Manlio Mattaccini
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Sagan, maglia verde senza vittorie: ci riuscirà a Parigi?

Il 24enne slovacco, da molti reputato il nuovo "Cannibale", nonostante la maglia verde non è riuscito finora ad alzare le braccia al cielo

Sagan, maglia verde senza vittorie: ci riuscirà a Parigi?
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Dieci piazzamenti nei 10 in 15 tappe, e ben quattro volte in seconda posizione. Questi finora sono i numeri di Peter Sagan, astro non più nascente del ciclismo moderno, con alle proprie spalle un armadietto pieno di trofei che oltre metà dei partecipanti alla Gran Boucle può solamente limitarsi a sognare.  Il nuovo “cannibale”, però, tanto giovane quanto ancora per certi versi inesperto, più che di avversari sbranati potrà parlare di occasioni, e che occasioni, mandate all’ortiche. Perchè al Tour de France la maglia verde vale tanto, sì, ma concludere la tre settimane transalpina senza incidere il proprio nome in un traguardo è quasi indecoroso per un talento come lui.

UNA VITA IN MAGLIA VERDE – Ormai giunta nell’ultima e decisiva settimana, Peter Sagan difficilmente vedrà qualche suo collega sfilargli il simbolo della classifica a punti. Discorso analogo per il nostro Nibali: soltanto un cataclisma sportivo, o uno spiacevole imprevisto, è il vero nemico da qui fino ai Campi Elisi. Il problema, per il giovane Peter, è che quando sprechi così tante cartucce, difficilmente il destino ti ripresenta una ghiotta occasione. La più grande beffa, finora, è stata la sconfitta subìta al fotofinish dal nostro Matteo Trentin. Millimetri che rappresentano quasi una condanna, perchè da ora in poi le montagne domineranno la scena. Soltanto una fuga azzeccata potrebbe rappresentare l’ultimo treno per un successo di tappa che sembra una chimera. Chissà che non sia pure un’occasione per saggiare la sua gamba in alta quota: tra gli addetti ai lavori, il “ragazzotto”, se nei prossimi anni cambierà preparazione e programmazione, potrà avere le carte in regola per il grande salto: dal verde al giallo.

Erik Zabel, dominatore della maglia verde tra gli anni '90 e 2000

Erik Zabel, dominatore della maglia verde tra gli anni ’90 e 2000

VOLATA DEI CAMPI ELISI? – Da ora in poi, a pedalare insieme a lui ci dovrà essere pure la fortuna. La maglia verde, da buona tradizione assegnata spesso al miglior velocista, deve ambire a trionfare sul traguardo di Parigi. Ruote veloci in gruppo ancora ce n’è parecchie, e lui che velocista puro non è, dovrà cercare il colpo di reni giusto che gli è mancato in almeno quattro occasioni. Sagan comunque non potrà ritenere un fallimento il suo Tour: da quando ha debuttato nel 2012, soltanto in cinque tappe non ha indossato la maglia verde. La caccia a Zabel, che ottenne simile riconoscimento ininterrottamente dal 1996 al 2001, è appena iniziata. Numeri da quasi “Cannibale”, anche se per ripercorrere la strada del mitico Merckx è ancora lunga.

Manlio Mattaccini

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