Enrico Steidler
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Povero Moggi, vale meno di un tweet di Balotelli

Che tenerezza: Big Luciano attacca Abete a testa bassa (e a male parole), ma ormai non lo ascolta più nessuno

Povero Moggi, vale meno di un tweet di Balotelli
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Balotelli fa il “donnodi casa e stira una maglietta (col nome dello sponsor in bella vista) mentre balla e legge la biografia di Ibrahimovic? Il video finisce su tutti i giornali. Gigi Buffon e Ilaria D’Amico si sbaciucchiano sotto il sole infuocato della Grecia? Le foto fanno il giro del mondo. Moggi lancia pesanti accuse dalle pagine di Libero contro Abete e il “Sistema” che ha “inventato” Calciopoli? Ne fanno accenno solo Tuttosport e i siti vicini alla Vecchia Signora. Povero Lucianone, sic transit gloria mundi: fino a qualche anno fa, l’ex dg bianconero faceva notizia anche stando zitto – evento assai raro, in effetti – mentre oggi, ridotto ai margini di quel mondo che lo vide protagonista assoluto e s-pregiudicato, il suo veemente anatema vale molto meno del più inutile fra i videoclip del Calimero viziato. E’ tutto un gombloddo, o il segno inequivocabile della perduta “autorevolezza”?

Giancarlo Abete, ex presidente della Federcalcio

Giancarlo Abete, ex presidente della Federcalcio

“PALADINO DEGLI OPPRESSI” vs “UOMO PERFIDO”“Nel 2006 feci una promessa a me stesso e agli amanti del calcio: avrei fatto il «guardiano del faro» – scrive Moggi preparando il terreno al suo affondo “abeticida” – sorvegliando coloro che si inventarono Calciopoli per colpire quanti avevano contribuito al trionfo mondiale dell’Italia, distruggendone l’immagine e impedendo loro di ricoprire posti di comando legittimati dalle loro capacità e da raccomandazioni. Mantengo la promessa. Si legge che l’ex presidente Figc, Abete – vedi Federcalcic Park e l’Isola Perduta, ndr – abbia affidato agli avvocati la richiesta danni per gli imputati di Calciopoli, l’ultimo atto di un uomo perfido che non ha saputo (voluto?) lavorare per il bene del calcio: lo dimostrano le figuracce della Nazionale agli ultimi due Mondiali. Dovrà spiegare dove gli imputati hanno mancato, visto che la Giustizia Sportiva prima e la Giustizia Ordinaria dopo hanno sentenziato la regolarità del campionato: nessuna partita alterata. Saranno finalmente sentite tutte le intercettazioni e tutti capiranno come Calciopoli non doveva esistere”.

ASPETTA E SPERA – Insomma, diciamolo: sono parecchi anni e altrettante sentenze avverse che il “guardiano del faro” dice sempre le stesse cose, ed è forse anche per questo che il suo lancinante grido di dolore rimbomba da sempre più lontano. Lucianone, però, non si perde d’animo, e alza il tono della voce insinuando a più non posso. “Si sentirà Abete quando, dopo una partita andata male per la Fiorentina, sussurrava al suo vice «siamo rovinati» e anche «non sono venuto allo stadio per non dare nell’occhio». Perché si è sentito rovinato? – scrive Moggi vestendo gli amati-odiati panni dell’inquirenteE perché cercava di nascondersi, tenendo però in allerta il suo vice? Forse cercava di nascondere la sua volontà di salvare la Fiorentina? Si sentiranno le telefonate di Carraro, allora presidente federale, quando intima al designatore di parlare con l’arbitro Rodomonti perché non favorisca la Juve in Inter-Juve del 28 novembre 2004 (finita 2-2: al doppio vantaggio bianconero risposero Vieri al 79’ e Adriano all’85’, ndr); si sentirà il designatore spiegare all’arbitro due ore prima della partita quale dovrà essere il suo comportamento, intimandogli: «Questa telefonata deve restare tra me e te, altrimenti ne paghi le conseguenze». In quel match non fu espulso il portiere dell’Inter, Toldo, dopo un fallo da rigore…”.

GIOCHI PREZIOSI E “POVERI” INNOCENTI“Abete dovrà spiegare cosa è «Premiopoli» e perché il Capo Ufficio dell’Ufficio Premi e Lavoro Figc, dr. Vichi, amico di Abete e insegnante dei figli dello stesso presidente, insegnava a qualche amico come aggirare le norme Figc. In un verbale firmato dalle parti si legge: «Parlerò io con il tuo presidente, gli dirò come fare a non pagare il premio». Ci dovrà anche spiegare – aggiunge l’ex dg bianconero entrando nel vivo della sua requisitoria – perché fu impedito all’avvocato Mattioli di aprire un’inchiesta su quell’ufficio dicendogli che lo stesso presentava delle precarietà; ci sono scambi di email tra Palazzi e lo stesso Mattioli che poi fu trasferito all’ufficio Doping. Naturalmente di Vichi non si ebbero più notizie. Sempre Abete dovrà spiegare perché “nascose” tre radiazioni ad un presidente che aveva “comprato” una partita: ricordate la valigetta con 250.000 euro? (il riferimento è al presidente del Genoa Enrico Preziosi, ndr) Nel frattempo è comparso il Presidente del Coni Malagò, che ha capito le storture della Giustizia Sportiva e l’ha ribaltata. Non si potrà più condannare a piacere gli antipatici e assolvere i simpatici in processi sommari come Calciopoli: ora – conclude Moggi – non sono più gli imputati a dover provare la propria innocenza ma spetterà alla Procura provare la colpevolezza. Così nessuno avrà più il giocattolo in mano come aveva Abete, non ci saranno giocatori finiti in carcere per il calcioscommesse e poi riammessi, non ci saranno più dirigenti radiati da incolpevoli: lo dicono le sentenze, lo affermano le intercettazioni“.

Però! Curioso che un uomo colpito dalle intercettazioni e affondato dalle sentenze continui imperterrito a evocarle, e ancor più curioso – e amaro, per l’ex dg e i suoi fedelissimi – che le sue scottanti rivelazioni non riescano a trovare neppure un piccolo spazio fra la nuova acconciatura di Marcelo e il topless di Lady Pirlo. Povero Moggi, sic transit gloria mundi…

Enrico Steidler

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6 Responses to Povero Moggi, vale meno di un tweet di Balotelli

  1. sergio colautti 23 luglio 2014 at 22:05

    Caro Enrico,
    hai descritto bene la situazione. Naturalmente ignori molte cose che vengono ben nascoste da “solerti” collaboratori. Oltre naturalmente ad altre cose che nessun altro può sapere. Io non “brucio” le mie notizie senza avere la visibilità adeguata. Quando sarà il momento adatto, verranno “illustrate” nel dominio più adatto: http://www.moggiopoli.com/

    Naturalmente saranno più equilibrate e dettagliate del filmato che c’è adesso, essendo stato fatto molti anni fa.
    Mi piace il tuo servizio perchè è imparziale e ti auguro di continuare su questa strada che ti assicuro essere difficile.

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    • Enrico Steidler 25 luglio 2014 at 23:01

      Caro Sergio, grazie per il tuo apprezzamento. Continuerò così…

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  2. mario 23 luglio 2014 at 23:59

    servizio imparziale?? più parziale di cosi si muore. “curioso..” non è curioso per niente, smettila

    Rispondi
  3. Antonello Rossi 28 luglio 2014 at 8:16

    Io, pur essendo genoano non sono preziosano, ma nonostante cio’ ricordo al Signor Moggi che le sue intercettazioni inerenti quell’ultima giornata di quel famoso campionato di serie B sono pubblicate in due splendidi volumetti, erano gli anni in cui a Torino giacevano in sonnolenza tutte le intercettazioni poi usate due anni dopo per calciopoli ed in cui un famosissimo frequentatore di quel palazzo telefonava spesso proprio a Moggi raccomandandogli il proprio caro Toro (e’ forse stato DS del Toro prima che Dominus della Juve???).
    In effetti il processo poi accerto’ che quel Genoa Venezia di cui parla il Sansone (dei filistei) fu comprata a monte da dirigenti del Toro in viaggio in laguna, proprio lo stesso anno che due anni dopo si scopri’ che Moggi riceveva fervide raccomandazioni per far salire proprio quell’anno il Toro (non ho nulla contro il Toro ma questi sono i dati presenti e consultabili agli atti), la societa’ fu risanata, ai giocatori del Venezia vennero pagati gli stipendi arretrati di mesi, e ciliegina sulla torta si scopri’ che un dirigente del Venezia aveva quote partecipative nell

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  4. Antonello Rossi 28 luglio 2014 at 8:39

    continua da sopra
    nell’allora Torino, tale fatto pregiudicava la stessa presenza delle due squadre nella stessa categoria e la stessa regolarita’ del campionato.
    Come e’ noto, i premi a vincere sono stati evitati accuratamente come oggetto di reato sportivo, daltronde la cultura non si spiega perche’ uno dovrebbe scendere in campo per perdere, e le quote partecipative evidentemente erano sconosciute in Federazione.
    Accadde l’imprevedibile, a meno che qualcuno non voglia confessare un gomblotto ai danni del Genoa ed a vantaggio del, puta caso, Toro, Preziosi seppe dei dirigenti granata in laguna e cerco’ di normalizzare una partita che gia’ era stata comprata con la famosa valigetta di conranti per l’acquisto del giocatore Maldonado, questa e’ la storia uscita dai Tribunali.
    Ora, come possa Moggi paragonare una partita “normalizzata” e gia’ comprata da terzi che quell’anno dovevano salire in serie A, ll’anno in cui casualmente da intercettazioni a Moggi vennero raccomandati, con ben dieci anni di influenze su arbitri, designazioni e scorrettezze accertate, ripeto, solo due anni dopo grazie al sonno delle intercettazioni che dormirono nel palazzo di Torino e’ incapibile e forse un attimino foriero di conflitto palese di interesse.
    Il risultato, noto, fu che il Genoa per aver “normalizzato” una partita fu sbattuto icon ignominia a meno settecento punti n serie C, dalla serie A conquistata quella partita al posto del Toro, mentre la Juve di Moggi, per dieci anni di furti e piraterie della Triade, fu sbattuta dolcemente in serie B con meno sei o sette punti dopo la scalatura di marcia nei confronti della vittima mediatica bianconera.
    Ed ebbe anche a dire, il genio incompreso, parlando dell’Inter, che almeno la Juve aveva pagato le sue malefatte andando in B, i due scudetti intanto levati gli sono stati generosamente ridati in questi anni.
    Ora mi chiedo se Moggi conosca un qualche straccio di concetto di proporzionalita’ della pena, perche’ se fosse poco poco sano di coscienza e di mente non avrebbe problemi, se gli convenisse lo farebbe, a dire che in onesta’ la Juve con dieci anni di furterie avrebbe dovuto sparire come societa’ e nome dal calcio italiano se paragonata a quello che aveva subito Preziosi ed ahime’ il mio Genoa per una sola partita “normalizzata”.
    Ma ogni tanto dimentica tutto Moggi, dimentica Torino che doveva invece salire al posto del Genoa, dimentica un campionato ridicolo in cui lo stesso dirigente deteneva quote del Venezia e proprio, caso strano, del Torino, dimentica che ci furono i premi a vincere granata e che quella era stata una partita “normalizzata” che il Genoa pago’ duramente, e paragona il fatto a lui, a dieci anni di calciopoli, in cui comandava di fatto gli arbitri e le designazioni, non solo lui certamente, ma lui parla di Preziosi??? Lui??? E con quale faccia o lato del suo corpo???

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    • Enrico Steidler 30 luglio 2014 at 22:02

      Gentile Antonello, condivido in larga misura le sue osservazioni. In quanto a Moggi, la sua più grande fortuna è quella di vivere in un Paese come il nostro…

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