risultato non è mai cambiato) e azioni eroiche sul pavè (così lontano, cosi vicino alle pietre laviche messinesi su cui il siciliano ha corso da ragazzino). Cambiava il palcoscenico, cresceva l’attenzione mediatica nei suoi confronti, ma lui non è mai cambiato, rimanendo in ogni occasione disponibile e con un sorriso dipinto sul volto, a tratti stralunato, tipico di chi pensa di vivere dentro ad un sogno. Non era solo un’idea a occhi chiusi però, perché Nibali è stato allo stesso tempo concreto e spietato come sanno essere solo i grandi campioni.

IL CAMPIONE DELLA PORTA ACCANTO – Nibali ora potrebbe guardare tutti dall’alto verso il basso, potrebbe trasformarsi in un perfetto parigino, ma non lo farà. La sua forza è l’umiltà, unita ad un’ossessiva cultura del lavoro e ad uno spirito di sacrificio con pochi eguali nel mondo dello sport. Nibali è diventato l’eroe del ciclismo italiano, ma rimarrà il tipico ragazzo della porta accanto. Il campione della porta accanto.

Antonio Casu

@antoniocasu_

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