Antonio Fioretto
No Comments

Tour de France: storia di una fiaba gialla

Un principe italiano, un lord britannico e un conquistadores spagnolo si diedero battaglia in terra di Francia: vinse il principe, che riportò lustro al Regno italico

Tour de France: storia di una fiaba gialla
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

C’era una volta un principe italiano. Veniva dal Sud e il suo obiettivo era riconquistare l’amore di una principessa che aveva abbandonato il suo paese da ormai troppo tempo: la principessa Gloria. Ella sedeva nel suo castello dorato, quasi inaccessibile. Concedeva a pochissimi le sue grazie, solo in cambio di grandi fatiche o imprese epiche. Era costantemente accompagnata dalle sue servitrici, Storia e Fama, e dai suoi servitori, Onore e Orgoglio. Avvicinarla non era facile ed era meta ambita da tutti.

Vincenzo Nibali, il dominatore del Tour de France 2014

Vincenzo Nibali, il dominatore del Tour de France 2014

Erano ormai passate due decadi da quando un cittadino del “Regno italico” era riuscito a conquistare la principessa Gloria. Si trattava di un pirata, venuto dal mare, e il principe italiano se lo ricordava bene. Anzi, quasi si ispirava a lui. E sapeva che c’era solo un modo per riconquistare la Gloria: ripetere l’impresa del pirata, in un modo tutto proprio. In un Regno vicino, chiamato “Francia”, ci sarebbe stata una gara per valorosi, un tour. Una serie di fatiche adatte solo a uomini impavidi, coraggiosi, incuranti del sudore e della stanchezza. Il principe sapeva che per conquistare la principessa Gloria e, allo stesso tempo, entrare nelle grazie delle servitrici Storia e Fama e dei servitori Onore e Orgoglio, quella era l’occasione giusta.

Il principe, però, sapeva bene che non sarebbe stato l’unico a gareggiare. Doveva guardarsi bene da due acerrimi nemici: un lord britannico, che un anno prima aveva sorpreso per coraggio e virilità, e un conquistadores spagnolo, che anni addietro aveva già preso il cuore della principessa, servendosi però dell’inganno e dell’ imbroglio. Il principe odiava tali meschinità e si promise che semmai fosse riuscito nel suo compito lo avrebbe fatto con lealtà.

La gara, insomma il tour, consisteva in un insieme di tante piccole battaglie, ventuno per la precisione. Ogni battaglia sarebbe durata varie ore. Alla fine, chi avrebbe vinto più battaglie avrebbe avuto la possibilità di accedere al castello dorato della principessa Gloria e li, conquistarla. Il secondo giorno dei giochi, il principe italiano vinse la sua prima gara del tour. Il suo coraggio e la sua forza fisica e mentale gli permisero di prevalere sugli avversari. Il quinto giorno, il lord britannico, uno dei contendenti più ardui, decise di ritirarsi. Il suo corpo e il suo animo non avevano retto alle difficoltà delle battaglie del tour. Il decimo giorno, tutti capirono che il principe italiano non avrebbe avuto rivali. Vinse un’altra battaglia, stavolta inaspettata, e nello stesso giorno anche l’altro avversario, il conquistadores spagnolo, decise per il ritiro. Il principe immaginò la principessa Gloria in tutta la sua bellezza, ma c’ erano altre 21 battaglie da combattere. Il principe alzò le braccia al cielo, fiero e sprezzante, il tredicesimo e diciottesimo giorno. Alla fine, nessuno aveva fatto meglio. Il vincitore era lui

Il principe del tour fu accompagnato al castello dorato. Sul suo trono c’era la principessa Gloria, che vedendolo nel suo vestito giallo e sgargiante, esclamò: “Accolgo il prode guerriero tra le mie braccia. Le mie serve, Storia e Fama, e i miei servi, Onore e Orgoglio, facciano lo stesso“. Il principe ce l’aveva fatta. Aveva ridato lustro al suo Regno, battuto i temibili avversari e conquistato la Gloria. Secoli dopo, in una città sicula si narrano ancora le gesta di Vincenzo Nibali, il principe in giallo che conquistò la gloria del tour con lealtà.

Antonio Fioretto (@FiorettAntonio)

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *