Massimiliano Riverso
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Radio Borgata e il giornalista sportivo copia-incolla. Benvenuti sul Web

Copy and paste, 'redattori della Domenica' e quel briciolo di romanticismo della carta stampata andato a farsi friggere

Radio Borgata e il giornalista sportivo copia-incolla. Benvenuti sul Web
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Il giornalismo 2.0 ha cambiato radicalmente i connotati a quanto costruito con sudore dagli ortodossi che usavano la macchina da scrivere in redazioni infestate da nubi tossiche di fumo. A trasformare quanto seminato di buono da molti blogger vecchio stampo e giornalisti reinventati della nuova era ci stanno pensando i nuovi fenomeni della ‘Rete’, soggetti difficili da inquadrare in un target preciso. L’effetto Lady Gaga e delle ‘mignotte’ di turno a caccia di ‘Mi Piace’ sta contagiando inesorabilmente anche chi si sta affacciando in tempi di crisi dell’editoria al complicato mondo della comunicazione. Per un ‘Me Gusta‘ in più si venderebbero anche le loro madri e chi come noi, intendo la Redazione di SportCafe24, sogna di emergere in una melma di informazione becera a singhiozzo è costretto ad adeguarsi ai trend del momento.

Da ‘direttore’ di questa banda di appassionati di sport sento il bisogno di fare luce e chiarezza su alcuni atteggiamenti che stanno colpendo il nostro magazine. Quotidianamente ebioti sfruttano i nostri contenuti per pubblicare post su blog improvvisati e testate giornalistiche appartententi a network con milioni e milioni di visite, in particolare a quel noto brand che ha introdotto l’orrenda dicitura ‘CLAMOROSO‘. In breve tempo sono nati redattori sensazionalistici che sfruttano il livello medio-basso dell’utente per racimolare numeri in termini di visite uniche e pagine visite. Copie conformi e rimpasti ad hoc per aspiranti giornalisti e giornalisti ahimé di professione che potrebbero dare man forte a quei coltivatori diretti ormai in via di estinzione.

Tralasciando gli editori che privi di illuminazione ricalcano format frutto di un lungo lavoro di brainstorming tra coordinatori e creativi, spiccano anche direttori di testate locali (le famose ‘Radio Borgata‘) che ironizzano sul termine “Esclusiva” usato nei nostri pezzi. Sembra strano, ma nonostante i scarsi mezzi a nostra disposizione riusciamo spesso ad arrivare prima sulla notizia rispetto a redazioni che pagano mazzette ai motori di ricerca oppure che si occupano esclusivamente di desk e rimpasto di notizie prodotte da altri media. Le esclusive ce le possiamo permettere “cara Direttrice di Radio Borgata”, basta scorrere la cronologia degli articoli del nostro sito per vedere come il 90% delle nostre anteprime è sempre corrisposto alla realtà.

Non vorrei fare demagogia ma sembra essere arrivato il tempo di ripristinare quella deontologia che andata inesorabilmente a farsi fottere.

Cari direttori di una triste e qualsiasi ‘Radio Borgata’, cari blogger di ‘Speriamo che me la cavo’ l’informazione è una cosa seria, ma se volete accelerare i tempi del vostro trionfo sulla Rete basta pubblicare su facebook un selfie in topless di una delle vostre redattrici.

@MassiRiverso

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