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Italia, allora non siamo poi così malaccio. E ora sistemiamo la Germania! L’editoriale di SportCafe24

Italia, allora non siamo poi così malaccio. E ora sistemiamo la Germania! L’editoriale di SportCafe24
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L'editoriale di Alberto Fumagalli. Ecco come vediamo la semifinale di giovedi sera contro i tedeschi...

Esultanza degli azzurri

CRACOVIA, 28 GIUGNO – Beh, allora non siamo poi così malaccio! Gli inglesi, addirittura, hanno ammesso la nostra superiorità, con la dea bendata che alla lotteria dei rigori non ha potuto non scegliere la squadra che per 120 minuti ha dominato l’avversario, punendo gli Ashley d’Inghilterra e bandendo da qualsiasi tavola d’oltremanica il “cucchiaio”, sempre più argenteria associata al buon gusto italiano, ricordi Totti, vedi Pirlo.
Inghilterra tornata nei salotti aristocratici britannici a sorseggiare il thè delle 5 , con Hart vestito da bambola con fiocchi rosa con un cucchiaino tremolante mentre beve il thè tra i peluche ricordando Pirlo, mentre noi alle cinque continuiamo ad allenarci pensando alla Germania, pensando ai crucchi, pensando che loro avranno sicuramente tifato Inghilterra, perchè la storia del pallone, recente e non, ci vede “bestia nera” della belva tedesca. Un sacco di coincidenze, che ci fanno sorridere, ma non ancora ridere, perchè effettivamente della Germania bisogna sempre e comunque avere rispetto e quella consapevolezza che fino all’ultimo del terzo fischio dell’arbitro loro saranno in campo a rincorrere il pallone. Coincidenze come quell’estate turbolenta e abbastanza vergognosa del 2006, come appunto la semifinale contro la Germania nella “Grossa” notte di Dortmund.
Questa non è la Germania del 2006, ne siamo certi, è più forte qualitativamente, è più forte nel suo calcio totale, rigidamente sempre impostato in un modo e adesso figlio di colpi di genio come il mezzo ottomano Ozil, i due filo-polacchi Klose e Podolski, quel pizzico d’esotico del tunisino Khedira, il cuore di mamma Africa di Jerome Boateng e soprattutto dei goal di Mario Gomez, che come nome e aspetto, si allontana dal canone fedelmente “ariano” di Bastian Schweinsteiger, ma poco importa perchè tutto questo, è vero non avrebbe fatto felice il baffuto Furer, ma fa felice questa nuova vera Germania, espressione di un calcio frizzante e comunque sia sempre fedele e orgoglioso dei suoi colori neri, gialli e rossi.
Ma tra i crucchi e la finalissima ci siamo noi, italiani da spaghetti e mandolino, da rinascimento e pizza margherita, ma questa volta soprattutto di calcio, di Balotelli e Pirlo, di Buffon e Barzagli, di De Rossi e di Balzaretti, di noi che adesso ci crediamo e che vogliamo continuare a sognare, perchè se ci pensi la palla è tonda e quindi nulla è stato già scritto.
Perchè il sogno può, deve continuare, perchè l’unica parvenza di incubo in questo campionato europeo siamo noi italiani per loro tedeschi, che ancora tutte le notti si svegliano bruscamente, sudati e agitati, ricordando l’urlo di Tardelli come l’urlo di Munch e quel “Grosso”, italiano banale e comune, che con un tiro distrusse l’invincibile Reich tedesco.

a cura di Alberto Fumagalli

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