Alex Rivolta
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Nibali e Pantani: le due facce opposte della stessa medaglia

Marco Pantani e Vincenzo Nibali sono gli ultimi due italiani ad aver vinto il Tour de France e come ovvio i paragoni, spesso impropri, si sprecano

Nibali e Pantani: le due facce opposte della stessa medaglia
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Vincenzo Nibali ha vinto l'edizione 101 del Tour de France

Vincenzo Nibali ha vinto l’edizione 101 del Tour de France

Nello sport si sa, fare i paragoni è uno dei passatempi preferiti e nel ciclismo non si fa eccezione. Il più fresco in ordine di tempo come normale che sia è quello fra gli ultimi due vincitori italiani di un Tour de France cioè Marco Pantani e Vincenzo Nibali.

COSA LI UNISCE – Ad unirli oltre alla vittoria sia di Giro d’Italia che di Tour de France non sembra esserci molto, sicuramente il talento che però accomuna tanto loro quanto quasi tutti i ciclisti che riescono in imprese di questo straordinario livello. Talento che si mostra in tutta la sua pienezza sulle montagne dove entrambi con l’abitudine a scattare di forza sui pedali per spezzare in due gli avversari – a differenza di tanti scalatori moderni che preferiscono imporre un ritmo costante rimanendo però ben piantati sulla sella sfinendo gli avversari ai fianchi – sono sempre riusciti a infiammare il pubblico che ama azioni di questo genere.

COSA LI DIFFERENZIA – Sono però molte di più le cose che li dividono secondo il modestissimo parere di chi scrive, Pantani e Nibali sono figli quasi di due sport diversi. Nei sedici anni che dividono la vittoria dei due italiani il ciclismo è stato massacrato dalla piaga del doping che nel 1998, anno del successo del pirata, era una realtà ben presente in gruppo rispetto a quanto incida oggi. Senza voler entrare nel merito della tragica vicenda che si è conclusa con la morte del campionissimo romagnolo di cui si è parlato fino alla nausea (e spesso a sproposito) è innegabile che le corse ciclistiche fossero diverse rispetto a quelle attuali. C’è poi il fattore umano e mediatico, Pantani nel 1998 era un personaggio che superava i confini dello sport, un vero e proprio fenomeno popolare che univa l’Italia indipendentemente che si fosse appassionati di ciclismo o meno. Vincenzo Nibali anche e soprattutto a causa della terribile fama che si è fatta questo sport viene celebrato ma con – ingiusto – scetticismo dalla massa che non si fida più di ciò che vede e preferisce puntare il dito e sentenziare piuttosto che informarsi sui trascorsi di questo atleta fino ad ora esemplari e su quanto fatto in questo sport per cercare di ripulirlo dal marcio che lo stava uccidendo.

Ciò che rimane è che si tratta di due grandissime imprese non solo del ciclismo ma dello sport nostrano in generale, da cui bisognerebbe ripartire cercando di tirarne fuori il meglio per rilanciare uno sport che nel nostro paese è ai minimi storici ma che continua a dimostrare, nonostante tutti gli scetticismi, quanto importante sia per l’Italia.

Alex Rivolta

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