Elisa Belotti
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Il pianeta delle scimmie: le differenze con il nostro?

Mercoledì 30 luglio uscirà Apes Revolution: il nuovo Pianeta delle scimmie, firmato Matt Reeves

Il pianeta delle scimmie: le differenze con il nostro?
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Apes Revolution, Il pianeta delle scimmie, 2014

Apes Revolution, Il pianeta delle scimmie, 2014

BREVE STORIA DI UN PIANETA-«Il gorilla era con me da anni e mi serviva fedelmente. A poco a poco è cambiato. Si è messo ad uscire la sera, ad assistere a delle riunioni. Ha imparato a parlare.». In un modo o nell’altro, ognuno di noi si è trovato nel futuro diatopico di quel famoso pianeta abitato dalle scimmie. Chi scrive, ad esempio, ricorda un afoso pomeriggio domenicale e il riparo in una sala cinematografica. Sullo schermo Mark Wahlberg tra scimmioni inferociti. Era il 2001 e ancora non sapevo chi fosse Tim Burton. Quando lo capii mi resi conto che forse quello non era affatto il suo film migliore, eppure qualcosa di quella storia si era indelebilmente sedimentata nel profondo della mia memoria. Nella zona: ricordi indelebili. Nel 1963 in Francia esce il nuovo romanzo di Pierre Boulle. Nessuno ancora lo sa, ma questa storia diventerà un cult del genere. Uomini dai nomi mitologici (Ulisse è il nome del protagonista, nome che andrà perso nelle trasposizioni cinematografiche) si ritrovano a viaggiare nel futuro e finiscono su un pianeta (Soror) in tutto e per tutto simile alla Terra, solo un poco più caldo. Piccolo particolare: gli uomini hanno comportamenti e uno sviluppo intellettuale del tutto simili a quelli di esseri umani primitivi e il potere è in mano a un’altra specie: Simius sapiens. Le scimmie. Insomma, un ribaltamento della storia evolutiva. Sono diverse le teorie scientifiche riprese in questa fiction: Darwin in primis, la teoria della Relatività einsteiniana e qualche richiamo pavloviano; non è di certo questo a suscitare il nostro interesse. Cosa, allora? Lo capiranno dopo, i nostri protagonisti, che quel pianeta non è simile alla Terra: è la Terra. La Terra del futuro. Ma come ha fatto l’uomo a tornare a quello stadio animalesco, primitivo? Come, le scimmie ad evolversi così?

TO BE CONTINUED, ANCHE NEL 2014 – Come accade per tutte le storie che funzionano (e per funzionare, una storia ha giusto bisogno di un paio di cose: riuscire a stuzzicare la fantasia di chi l’ascolta e riuscire ad imprimersi nella sua memoria), i narratori più disparati non smettono mai di raccontarla, ampliandone i confini narrativi, inventandosi nuove peripezie. Così, nel 1968 abbiamo la prima trasposizione cinematografica del romanzo. Planet of the Apes, diretto da Franklin J. Schaffner, vince l’Oscar. Protagonista Charlton Heston. Da quel momento in poi, un fiume di versioni, trasposizioni. I sequel: L’altra faccia del pianeta delle scimmie (Beneath The Planet Of The Apes), 1970; Fuga dal pianeta delle scimmie (Escape From Planet Of The Apes), 1971; 1999 – Conquista della Terra (Conquest of the Planet of the Apes), 1972; Anno 2670 – Ultimo atto (Battle for the Planet of the Apes), 1973. Due serie tv: Il pianeta delle scimmie, 1974, Ritorno al pianeta delle scimmie, serie animata, 1975. Un remake: quello della mia afosa domenica pomeriggio, di Tim Burton, 2001. Due reboot (una sorta di “nuova versione”): L’alba del pianeta delle scimmie (Rise of the Planet of Apes), 2011; Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie (Dawn of the Planet of the Apes), 2014. Uscirà proprio mercoledì 30 luglio, quest’ultima versione del dominio planetario degli scimmioni. L’opera è firmata Matt Reeves, amico di J.J. Abrams e conosciuto soprattutto per Cloverfield e la serie televisiva Felicity. Chissà cosa si sono immaginati, questa volta!

DOVREMMO IMPARARE DALLE SCIMMIE – Il già citato Albert Einstein, parlando delle future evoluzioni dell’umanità, diceva, sconsolato: «Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la Terza Guerra Mondiale, ma la Quarta verrà combattuta con pietre e bastoni». Facciamo un piccolo esperimento. Prendete un qualsiasi quotidiano. Apritelo e leggete una notizia di cronaca, una di politica, una di economia e una sull’ambiente. Mi piacerebbe proprio sapere quante di queste vi hanno provocato un sorriso e quante un senso di sconforto atroce. Nel film del 1968, ad un punto Taylor-Heston cavalca sulla spiaggia e trova la Statua della libertà totalmente immersa nella sabbia. Si inginocchia e maledice l’umanità per aver distrutto la Terra. Il sesto versetto della ventinovesima pergamena delle Leggi delle scimmie, recita: Guardati dalla bestia-uomo, poiché egli è l’artiglio del demonio. Egli è il solo fra i primati di Dio che uccida per passatempo, o lussuria, o avidità. Sì, egli uccide il suo fratello per possedere la terra del suo fratello. Non permettere che egli si moltiplichi, perché egli farà il deserto della sua casa e della tua. Sfuggilo, ricaccialo nella sua tana nella foresta, perché egli è il messaggero della morte. Nel film in uscita mercoledì, Cesare, il capo delle scimmie, ci ricorda il codice morale scimmionesco: “scimmia non uccide scimmia”. E quindi, chi sono le bestie?

Elisa Belotti

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