Antonio Casu
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Tour de France: l’uragano Martin si abbatte su Perigueux

Il tedesco della Omega domina la cronometro finale. Vincenzo Nibali termina al quarto posto e chiude i conti per la maglia gialla

Tour de France: l’uragano Martin si abbatte su Perigueux
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Manca solo l’ufficialità (quella di domani non è solo una passerella, è soprattutto una corsa vera), ma ora si può dire (sottovoce): Vincenzo Nibali è il vincitore dell’edizione 101 del Tour de France. Lo Squalo dello Stretto ha chiuso la cronometro di Perigueux al quarto posto, mentre la prova è stata vinta sontuosamente dall’imbattibile Tony Martin, che ha demolito gli avversari con una prestazione al limite dell’umano. Gioia anche per Peraud e Pinot: la Francia torna sul podio con due uomini dopo trent’anni.

Tony Martin, il vincitore della nona tappa del Tour de France

Tony Martin ha dominato la cronometro di chiusura del Tour de France

L’URAGANO MARTIN – Per la vittoria di tappa non c’è stata storia: Martin era il favorito numero uno e ha confermato le attese con numeri da capogiro. Il tedesco (campione del mondo a cronometro), ha rifilato 1,39” a Dumoulin (secondo al traguardo) e 1,47” a Barta. Nibali, quarto, è arrivato con 1,58” di ritardo. Seconda vittoria di tappa in questo Tour per Martin, che si candida a diventare nei prossimi anni un uomo molto pericoloso anche per i grandi giri.

LA LOTTA PER IL PODIO – Visto l’ampio vantaggio in classifica di Nibali, la concentrazione del pubblico (e della regia francese) era focalizzata soprattutto sulla lotta per il podio. Pinot, Peraud e Valverde erano racchiusi in pochi secondi e a spuntarla sono stati i due francesi. Peraud (protagonista di una sfortunata foratura) scavalca Pinot e occuperà il secondo posto del podio, mentre Pinot chiuderà terzo. Medaglia di legno per Valverde, autore di una prova disastrosa. Male anche l’olandese Mollema, eterno incompiuto dei grandi giri, che scala dal settimo al nono posto. L’ultima tappa del Tour presenterà la classica passerella ai Campi Elisi: le incognite sono sempre dietro l’angolo, Nibali dovrà correre con attenzione tra un bicchiere di champagne e l’altro, ma i giochi sono ormai fatti. Lo Squalo entra nella storia, e con lui l’intera Italia sportiva.

Antonio Casu

@antoniocasu_

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